
L'UDC ha richiesto e ottenuto una sessione straordinaria sul tema dell'asilo. Un tema caldo dopo che due Cantoni - Lucerna e Argovia - hanno già dichiarato lo stato di emergenza per mancanza di posti disponibili e dopo il caso di alcuni comuni - come Zurigo e Windisch - dove alcuni inquilini sono stati sfrattati per fare posto a richiedenti l'asilo. Il partito è anche preoccupato sul fronte degli arrivi. “Per il 2023, il Governo federale prevede fino a 40mila nuove richieste d’asilo”, sottolinea l’UDC, che oggi ha inoltrato cinque atti parlamentari (4 mozioni e un'interpellanza) a entrambe le Camere federali. Tra i firmatari anche il presidente UDC e consigliere agli Stati Marco Chiesa e il consigliere Nazionale Piero Marchesi. "Il settore dell'asilo è una sfida che la Svizzera non può permettersi di perdere", ci spiega il presidente Marco Chiesa. "Il sistema Schengen è fallito, occorre una riforma e un giro di vite". Una vera e propria offensiva, dunque, attraverso la quale il partito chiede e propone al Consiglio federale una serie di provvedimenti per riformare il sistema. Temi che i democentristi chiedono di trattare con urgenza durante la sessione straordinaria prevista a giugno (per il via libera serviva l'approvazione di 50 parlamentari).
Sospensione del programma di reinsediamento 2024/2025
In questo contesto, per l’UDC è inaccettabile che il Consiglio federale permetta di far arrivare in Svizzera un numero maggiore di persone direttamente dalle aree di crisi e chiede pertanto di sospendere il programma di reinsediamento 2024/2025. Un programma che secondo il partito deve essere attivato solo quando ci sono le capacità adeguate. Altrimenti ciò andrà a scapito dei rifugiati e delle persone in cerca di protezione che già risiedono qui. "Le risorse sono limitate sia nel campo delle infrastrutture, della protezione, dell'integrazione e della scuola".
Offensiva di rimpatrio ed espulsione sistematica di criminali e persone pericolose
Tramite un'altra mozione il partito chiede al Consiglio federale di presentare al Parlamento, entro l'ottobre 2023, un progetto su come aumentare in modo significativo il numero di rimpatri dei richiedenti asilo respinti. "Per raggiungere questo obiettivo, le sanzioni per i Paesi d'origine che non collaborano dovrebbero essere rafforzate o applicate. Ad esempio, tagliando gli aiuti allo sviluppo", sottolinea il gruppo parlamentare, che chiede anche di valutare la nomina di un incaricato speciale per i rimpatri.
Ripristinare i controlli alle frontiere
Per contenere l'afflusso di rifugiati, il partito chiede inoltre che il Governo ripristini i controlli alle frontiere. Una possibilità che "sia la legge sull'asilo che il Codice delle frontiere Schengen" consentono "in circostanze eccezionali", precisa l'UDC. “La protezione della frontiera esterna dell’area Schengen non funziona affatto. In questo contesto la Svizzera non può fare altro che riprendersi la protezione dei suoi confini”.
La creazione di zone di transito
In un'altra mozione, già presentata in dicembre al Nazionale e che ora viene inoltrata agli Stati, il partito chiede che le procedure di asilo non vengano più effettuate in Svizzera, ma che vengano create delle zone di transito con alloggi e locali per espletare le procedure ai confini nazionali. "L'articolo 22 LAsi deve essere adeguato in modo da autorizzare l'entrata soltanto dopo una decisione d'asilo positiva", sostiene l’UDC. "Le domande d'asilo potranno essere presentate esclusivamente in queste zone di transito, raggiungibili soltanto dall'estero. Ciò permetterà di accertare senza ombra di dubbio da quale Paese terzo sicuro provengono i richiedenti".
Sfilza di domande sulle autorizzazioni
Infine, il gruppo parlamentare democentrista ha inoltrato un'interpellanza per chiedere spiegazioni sulla prassi del governo in materia di autorizzazioni. "Com'è possibile che la Svizzera abbia quote di accoglienza molto più elevate rispetto ai paesi confinanti, Germania e Francia?" chiede il partito, che tira fuori alcune cifre. "I richiedenti asilo provenienti dall'Afghanistan e dalla Turchia hanno rispettivamente il 99% e il 98% di possibilità di ottenere una decisione positiva in prima istanza sulla loro domanda d'asilo in Svizzera. In Germania queste cifre sono del 62% (Afghanistan) e del 40% (Turchia), in Francia del 75% (Afghanistan) e del 14% (Turchia) e in Italia del 98% (Afghanistan) e del 66% (Turchia). Una situazione simile anche per i richiedenti eritrei, siriani, somali e iracheni".

