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Mondiali 2022
Al via con i Mondiali di calcio, si parte con Qatar-Ecuador
Redazione
4 anni fa
32 squadre sono pronte a scendere in campo e la competizione si chiuderà il 18 dicembre. Oggi in programma Qatar-Ecuador, mentre i rossocrociati giocheranno la prima partita giovedì

Dopo anni di attesa fatti di polemiche e proteste oggi cominciano i mondiali di calcio in Qatar. Come da tradizione la prima partita vedrà come protagonisti i padroni di casa che sfideranno l’Ecuador. Lo stadio della prima partita è “Al Bayt” che prende il nome dalle beduine utilizzate storicamente dalle popolazioni nomadi in Qatar e nella regione del Golfo, contiene 60’000 posti ed è situato ad Al Khawr (nel Nord Est). 

Cerimonia d'apertura con Morgan Freeman

Per la cerimonia iniziale la FIFA e il Comitato organizzatore hanno scelto Marco Balich, firma italiana di 16 cerimonie olimpiche che ha voluto dare un "messaggio al mondo intero". La voce narrante sul video che introduce l’evento è di Morgan Freeman, che è entrato in scena. 900 persone coinvolte nello show, tra tecnici e ballerini. In campo sono scese anche le mascotte delle precedenti edizioni dei Mondiali, accompagnate dai rispettivi inni, cosÌ come le sagome con le maglie delle 32 Nazionali partecipanti. 

A portare in campo la coppa del mondo è stato Marcel Desailly, che vinse nei Mondiali 1998.

"Auguro di vivere momenti di gioia"

La cerimonia è durata circa trenta minuti e si è chiusa dopo le parole dell'emiro Sheikh Tamim bin Hamad al-Thani ha preso poi parola al microfono per dare il benvenuto a tutti. “Siamo in un ambiente di umana e civile comunicazione, persone di paesi e razze diverse arriveranno in Qatar e tanti condivideranno il momento da tutti i continenti", e ha aggiunto: "Auguro alle squadre di vivere un momento di gioia, che possa ispirare bontà e speranza. Benvenuti e buona fortuna a tutti”.

Diversi artisti si sono rifiutati

Alla cerimonia parteciperanno anche la star del k-pop Jung Kook della band sudcoreana BTS e il cantante del Qatar Fahad Al-Kubaisi. Suoneranno "Dreamers", che fa parte della colonna sonora ufficiale della Coppa del Mondo. Diversi artisti si sono rifiutati di partecipare alla cerimonia di apertura della Coppa del Mondo a causa delle critiche rivolte al Qatar a causa della situazione dei diritti umani nel paese, della morte dei lavoratori migranti e della gestione della comunità LGBTQIA+. La pop star Dua Lipa ha detto la scorsa settimana che non avrebbe preso parte all'evento e che non vede l'ora di "visitare il Qatar quando avrà rispettato tutti gli impegni sui diritti umani presi quando ha vinto il diritto di ospitare la Coppa del Mondo". Anche il cantante britannico Rod Stewart era un altro candidato, ma recentemente ha detto di aver rifiutato "un'enorme quantità di denaro" perché "non credo sia giusto andare in un paese con quelle idee e quei valori". Anche Shakira, che ha eseguito la canzone ufficiale della Coppa del Mondo nel 2010, ha rifiutato di partecipare alla cerimonia di apertura.

"Incoraggiamento all'inclusione e diversità"

L'ambasciatore della Coppa del Mondo Ghanim Al Muftah e la cantante del Qatar Dana "incoraggeranno il dialogo sull'inclusione e la diversità" nel corso della cerimonia di apertura del torneo in Qatar, ha fatto spiegato l'organo di governo del calcio mondiale. "Il tema della cerimonia di apertura è un raduno per tutta l'umanità, colmare le differenze attraverso l'umanità, il rispetto e l'inclusione. Il calcio ci permette di unirci come un'unica tribù e la terra è la tenda in cui viviamo tutti", ha dichiarato la Fifa a poche ore dal calcio d'inizio della partita inaugurale.

Il discorso di Infantino 

Durante una conferenza stampa della Fifa ieri il presidente Gianni Infantino, aveva definito “ipocrite” le critiche che stanno infiammando questa vigilia dei Mondiali sulla questione del rispetto dei diritti umani e dei lavoratori. "Quanto sta accadendo in questo momento è profondamente ingiusto. Le critiche al Mondiale sono ipocrite", ha dichiarato Infantino davanti ai giornalisti, nella conferenza stampa inaugurale. "Per quello che noi europei abbiamo fatto negli ultimi 3'000 anni dovremmo scusarci per i prossimi 3'000 anni, prima di dare lezioni morali agli altri", ha rincarato il presidente della federazione internazionale di calcio. "Queste lezioni morali sono solo ipocrisia".

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