
"Siamo stupiti dell'improvviso cambiamento di rotta del governo, dopo che negli ultimi mesi, in seguito alla conclusione dell'audit dell'avvocata Martinelli, abbiamo collaborato in perfetto accordo per la messa in pratica delle indicazioni scaturite dall'audit e auspicate dal Dipartimento Socialità e Sanità e dalla Divisione dell'Azione Sociale e delle Famiglie". Così il comitato di Unitas reagisce di fronte alle risposte fornite oggi dal Governo alle interpellanze di Marco Noi e Matteo Pronzini in relazione al caso di molestie compiute in seno all'associazione Associazione ciechi e ipovedenti della Svizzera italiana. Risposte in cui il Governo ha fornito dettagli sul rapporto redatto dell'avvocata Martineli, che ha raccolto 17 segnalazioni di molestie perpetrate nell'arco di oltre 25 anni, senza tuttavia renderlo pubblico per tutelare le vittime. Per ripristinare il rapporto di fiducia con l'ente sussidiante, il Governo ha tuttavia intimato all'associazione un ricambio completo dei membri di comitato di Unitas. Una mossa che ha stupito lo stesso comitato, "che aveva garantito che avrebbe convocato un'assemblea straordinaria, alla quale tutti i membri avrebbero rimesso il proprio mandato, lasciandole il compito di definire la sua futura composizione". Ora alla luce delle risposte governative, il comitato, che non ha ricevuto il rapporto dell'avvocata Martinelli, ma solo indicazioni sulla parte "tecnica", assicura che "darà seguito alle indicazioni del Consiglio di Stato e nelle prossime settimane indirà l'assemblea straordinaria, lasciando all'organo supremo dell'Unitas le decisioni sul futuro". Il comitato tiene tuttavia a precisare alcuni elementi "sui fatti che hanno condotto a questa situazione e a questa decisione del governo, per noi sorprendente nei modi e nei tempi".
Le precisazioni di Unitas
Il comitato parte dalla copertura mediatica (83 articoli sarebbero stati redatti in relazione alla vicenda), sostenendo che le accuse sollevate in diversi di questi articoli sono "senza fondamento". Poi spiega cosa ha fatto di fronte alle segnalazioni ricevute: "Non appena (marzo 2018) abbiamo ricevuto una testimonianza di voci relative ad episodi di molestie sessuali, la segnalante è stata incontrata e con lei si è discusso, ma in quel caso non ci sono state citazioni di persone né di fatti precisi. Di fronte a una seconda testimonianza (novembre 2019) con accuse circostanziate, il Comitato è intervenuto e nel giro di un mese ha esonerato l'ex-alto responsabile da ogni incarico e da ogni ruolo che ancora deteneva in seno a UNITAS, diffidandolo da ogni comportamento inappropriato e invitandolo ad astenersi dalle attività associative. Nello stesso momento sono state informate le Fondazioni di cui l'ex-alto responsabile faceva parte e dalle quali ha successivamente dato le dimissioni".
Le modifiche in seno all'associazione
Stando al comitato sono state anche apportate modifiche in seguito alla vicenda. È stato per esempio elaborato "un regolamento su molestie e mobbing" in accordo con l'Ufficio delle Pari Opportunità e sono state condotte "sessioni di formazione con dirigenti, personale, volontari e comitato". È stata inoltre affidata all'avvocata Martinelli "l'elaborazione di un rapporto sui casi di molestie, dando dunque la parola alle vittime, anche quelle che fino ad allora non si erano manifestate". Il comitato di Unitas "ha poi aderito immediatamente alla richiesta del DSS di assumere il mandato dell'audit, proprio per aumentare la trasparenza del lavoro". Infine il comitato ribadisce di aver più volte condannato il comportamento dell'ex alto responsabile, esprimendo vicinanza alle vittime. "Alcune delle persone che oggi accusano il comitato di UNITAS ne facevano parte all’epoca dei fatti, anche da lungo tempo".

