Ticino
"Il Decs tira dritto e licenzia Caruso, il docente della Spai di Mendrisio"
Redazione
12.09.2024 15:16

Foto: ©Gabriele Putzu
Lo si apprende da un comunicato odierno del sindacato Ocst, che afferma come "non si può accettare una simile deriva autoritaria". Per questo l'Ocst "continuerà a sostenere il docente nel suo percorso di contestazione dell'agire del Decs".
"Una
sordità completa deve aver colpito il Consiglio di Stato che negli scorsi
giorni ha fatto pervenire a Roberto Caruso la disdetta del rapporto di lavoro". Lo rende noto il sindacato Ocst in un comunicato giunto poco fa in redazione. "Questa
decisione", viene spiegato, "arriva dopo la sospensione nel mese di giugno, a pochi giorni dalla
fine della scuola, che, lo ricordiamo, era stata annullata dal Tribunale
cantonale amministrativo poiché il DECS aveva violato sistematicamente il
diritto di difesa del docente".
Cosa è successo
Dopo
questa decisione del Tribunale, "e senza minimamente alterare la modalità di
confronto, Roberto Caruso è stato lasciato in un limbo (reintegrato dal
Tribunale, ma mantenuto senza orario da parte del DECS), e gli è stata
prospettata una nuova sospensione. Ancor prima di ricevere le osservazioni del
diretto interessato sulla preannunciata ulteriore sospensione (violando ancora
una volta il suo diritto di essere sentito), il Consiglio di Stato ha emanato
la decisione di disdetta del rapporto d’impiego". L'Ocst ricorda come "Caruso, viene, in sostanza, contestato di avere assunto toni e
atteggiamenti irrispettosi nel segnalare ai superiori problemi riportati dalle
allieve e dagli allievi del CPT di Mendrisio, ciò che avrebbe rotto il rapporto
di fiducia con l’Autorità di nomina. I problemi segnalati toccavano in
particolare la gestione della sede ed erano noti da tempo al Dipartimento senza
che quest’ultimo vi ponesse concreto rimedio". Nel
corso degli anni "Caruso ha costruito un rapporto di fiducia con le allieve e
gli allievi che è scaturito, in questo momento di difficoltà, in un diffuso
sostegno nei suoi confronti. Purtroppo, le dichiarazioni di solidarietà degli
allievi sono state lette dal DECS come tentativi di strumentalizzazione da
parte del docente, e non come l’espressione della volontà di persone
consapevoli e responsabili".
"Non si può accettare una simile deriva autoritaria"
Quanto
accaduto a Roberto Caruso "dà un messaggio molto chiaro e preoccupante a coloro
che nel settore pubblico desiderano segnalare dei problemi se la questione
coinvolge dei dirigenti: il rischio è che chi si fa portavoce del disagio venga
screditato e messo da parte, e alla fine subisca le conseguenze più pesanti
nonostante quanto previsto dalle “Direttive sui comportamenti inadeguati in
ambito scolastico” e a dispetto delle pubbliche dichiarazioni di disponibilità
all’ascolto delle autorità". Il
sindacato OCST, conclude la nota, "non può accettare una simile deriva autoritaria e continuerà a
sostenere Roberto Caruso attivamente nel suo percorso di contestazione
dell’agire del DECS".

