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Il caso
FIFA, la grazia a Balogun: è stata la mano di Trump?
©Martin Meissner
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Redazione
8 ore fa
Squalifica sospesa a un niente dagli ottavi, il plauso del presidente USA, il ricorso annunciato dal Belgio: cosa sapere su USA-Belgio ai Mondiali

Stati Uniti-Belgio, ottavi di finale dei Mondiali, si gioca nella notte di martedì a Seattle. Ma fa discutere da ore, da quando la FIFA ha sospeso la squalifica di Folarin Balogun, attaccante della nazionale statunitense. Decisione senza precedenti, o quasi.

Riavvolgiamo il nastro. Balogun era stato espulso con un rosso diretto contro la Bosnia ed Erzegovina, per una ricaduta sulla caviglia di Muharemovic. Squalifica di una giornata automatica, da regolamento. Invece la FIFA, applicando l'articolo 27 del Codice disciplinare, ha sospeso la sanzione e l'ha sostituita con un anno di messa alla prova.

Immediato il plauso di Donald Trump: «È stata fatta la cosa giusta». Di qui il sospetto: sulla scelta peserebbero i rapporti tra il presidente statunitense e quello della FIFA, Gianni Infantino, oltre al fatto che la squadra di Pochettino gioca in casa. Vi sarebbe stato anche un contatto diretto, via telefono, fra la Casa Bianca e la stessa FIFA: a darne notizia, fra gli altri, il New York Times. La Federcalcio belga (RBFA) si è detta «sbalordita» e valuta un ricorso legale.

Il commissario tecnico Mauricio Pochettino potrà dunque schierare Balogun, l'uomo in più che potrebbe regalare i quarti. Prima, però, c'è il Belgio: Courtois, De Bruyne, Lukaku. Nella notte di martedì, a Seattle, si vedrà quanto pesa un articolo 27.

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