
“A fronte dei colpi che ha subito, è solo una fortuna che abbia riportato conseguenze relativamente lievi”, ha detto il procuratore pubblico Pablo Fäh nell’aprire la propria requisitoria. I violenti colpi dati con lo skateboard, i pugni in faccia e i calci in testa avrebbero potuto uccidere il 26enne srilankese vittima del pestaggio dell’8 ottobre 2022 alla Rotonda di Locarno. I due uomini che hanno sferrato i colpi più violenti, un 30enne italiano e un 23enne italiano, "dovevano sapere di poter uccidere", per questo l’accusa ha chiesto la condanna per tentato omicidio per dolo eventuale. Per un 28enne del Locarnese l’imputazione più grave è di tentate lesioni gravi. Per l’ultimo, un 23enne italiano, si parla di lesioni semplici e rissa.
"Non legittima difesa"
Che la vittima impugnasse un coltello è sicuro anche secondo l’accusa ed è anche assodato che il 26enne srilankese abbia numerosi precedenti penali, anche violenti. Secondo l’accusa, l'episodio avvenuto quella notte non è stato legittima difesa, bensì un’aggressione, avendo loro raggiunto la vittima all’interno della Rotonda. Inoltre hanno continuato a picchiarlo anche quando “non era più in nessun caso una minaccia”. Secondo il pp Fäh, inoltre, i colpi alla testa non sono in dubbio, nonostante ciò che hanno dichiarato gli imputati. il video è chiaro, ha detto l’accusa.
La richiesta dell'accusa
Il procuratore ha quindi chiesto alla corte presieduta dal giudice Amos Pagnamenta di condannare a 4 anni e 6 mesi il 30enne e il 23enne accusati di tentato omicidio, per loro chiesta anche l’espulsione dalla Svizzera per 8 anni. Per il 28enne svizzero, invece, sono stati chiesti due anni di pena, eventualmente sospesa. Per il 23enne sono stati invece chiesti 9 mesi sospesi.
Si continua domani
Il dibattimento proseguirà domani, quando la parola passerà alle difese sostenute dagli avvocati Giuseppe Gianella, Pascal Cattaneo, Chiara Donati e Felice Dafond.

