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FFS Cargo
Cargo, 3 collaboratori senza una soluzione. FFS: «C'erano delle offerte». Il Governo scrive ai vertici: «Individuiamo degli ambiti»
Red. Online
2 ore fa
Nella missiva un invito per capire dove possa essere sviluppata una presenza maggiore delle ferrovie in Ticino. Sui dipendenti con cui non è stato trovato un accordo, il Governo auspica una soluzione.

«Sono 77 i collaboratori e le collaboratrici coinvolti negli ultimi due anni dalla ristrutturazione di FFS Cargo per i quali è stato trovato un nuovo posto di lavoro, in Ticino o nella Svizzera interna. Per tre persone, invece, non è ancora stata individuata una soluzione». A fare il punto è stata Roberta Cattaneo, direttrice della Regione Sud delle FFS, al termine dell’incontro tra il Consiglio di Stato, i rappresentanti delle Ferrovie federali svizzere e i sindacati. La situazione occupazionale era uno dei principali temi sul tavolo e il Governo ha espresso preoccupazione per i tre collaboratori ancora senza una prospettiva occupazionale in Ticino. «Il Governo auspica anzitutto che si trovi una soluzione per queste persone», ha dichiarato la presidente del Consiglio di Stato, Marina Carobbio Guscetti. «Abbiamo espresso questo auspicio e invitato le FFS a individuare una possibilità concreta». Una richiesta condivisa anche dal sindacato SEV. Secondo il segretario sindacale Thomas Giedemann, durante l’incontro sarebbero emerse alcune ipotesi a breve e medio termine, ma ancora non concretizzate. «Questo ci lascia in attesa, perché i collaboratori coinvolti e le loro famiglie stanno vivendo una situazione difficile», ha affermato Giedemann. «Sarebbe importante arrivare rapidamente a soluzioni concrete».

«Sono state rifiutate alcune offerte»

Roberta Cattaneo ha spiegato che le tre persone ancora senza un nuovo impiego avrebbero rifiutato alcune offerte di lavoro sottoposte dalle FFS. La direttrice ha tuttavia precisato di non poter entrare nei dettagli della vicenda, poiché i collaboratori sono attualmente assistiti da avvocati. Nel corso dell’incontro, il comitato "No allo smantellamento di FFS Cargo" ha inoltre sollevato il caso di un licenziamento definito «antisindacale», sostenendo che tra le persone coinvolte vi sia anche il vicepresidente di un sindacato. Le FFS hanno respinto l’accusa, ribadendo che il licenziamento non sarebbe legato all’attività sindacale. Il comitato ha anche segnalato l’avvio, da parte dell'azienda "sorella" FFS Cargo International, di un processo di assunzione di nuovi macchinisti. Cattaneo ha riferito di essere venuta ora a conoscenza di questa possibilità attraverso i partner sociali, aggiungendo che: «Se verranno aperte nuove posizioni, tutti potranno candidarsi. Il personale interno delle FFS avrà la precedenza per un colloquio se si aprissero delle opportunità, ma non possiamo fare promesse».

Sul futuro «cauto ottimismo»

Il secondo tema affrontato durante l’incontro ha riguardato le prospettive future delle FFS in Ticino e la necessità di mantenere nel Cantone posti di lavoro qualificati. «Riteniamo che in Ticino vi siano competenze e possibilità di sviluppo che devono essere approfondite», ha dichiarato Carobbio Guscetti. «Proporremo quindi alla direzione delle FFS di avviare una riflessione congiunta per individuare gli ambiti nei quali costruire nuove prospettive e nuovi posti di lavoro qualificati». Le FFS, dal canto loro, hanno confermato l’intenzione di creare posti di lavoro in Ticino laddove ve ne sarà la necessità. Cattaneo ha inoltre indicato la volontà di rafforzare, insieme al Cantone, lo strumento della "Prospettiva generale Ticino", un quadro di collaborazione volto a definire lo sviluppo delle attività ferroviarie nel Cantone su un orizzonte di almeno dieci anni. Di fronte a questa apertura, il comitato ha espresso un cauto ottimismo, pur continuando a manifestare preoccupazione per la «perdita di clienti da parte di FFS Cargo».