Live Guerra in Ucraina
Zelensky apre alla Russia al prossimo summit di pace
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4 giorni fa
Tutti gli aggiornamenti sul conflitto.
2 giorni fa
Guerra in Ucraina
Kiev si ritira da un villaggio nel Donetsk
La ritirata è stata decisa "per salvare la vita dei soldati".

L'esercito ucraino ha lasciato le posizioni nel villaggio di Urozhayne, nella regione di Donetsk, "per salvare la vita dei soldati". Lo riferiscono responsabili citati dai media di Kiev. Il villaggio "è stato completamente distrutto dagli attacchi" russi.

3 giorni fa
Svizzera
Bambini ucraini malati di cancro, la Rega ne ha elitrasportati due in Svizzera
©Carlo Reguzzi
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I due giovani, uno dei quali di età inferiore ai 10 anni, erano pazienti dell'ospedale pediatrico bombardato dall'esercito russo.

La Rega ha trasportato lunedì in Svizzera due bambini ucraini malati di cancro, accompagnati ciascuno da una persona. Si tratta di pazienti dell'ospedale pediatrico di Ochmatdyt, preso di mira dai missili russi la settimana scorsa. I due bambini - uno dei quali di età inferiore ai 10 anni - sono stati portati in ospedali universitari, ha indicato oggi a Keystone-ATS la Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali della sanità (CDS), confermando informazioni in tal senso del Blick. Nell'attacco all'ospedale pediatrico in Ucraina due adulti sono stati uccisi. Più di trenta persone, tra cui almeno otto bambini, sono rimaste ferite. La Svizzera si era allora offerta di aiutare l'Ucraina. Il centro di coordinamento nazionale si occupa di questo genere di situazioni. È gestito dalla Rega su incarico dell'Ufficio federale della protezione della popolazione (UFPP), precisa il CDS.
Dal settembre 2022 sono stati effettuati 25 voli di ambulanza che hanno trasportato 49 persone. Un paziente è stato rimpatriato in Ucraina dopo un trattamento riuscito in Svizzera.

3 giorni fa
Guerra in Ucraina
La Seco: "Aperti oltre 50 procedimenti penali per violazione delle sanzioni contro la Russia"
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Segnalati alla Segreteria di Stato per l'economia (Seco), anche 300 casi di sospetti riguardanti restrizioni commerciali in relazione alle ordinanze sull'Ucraina e sulla Bielorussia.

La Segreteria di Stato dell'economia (Seco) ha aperto finora più di 50 procedimenti penali amministrativi per violazione delle sanzioni contro la Russia. Dall'inizio di marzo 2022, subito dopo l'inizio della guerra russa contro l'Ucraina, "sono stati segnalati alla Seco circa 300 casi sospetti riguardanti restrizioni commerciali in relazione alle ordinanze sull'Ucraina e sulla Bielorussia", ha indicato la Segreteria di Stato dell'economia a Keystone-ATS. La Seco, che non si esprime sui singoli casi, riferisce che sono stati aperti 56 procedimenti penali amministrativi, 41 dei quali sono passati in giudicato. Ci sono state 26 decisioni di archiviazione, 14 decreti penali e una sentenza penale. La Seco era confrontata con una recente inchiesta del quotidiano Le Temps sulla presenza di componenti occidentali, tra cui alcuni provenienti da aziende svizzere, nelle armi utilizzate dalla Russia, ad esempio nel massiccio attacco missilistico contro la capitale ucraina Kiev dell'8 luglio.

I vicini della Russia sulla linea di tiro

Per la Seco, interpellata specificamente sulla questione degli armamenti russi, il problema principale risiede nel fatto che i Paesi produttori di questi componenti elettronici, soprattutto in Asia, non hanno aderito alle sanzioni internazionali contro il Cremlino. Inoltre, la maggior parte di questi componenti non sono prodotti negli Stati Uniti o nell'Unione Europea e nemmeno in Svizzera. Le aziende con sede in questi Paesi non assicurano neppure direttamente la distribuzione. La Seco afferma di aver messo in atto controlli più severi sui Paesi confinanti con la Russia. Sottolinea che la maggior parte delle aziende svizzere i cui componenti sono stati integrati nelle armi russe non hanno effettuato alcuna consegna alla Russia. Tuttavia le aziende occidentali devono assicurarsi che i componenti non entrino in Russia attraverso i distributori, sottolinea la Confederazione.

Distributori in Cina e Hong Kong

I componenti, quasi sempre fabbricati al di fuori della Svizzera, sono venduti in tutto il mondo da numerosi distributori. "Un piccolo numero di questi distributori, in particolare in Cina e a Hong Kong, ha inviato determinate quantità in Russia senza che le aziende svizzere interessate ne fossero informate", spiega la Seco, che sottolinea che questi distributori "oggi non sono più riforniti". La Confederazione assicura di collaborare strettamente con le aziende interessate per prevenire acquisizioni illegali. Si rifiuta di fornire dettagli.

