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Alluvione in Lavizzara, il Consiglio di Stato approva i piani delle zone di pericolo
© Dipartimento del territorio
© Dipartimento del territorio
Il 22 aprile il governo ticinese ha adottato il Piano delle zone di pericolo del Comune di Lavizzara, concernente il fenomeno di alluvionamento ed erosione di sponda dei fiumi Peccia e Maggia

La Vallemaggia è tornata alla normalità, ma negli occhi di molti sono ancora nitide le immagini di quanto accaduto nella notte tra il 29 e il 30 giugno 2024, quando un nubifragio ha stravolto la vita di un’intera comunità, distruggendo il territorio e causando la morte di sette persone, mentre un giovane della Valle risulta ancora disperso.

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La carta dei pericoli

Subito dopo la tragedia in Vallemaggia è stata registrata una straordinaria mobilitazione per aiutare la comunità: chi ha afferrato una pala per aiutare a sgomberare strade e abitazioni; chi lo ha fatto prestando o guidando veicoli da lavoro, come ruspe o trattori; chi ha versato un contributo in denaro aderendo alle varie raccolte fondi istituzionali o locali. Parallelamente le autorità si sono mosse per cercare di evitare il ripetersi di una situazione simile. Così a novembre 2025 il Dipartimento del Territorio ha presentato alla popolazione del Comune di Lavizzara le carte del pericolo dei corsi d’acqua della val Lavizzara e val di Peccia colpiti dalla tragica alluvione del 29-30 giugno 2024. A dicembre, invece, è stata informata la popolazione del Comune di Cevio, per quanto riguarda le carte dei pericoli idrologici (alluvionamento ed erosione di sponda) del fiume Bavona per la tratta che conduce da San Carlo in Bavona alla confluenza con il fiume Maggia a Bignasco.

Lavizzara, Carta approvata dal Consiglio di Stato

Agli abitanti del Comune di Lavizzara, scriveva il Cantone il 14 novembre, “sono stati illustrati i risultati delle analisi tecniche, della ricerca storica e dei molteplici sopralluoghi effettuati nell’arco di quest’anno, che hanno permesso di definire i futuri scenari di pericolo, sia per i riali laterali che per il fiume Peccia e la Maggia”. La ricostruzione di quanto avvenuto e le carte del pericolo “rappresentano un elemento fondamentale per definire gli interventi definitivi di ripristino e ricostruzione, la cui progettazione è già in corso, nonché per adeguare la pianificazione del territorio agli scenari di rischio evidenziati e a perfezionare il Piano di Emergenza Comunale”. Ora questo piano delle zone di pericolo è stato adottato dal Consiglio di Stato, come pubblicato sul Foglio ufficiale odierno, rimandando ad una decisione dell’esecutivo datata 22 aprile.

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Nel dettaglio, sul Foglio ufficiale viene scritto che il Governo ha adottato “il  Piano delle zone di pericolo del Comune di Lavizzara, concernente il fenomeno di alluvionamento ed erosione di sponda del fiume Peccia (Sant’Antonio e Piano di Peccia), del fiume Lavizzara (Mogno) e fiume Maggia (Prato Sornico, Lovàlt e Broglio) e il fenomeno di flusso di detrito dei corsi d’acqua di versante in località Sant’Antonio (Corona di Corte e Öir), Piano di Peccia (Sovénat e San Carlo), Mogno (Ri di Röd e Mognòla) e Prato-Sornico (Ri Scudau e Bosco di Casa)”. Contro la decisione di adozione “è data facoltà di ricorso al Tribunale cantonale amministrativo, Lugano, entro il termine di 30 giorni. Il ricorso non ha effetto sospensivo”.

Un’estate drammatica

L’estate del 2024, ricordiamo, è stata caratterizzata da due violenti nubifragi, avvenuti a una settimana di distanza. Prima della Vallemaggia, infatti, la sera del 21 giugno il maltempo si abbatté sulla Mesolcina, devastando il territorio e causando la morte di tre persone.