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Svizzera
La polemica attorno ai 49 sfratti per un centro richiedenti l'asilo
© google street view
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In Argovia fa discutere lo sfratto di 49 inquilini di un complesso immobiliare di Windisch per far posto a richiedenti asilo. Una vicenda che ha scatenato un polverone politico. Oggi per la prima volta parla il proprietario.

Sta facendo molto discutere lo sfratto di 49 inquilini di un complesso immobiliare di Windisch (AG) per far posto a richiedenti asilo. Negli scorsi giorni il comune aveva reso pubblico il caso, definendo inaccettabile che "gli inquilini siano messi in strada per la sistemazione di richiedenti asilo". La vicenda ha poi sollevato un polverone politico, con critiche che si sono sollevate sia da destra che da sinistra.

Le reazioni

Lunedì il comune ha denunciato la risoluzione del contratto di locazione di 49 inquilini. Il municipio si è detto "profondamente scioccato" dall'azione del Cantone e del proprietario, aggiungendo di volersi opporre fermamente allo sfratto di queste persone. L'annuncio ha poi sollevato una catena di reazioni tra associazioni e partiti, che hanno denunciato la situazione. L'associazione di sinistra Netzwerk Asyl Aargau, che si occupa di volontariato in favore dei richiedenti asilo, ha parlato di "soluzioni miopi, ristrette e molto pericolose" e puntato il dito contro il Cantone per non avere una strategia su come gestire il numero crescente di richiedenti asilo. Il PS cantonale ha definitivo "inaccettabile" che le persone bisognose "siano messe l'una contro l'altra". Da parte sua Marco Chiesa, presidente UDC, lo ha definito "uno scandalo" e ha invitato il consigliere di Stato e collega di partito Jean-Pierre Gallati - responsabile del Dipartimento della sanità e del sociale, a cui compete anche il settore dell'asilo - a riesaminare la questione e "fare in modo che gli inquilini possano rimanere nei loro appartamenti". Sul tema anche il consigliere nazionale ticinese Lorenzo Quadri ha inoltrato un'interpellanza al Consiglio federale. Infine anche la sezione giovanile dell'UDC argoviese ha lanciato una petizione per chiedere al Consiglio di Stato di porre fine al suo progetto. Oggi a mezzogiorno il testo ha già raccolto oltre 5500 firme.

Le spiegazioni del proprietario

Oggi a prendere la parola per la prima volta è stato il proprietario, una società con sede a Wollerau (SZ), spiegando che la misura è stata presa per costruire un nuovo edificio. In una nota, citata dal notiziario regionale della radio SRF, il promotore precisa che la disdetta, che riguarda 32 appartamenti, è stata decisa solo perché "l'immobile esistente ha raggiunto il suo ciclo di vita strutturale". La società aggiunge che "si rammarica profondamente" di questa situazione, precisando che le ragioni che hanno portato agli sfratti e l'uso intermedio degli edifici non sono correlati. L'azienda risponderà in settimana alle domande del Comune.

Contatto con i proprietari

Secondo l'Aargauer Zeitung, gli edifici hanno cambiato di proprietario lo scorso autunno. Il Cantone è intervenuto per determinare se sia possibile ospitare a Windisch minori non accompagnati. Il servizio sociale cantonale era già in contatto con l'ex proprietario degli edifici, ma non ha raggiunto nessun accordo, ha precisato il Dipartimento della sanità e della socialità all'agenzia Keystone-ATS. Lunedì sera, l'ufficio del consigliere di Stato Jean-Pierre Gallati (UDC), responsabile del Dipartimento della sanità e della socialità, cui compete anche il settore dell'asilo, aveva fatto sapere che si tratta di un regolare affitto di due vecchi edifici la cui ristrutturazione è imminente e non di una requisizione.

La prassi nel Cantone

Nel Cantone, diversi edifici sono già utilizzati come alloggi per richiedenti asilo nel quadro di un utilizzo intermedio. A Rheinfelden, ad esempio, dall'anno scorso ne sono ospitati circa 450. I 170 inquilini avevano però già dato il loro preavviso e lasciato gli spazi quando il proprietario dell'edificio, l'assicuratore Helvetia, ha messo a disposizione del Cantone gli appartamenti vuoti.