
L’Unione delle Città svizzere ha pubblicato recentemente una lista di eventuali misure di risparmio energetico, nel quale si preconizza anche “l’esame di un’eventuale riduzione dell’intensità luminosa, rispettivamente lo spegnimento completo dell’illuminazione pubblica durante la notte”. A titolo di esempio, le AIL hanno recentemente comunicato che a partire da metà settembre “la potenza dell'illuminazione pubblica è stata ridotta del 50% dalle 23:00 alle 06:00". Una misura annunciata oggi anche dalla Città di Bellinzona e da Balerna, Chiasso, Morbio Inferiore e Vacallo. Una decisione già adottata negli scorsi giorni dal Comune di Losone. Tali misure allarmano la Federazione svizzera di ciechi e ipovedenti, la quale si oppone fermamente a tali misure e chiede all’Unione che di non introdurre tali misure di risparmio energetico.
Gli ipovedenti perderebbero la vista
"La riduzione o lo spegnimento dell’illuminazione pubblica avrebbe conseguenze disastrose per chi è affetto da disabilità visiva, che non potrebbero più orientarsi nello spazio pubblico, vedendo minacciata la propria sicurezza", scrive la Federazione, sostenendo che, di fatto, "le persone ipovedenti non potrebbero più spostarsi in modo autonomo nei luoghi pubblici senza che la propria sicurezza sia minacciata. Una tale misura farebbe letteralmente perdere la vista alle persone ipovedenti e chiede quindi di mantenere l’attuale illuminazione".
Quasi 400'000 persone cieche o ipovedenti in Svizzera
In Svizzera, le persone affette da disabilità visiva sono circa 400'000, ovvero più di 4% della popolazione. Stando agli ultimi dati circa un quarto delle persone con un handicap visivo sono cieche, mentre tre quarti dispongono ancora di un certo potenziale visivo.

