
In questi giorni scadono i termini per un eventuale ricorso al Tribunale federale contro la sentenza del Tribunale amministrativo cantonale che conferma il licenziamento deciso dal Consiglio di Stato ai danni del professor Roberto Caruso. Il sindacato OCST-Docenti ha preso atto “con grande rammarico” di tale sentenza e dell’iter che ha condotto a un esito "così preoccupante". Secondo il sindacato, a stupire è innanzitutto notare come il sostegno e l’apprezzamento espresso da allievi ed ex studenti del docente “siano stati letti come segni di manipolazione, senza tuttavia addurre alcuna prova a sostegno di tale grave addebito. Non è neppure stato possibile difendersi da un’ignominiosa accusa non comprovata". Quindi, si potrebbe "legittimamente e logicamente trarre la conclusione che un docente, quando è criticato dagli allievi, è quasi naturalmente e spontaneamente ritenuto già colpevole". Quando invece è apprezzato, difeso e sostenuto da essi, "viene comunque ritenuto colpevole, e paradossalmente proprio a causa di questo stesso sostegno”.
"Non restano prospettive lungo la via giudiziaria"
Purtroppo – deplora l’OCST-Docenti – un ricorso al Tribunale federale contro questa sentenza “non avrebbe probabilità di successo, poiché questa istituzione non entrerebbe nel merito della questione, ma valuterebbe unicamente se il diritto e la giurisprudenza precedenti siano stati applicati correttamente”. In effetti, dal punto di vista della tecnica procedurale giudiziaria, “la sentenza è praticamente inoppugnabile". In questo quadro legale, "una volta che il docente è stato giudicato insubordinato, irrispettoso, insistente, dai modi incorreggibili che ledono insanabilmente il rapporto di fiducia, non restano purtroppo prospettive lungo la via giudiziaria”.
"Continueremo a batterci"
Per il sindacato risulta difficile capire come sia stato possibile che Caruso, con il quale non è mai emerso un problema con allievi e famiglie, "non si siano approfondite le cause all’origine della sua 'insistenza e insubordinazione' attraverso una chiara procedura di accertamento indipendente dei fatti, definendo precisamente le responsabilità dei vari attori e agendo di conseguenza". Certamente il suo licenziamento "non dimostra nei suoi riguardi né il rispetto che gli è stato richiesto unilateralmente, né la proporzionalità nei provvedimenti applicata solitamente in una gestione delle risorse umane pienamente degna di questo nome". In conclusione, OCST-Docenti "continuerà a battersi su vari livelli per un datore di lavoro che attui una valida politica del personale in grado di individuare i problemi in anticipo, che intervenga in modo credibile e imparziale nella loro pronta risoluzione e che valorizzi realmente i suoi dipendenti, anche quando essi sono in difficoltà, si sentono soli e commettono errori emendabili".

