Cerca e trova immobili
Mondiali 2026
Blatter contro Infantino e Trump: «Il calcio non è un terreno di gioco per il potere politico»
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Red. Online
10 ore fa
Sulla vicenda di Balogun si esprime anche l'ex presidente della FIFA, il quale non ci va leggero: «I cartellini rossi non vengono annullati da telefonate politiche, vengono annullati da regole, prove e organismi indipendenti. Quo vadis, FIFA?»

La squalifica sospesa, la telefonata di Trump, e ora anche la voce di Sepp Blatter. La vicenda Balogun continua a far rumore.

Riassunto dei fatti: Folarin Balogun, attaccante della nazionale statunitense, era stato espulso con un rosso diretto negli ottavi di finale dei Mondiali contro la Bosnia-Erzegovina. Squalifica automatica di una giornata. Ma la FIFA, applicando l'articolo 27 del Codice disciplinare, ha sospeso la sanzione, permettendo al giocatore di scendere in campo contro il Belgio. Sullo sfondo, secondo quanto riportato dal New York Times e dall'Associated Press, una telefonata diretta fra la Casa Bianca e la FIFA. Donald Trump, a decisione presa, ha commentato: «È stata fatta la cosa giusta».

Il tweet

A 90 anni, l'ex presidente della FIFA — vallesano, come Infantino — non ci va leggero: «I cartellini rossi non vengono annullati da telefonate politiche. Vengono annullati da regole, prove e organismi indipendenti». E chiude con una domanda in latino, taggando direttamente Infantino e Trump: «Quo vadis, FIFA?».

Blatter conosce bene gli intrecci fra calcio e potere: ha guidato la FIFA dal 1998 al 2015, prima di essere costretto alle dimissioni travolto dagli scandali. I rapporti con il successore Infantino non sono mai stati distesi. Lo scorso febbraio, sulla Bild, aveva già definito la FIFA «una dittatura» che «si riduce al suo presidente».

Si esprime anche l'UEFA

Intanto anche il ct del Belgio Rudi Garcia ha detto la sua: «Non sapevo che il 5 luglio corrispondesse al 1. aprile della FIFA». La Federcalcio belga valuta un ricorso formale.

La FIFA «ha superato il limite» sospendendo, nel bel mezzo dei Mondiali del 2026, il cartellino rosso inflitto all’americano Folarin Balogun, ha deplorato lunedì la UEFA. L’UEFA denuncia una decisione «senza precedenti, incomprensibile e ingiustificabile». «Il calcio, come qualsiasi altro sport, si basa su delle regole, che costituiscono il fondamento di una competizione equa, onesta e trasparente. A volte le regole sono soggette a interpretazione. In questo caso, però, non è così», prosegue l’organismo europeo in una dichiarazione di rara severità.

I tag di questo articolo