
"Si voleva proteggere l'ex alto dirigente e difendere la reputazione di Unitas. Ci siamo opposti e abbiamo avuto discussioni anche molto dure all'interno del comitato. Ma eravamo in minoranza. Quando ci sono state le nomine, hanno fatto in modo di non riconfermarci". A parlare è un ex membro di comitato di Unitas, che all’indomani dei chiarimenti del Governo si dice soddisfatto per le misure decise per ristabilire il clima di fiducia all’interno dell’associazione, finita nella bufera per presunte molestie sessuali. Misure decise dopo l'esito dell'audit che, stando alle risposte fornite ieri dal Governo a due interpellanze, ha raccolto 17 segnalazioni di molestie sessuali in un arco temporale di 25 anni.
Tra le misure intimate all'associazione, vi sono regole relative al funzionamento e all’organizzazione, la designazione di una persona di fiducia a cui i dipendenti possono rivolgersi e soprattutto il ricambio completo dei membri di comitato, in cui dovrà esserci di nuovo un rappresentante dello Stato. Misure che, stando al nostro testimone, indicano che qualcosa non ha effettivamente funzionato all’interno dell’Associazione. Il comitato di Unitas, tramite una nota diramata ieri sera, ha nel frattempo respinto le accuse al mittente, precisando di aver già cominciato ad implementare i provvedimenti richiesti. L’Associazione ha inoltre ricordato che la proposta di audit era partita proprio da Unitas. Ma per il nostro testimone non è cosi: “L'hanno fatto dopo che la vicenda è finita sui giornali. Non l'hanno fatto spontaneamente perché volevano fare chiarezza. Sono abbastanza stanco e stufo di questa storia. Io stesso sono stato vittima di pressione e intimidazioni. Le persone che sono state molestate hanno preso contatto con il servizio di aiuto alle vittime. Ora si vedrà cosa succede”. Persone che oggi sono state ascoltate dall’Ufficio di aiuto preposto del DSS.
Dal punto di vista penale la vicenda si è già conclusa con un non luogo a procedere. Nel caso del reato di molestie sessuali la querela di parte deve essere infatti presentata entro tre mesi dai fatti e il termine di prescrizione è di tre anni. Lo stesso Governo, nella sua risposta, ha fatto sapere di non ritenere necessario l'invio dei risultati dell'audit alla Procura. Ma è molto probabile che la questione finirà di nuovo in Parlamento. Matteo Pronzini (MPS) ha già annunciato di voler chiedere una discussione generale la prossima seduta. Stando alla Rsi, anche il deputato Marco Noi (Verdi), autore di uno degli atti parlamentari a cui il Consiglio di Stato ha dato risposta, sarebbe intenzionato a presentare una nuova interpellanza, riservandosi di chiedere la discussione generale.
UNITAS prende posizione
"In merito alle dichiarazioni rilasciate dal signor Ghirlanda nella trasmissione di Ticinonews di ieri sera, UNITAS smentisce con fermezza le affermazioni secondo le quali ci sarebbero state "pressioni e intimidazioni" nei suoi confronti. Il signor Ghirlanda (peraltro membro del comitato di UNITAS dal 1997 al 2021) lascia intendere che queste venissero da parte di membri dell'attuale comitato di UNITAS, cosa che è del tutto priva di fondamento", ha voluto precisare l'Associazione.

