
A pochi giorni dalla finale dei Mondiali di calcio, diverse organizzazioni per i diritti umani hanno tracciato un bilancio fortemente critico del torneo disputato negli Stati Uniti, in Canada e in Messico, denunciando numerose violazioni e puntando il dito contro la FIFA, Gianni Infantino e l'amministrazione del presidente statunitense Donald Trump. Ieri, nel corso di una conferenza stampa tenutasi a New York, l'ONG Human Rights Watch e la Sport & Rights Alliance, insieme ai rappresentanti di Amnesty International USA, Football Supporters Europe e altre organizzazioni, hanno tracciato un bilancio critico della manifestazione. Secondo Human Rights Watch, la competizione si è svolta in un contesto caratterizzato da una dura politica migratoria negli Stati Uniti e dal mancato rispetto degli standard sui diritti umani che la stessa FIFA si è impegnata a promuovere.
Cosa viene contestato
«Dal punto di vista dei diritti umani non è stato un buon Mondiale», ha dichiarato Minky Worden, direttrice delle iniziative globali in seno all'organizzazione. Le critiche si concentrano in particolare sull'operato delle autorità statunitensi nei confronti degli immigrati. Negli ultimi giorni si sono infatti verificati diversi decessi legati a interventi dell'agenzia federale per l'immigrazione (ICE), tornata al centro delle polemiche dopo un periodo di relativa calma. In Texas e nel Maine due immigrati sono stati uccisi a colpi d'arma da fuoco. Human Rights Watch ha chiesto che prima della finale di domenica venga osservato un minuto di silenzio in loro memoria, accusando l'amministrazione Trump di aver strumentalizzato i Mondiali.
La questione dei prezzi
Le organizzazioni denunciano inoltre che molti tifosi provenienti da tutto il mondo non hanno potuto assistere alle partite a causa dei prezzi elevati dei biglietti e delle rigide norme per l'ottenimento dei visti. «È stato un Mondiale per pochi fortunati, un Mondiale molto americano», ha affermato Ronan Evain dell'associazione Football Supporters Europe. «Non è stato un torneo inclusivo. Molti tifosi, soprattutto provenienti dall'Africa e dall'Asia, sono stati esclusi a causa delle norme di ingresso», ha ribadito Evain. Tra le persone colpite dalle rigide disposizioni del governo statunitense figurano, tra l'altro, i cittadini dei Paesi partecipanti ai Mondiali soggetti a restrizioni o divieti di ingresso, tra cui Haiti, la Costa d'Avorio, l'Iran oppure il Senegal. Di conseguenza, numerosi supporter non hanno potuto sostenere le proprie nazionali sul posto.
La posizioen della FIFA
La FIFA, dal canto suo, ha inserito il rispetto dei diritti umani tra i criteri per l'assegnazione delle competizioni internazionali e lo considera uno degli obiettivi della propria strategia.

