
Alcuni rappresentati del settore edile e immobiliare non hanno digerito il nuovo piano d'intervento contro la penuria di alloggi presentato oggi dalla Confederazione. Per molti, le nuove misure non permetteranno di contrastare l'aumento degli affitti e non tengono sufficientemente conto delle località turistiche.
Le voci critiche
L'Associazione Svizzera Inquilini (ASI) sostiene ad esempio che il piano presentato dal consigliere federale Guy Parmelin non garantisce soluzioni efficaci per far fronte ai problemi più urgenti. Per l'ASI si tratta di "burocrazia in più" e critica il Consiglio federale per aver semplicemente delegato il fardello ai Cantoni e ai Comuni, senza assumersi le proprie responsabilità. L'Associazione auspica misure concrete per contrastare l'esplosione dei prezzi degli affitti e un maggiore controllo per evitare che i proprietari approfittino della situazione riscuotendo "pigioni abusive", e chiede inoltre una formula nazionale ufficiale che obblighi ad esempio i proprietari a comunicare l'importo dell'affitto precedente.
"Mancanza di trasparenza"
Anche Corine Mauch, sindaco di Zurigo e vicepresidente dell'Unione delle città svizzere (UCS) ha deplorato la mancata trasparenza per quanto concerne l'importo delle pigioni precedenti degli appartamenti prima che vengano riaffittati. Mauch davanti ai media a Berna oggi ha anche criticato la mancanza di diritti di prelazione per le città. A suo avviso, il piano d'intervento manca di misure concrete per creare alloggi a basso costo. Anche la senatrice basilese Eva Herzog (PS) si è detta delusa. La presidente delle cooperative d'abitazione svizzera ritiene che il piano proponga principalmente una revisione delle misure, ma non convince ancora. "Abbiamo bisogno di agire" ha detto.
"Servono misure mirate"
Il Gruppo svizzero per le regioni di montagna (SAB) accoglie con favore il piano d'azione. Tuttavia, sono necessarie altre misure specifiche per le comunità turistiche. L'attuale carenza di alloggi non riguarda solo le città, ma anche molte comunità montane e rurali. Le misure devono essere mirate agli alloggi utilizzati su base temporanea e ai comuni con un'alta percentuale di case secondarie. Il SAB insiste anche sulla creazione di alloggi adatti alle esigenze degli anziani. In molte comunità rurali mancano attualmente alloggi adatti a questa fascia d'età.
La posizione della SSIC
Da parte sua, la Società Svizzera degli Imprenditori-Costruttori (SSIC) chiede procedure di autorizzazione per l'edilizia più rapide, più semplici e meno severe, nonché una riduzione del numero di obiezioni allo stretto necessario. Per la Società "la strada per ottenere la licenza edilizia è diventata un costoso percorso a ostacoli".

