
La notte tra il 7 e l'8 ottobre 2022, all'interno della rotonda di Piazza Castello a Locarno, un 27enne srilankese era stato violentemente picchiato da un gruppo di almeno quatto ragazzi (già giudicati separatamente in precedenza), i quali lo presero a calci, pugni e colpi di pietre e skateboard. Il 27enne avrebbe precedentemente minacciato in più occasioni e con un coltello il gruppo di ragazzi. Oggi il giovane srilankese è stato giudicato non solo vittima, ma anche aggressore: stando a quanto riporta laRegione, il procuratore pubblico Pablo Fäh chiede una condanna di 5 anni (più 8 di espulsione dalla Svizzera) per tentato omicidio intenzionale ripetuto, subordinatamente tentate lesioni gravi ed esposizione a pericolo della vita altrui - sempre ripetute - e rissa.
La difesa chiede l'assoluzione
Quanto avvenuto prima del pestaggio in Rotonda è la parte su cui si è incentrato il processo, iniziato questa mattina presso la Corte delle Assise criminali a Lugano, presieduta da Mauro Ermani. La stessa Corte ha subito respinto l'istanza dell'avvocato di uno degli accusatori privati, che in sostanza chiedeva di estendere l'accusa di tentato omicidio anche ai fatti avvenuti all'interno della rotonda e non solo per quanto capitato in precedenza all'esterno. In base alle ricostruzioni, la rissa finale è infatti avvenuta a seguito delle reiterate minacce da parte dell'allora 26enne srilankese, il quale sarebbe stato allontanato dal gruppo di amici per ben cinque volte, durante una delle quali aveva tentato di colpire in due di loro con diversi fendenti, utilizzando un coltello con una lama di circa 15 centimetri. Tuttavia, quest'arma non è comunque mai stata ritrovata e, secondo gli atti, sarebbe stata gettata via da uno dei giovani aggrediti. Facendo leva anche su questo, l'avvocata difensore del 27enne, Felicita Soldati, ne chiede l'assoluzione per praticamente tutti i capi d'accusa.
Fäh: "Si è rivelato anche un carnefice"
Nel suo intervento, si legge sempre su laRegione, Pablo Fäh afferma che inizialmente, stando al video, "l'imputato sembrava una semplice vittima, ma approfondendo quanto successo si è rivelato essere anche un carnefice ". Il 27enne nega infatti di aver avuto in mano un coltello, così come tutti i fatti che non lo vedono coinvolto come vittima. "È vero che ci sono diverse versioni sul numero e sulla modalità delle coltellate che ha provato a infliggere, ma oltre alle testimonianze e alle immagini della videosorveglianza ci sono anche riscontri oggettivi che confermano come abbia almeno una volta provato a sferrare una coltellata diretta in punti vitali come volto e collo, tentando quindi di uccidere". Il pp ha poi sottolineato come quanto capitato alla Rotonda di Locarno sia l'ennesimo episodio che lo vede protagonista e come questo mostri "indifferenza per le regole e per il prossimo". Il giovane ha infatti già avuto le possibilità di pentirsi tramite un percorso ambulatoriale, che non ha tuttavia avuto il successo sperato; motivo per cui si è reso "necessario un trattamento stazionario".

