
Oggi a Lostallo (GR) si è svolta una giornata informativa dopo il maltempo che ha colpito la Mesolcina un mese fa. Ora che le fasi di pericolo e sicurezza sono state superate, è necessario analizzare i danni e pianificare le fasi successive. In programma c'era una giornata per i media cui è seguita una serata informativa per la popolazione. I rappresentanti dei media hanno potuto visitare la colata detritica e la frana sopra il villaggio di Lostallo, accompagnati dall'ingegnere forestale responsabile, si legge in una nota di questa sera del gruppo di coordinamento regionale.
Una persona ancora dispersa
Il maltempo del 21 giugno ha provocato gravi inondazioni e frane in Mesolcina. Due persone hanno perso la vita e una risulta tuttora dispersa.
Danni per 38 milioni di franchi
Una colata di detriti ha colpito il villaggio di Sorte nel comune di Lostallo, seppellendo circa un chilometro quadrato di terreno coltivato. Devono essere rimossi ancora 290'000 metri cubi di detriti e fango. Il comune ha stimato finora i danni totali sul suo territorio a 38 milioni di franchi.
"Questa tragedia ci ha uniti"
Quella odierna è stata una serata emozionante per la popolazione, ma anche per le autorità comunali. "È il primo momento di bilancio e di ritrovo con la popolazione, quindi i partecipanti saranno ancora molto emozionati nel raccontare quanto è successo", ha spiegato a Ticinonews Nicola Giudicetti, sindaco di Lostallo. "Mi aspetto che la popolazione capisca la situazione e le difficoltà che ci saranno in futuro. Questa disgrazia ci ha uniti, ma dobbiamo restare così perché solo insieme possiamo superare questo momento".
"Tutto quello che si poteva fare è stato fatto"
Dall'alluvione a oggi è passato un mese. "Fortunatamente la meteo ci ha dato una mano, perché non abbiamo più registrato grosse precipitazioni. Per questo penso che la popolazione possa dormire sonni tranquilli. Spero che gli abitanti di Lostallo e della Mesolcina si sentano bene e non siano preoccupati, perché tutto quello che si poteva fare è stato fatto".
"La diga di protezione ha salvato il villaggio"
Giudicetti ha dimostrato l'importanza delle strutture protettive durante una visita per i media alla diga di protezione di Lostallo. La diga è riuscita a deviare la più grande colata detritica che ha attraversato il villaggio. Solo acqua e fango sono passati oltre il muro fluendo tra le case, mentre decine di massi a grandezza d'uomo sono stati bloccati dalla diga. "La diga di protezione ha salvato un intero villaggio", ha sottolineato il sindaco. "Il sistema di protezione funziona". Ora deve solo essere rafforzato e ampliato nei punti deboli. Ad esempio, Sorte, frazione del comune di Lostallo che si trova a valle, non aveva una protezione sufficiente. Lì la colata detritica ha raggiunto un insediamento di quasi dieci edifici, distruggendone tre e danneggiando gli altri. Finché non saranno realizzate strutture di protezione affidabili, la ventina di residenti non potranno rientrare. "Potrebbero volerci due anni", ha spiegato Giudicetti. Tuttavia, si potrebbe anche giungere alla conclusione che la protezione di questa parte di Sorte non sia fattibile. In tal caso, rimarrebbe inabitabile.
Il problema dei terreni agricoli
Uno dei temi al centro della discussioni si questa sera riguarda i terreni agricoli. Questi "devono essere ripristinati, altrimenti gli agricoltori della valle avranno una fonte di reddito in meno". L'obiettivo, in questo senso, "è di recuperare queste aree entro l'anno prossimo e per farlo è stata istituita una Commissione che valuterà i danni e i singoli casi per aiutare chi ne ha più bisogno".
Lavori di ripristino, "Impossibile stabilire un arco temporale"
Decio Cavallini, coordinatore del Gruppo di coordinamento regionale, a Ticinonews ha spiegato come "lo smaltimento di tutto il materiale sceso a valle tramite i riali e il fiume rappresenta il lavoro principale in questa fase delle operazioni di ripristino". Una fase "che durerà ancora dei mesi". E dei mesi dovranno aspettare anche gli sfollati prima di poter far rientro nelle proprie abitazioni. "Potranno tornare a casa solo quando la zona sarà veramente in sicurezza. Per farlo bisogna ricreare delle vasche di contenimento, dei muri di sbarramento". Lavori che richiedono molto tempo, per questo "si parla di molti mesi, se non anni".
Le ricerche della persona dispersa
Come scritto, a seguito dell'alluvione in Mesolcina all'appello manca ancora una persona. "Nei momenti in cui si pensa che si possa effettuare una ricerca si ripercorrono le sponde dalla Moesa fino a Castione. È un periodo favorevole per questo tipo di attività, perché il livello dell'acqua è basso, così come la portata. Ma per il momento la persona dispersa non è ancora stata trovata", ha sottolineato Cavallini.
"Fondamentale l'analisi di quanto successo"
Per quanto riguarda i pericoli naturali, "è fondamentale sapere cosa è successo il 21 giugno", ha spiegato Luca Plozza responsabile GL per quanto riguarda la direzione del progetto di ripristino. "Ora l'Ufficio foreste e pericoli naturali del Canton Grigioni ha dato mandato a uno studio specialistico di analizzare l'evento per capire cosa è successo". Questo perché "una volta compresa la dinamica dei fatti si possono allestire le carte di pericolo"