Un caso segnalato dall'MPC

La Seco ha trasmesso al Ministero pubblico della Confederazione (MPC) due dei casi che ha trattato. Lo scorso marzo, l'MPC aveva confermato di aver aperto un procedimento per un caso, rispedendo al mittente l'altro. Per la SRF, il caso preso in considerazione riguarda una società attiva nel commercio di materie prime. Contattato ieri da Keystone-ATS, l'MPC non ha voluto esprimersi su eventuali altri procedimenti e/o indagini preliminari, pendenti o meno, in relazione alle sanzioni contro la Russia.

4 giorni fa
Guerra in Ucraina
Zelensky apre alla Russia al prossimo summit di pace
E se dovesse essere Donald Trump, come sembrano indicare i numerosi sondaggi delle ultime ore, Kiev "non ha preoccupazioni", perché "la gran parte dei repubblicani ci appoggia", ha detto il leader ucraino in una lunga conferenza stampa a Kiev.

Far sedere la Russia al tavolo di un summit di pace entro l'anno: è la proposta che arriva dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, certo di poter arrivare al traguardo di un vertice negoziale a novembre. A ridosso dunque del voto negli Stati Uniti che indicherà chi sarà l'inquilino della Casa Bianca per i prossimi 4 anni. E se dovesse essere Donald Trump, come sembrano indicare i numerosi sondaggi delle ultime ore, Kiev "non ha preoccupazioni", perché "la gran parte dei repubblicani ci appoggia", ha detto il leader ucraino in una lunga conferenza stampa a Kiev. "Lavoreremo insieme. Non sono preoccupato per questo", ha assicurato Zelensky riferendosi al tycoon, che ha promesso di porre fine alla guerra anche prima dell'eventuale insediamento, a gennaio del 2025.

3 appuntamenti internazionali

Il summit di pace aperto alla Russia sarà preceduto da ulteriori tre appuntamenti internazionali: "A fine luglio o inizio agosto ci sarà un primo incontro a livello di ministri e consiglieri per la sicurezza nazionale", ha annunciato Zelensky. Il tema del vertice è quello della sicurezza energetica e si svolgerà "molto probabilmente" a Doha, in Qatar. Ad agosto poi il piano prevede un incontro in Turchia su "libertà di navigazione e sicurezza alimentare". A settembre infine, in Canada, si metteranno sul tavolo lo scambio prigionieri e il ritorno dei bambini ucraini finiti in Russia, "rapiti" secondo Kiev, "messi in sicurezza" secondo la versione di Mosca. Se questi tre appuntamenti porteranno a risultati, ha detto il leader ucraino, si potrà procedere all'elaborazione di un piano in dieci punti, e avviare la preparazione "di un secondo summit di pace, al quale penso che debbano partecipare i rappresentanti russi". Mosca, per ora, tace.

Vertice al Bürgenstock

Il primo vertice per la pace voluto da Kiev si è tenuto a metà giugno in Svizzera, senza i russi. La dichiarazione finale non è stata firmata da un nutrito gruppo di invitati, dall'Armenia al Brasile, passando tra gli altri per India, Giordania, Messico, Emirati Arabi, Vaticano e anche Arabia Saudita. E forse significativamente in questo quadro, il secondo summit - secondo la stampa ucraina - si dovrebbe celebre proprio a Riad. Sul terreno intanto prosegue un conflitto dai tratti ultramoderni, segnato dall'uso massiccio di droni e missili di nuova generazione, ma al contempo vetusto, caratterizzato da sortite e ritirate della fanteria con le contrapposte artiglierie a farla da padrone. Nelle ultime 24 ore sono continuate le schermaglie attorno a Kharkiv, dove però il fronte nord - ha detto Zelensky - è ora un "ostacolo insormontabile" per i russi, costretti ad agire su più direttrici a causa delle difese rafforzate in tutto il settore. I combattimenti odierni più pesanti si registrano nella regione del Donetsk, obiettivo primario delle truppe del Cremlino: una ventina gli attacchi respinti in direzione di Pokrovsky, afferma la Difesa di Kiev, sui quasi 70 registrati fino a metà giornata.

Altre 150mila leve in arrivo per la primavera

Non è chiaro quante migliaia di soldati siano attualmente schierati in prima linea. Mosca sbandiera il reclutamento nella leva di primavera di 150mila russi, che già da metà aprile sono nei centri di addestramento. Kiev invece, sempre per bocca del suo presidente, assicura che il piano per rimpolpare la forza armata chiamando alle armi 250mila soldati "procede come stabilito", e anzi ora è necessario "costruire nuovi centri di addestramento, perché quelli che ci sono non bastano". Un obiettivo al quale contribuirà la Polonia, ha detto Zelensky.

8 giorni fa
Estero
Zelensky: "L'Ucraina è vicina all'ingresso nella Nato"
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La dichiarazione è stata fatta in occasione del vertice della Nato a Washington. Il presidente americano Joe Biden ha annunciato un nuovo pacchetto di aiuti da 225 milioni di dollari per l'Ucraina.

"Sono convinto che l'Ucraina sia vicina all'ingresso nella Nato. Il prossimo passo sarà l'invito formale e poi la piena membership". Lo ha detto il presidente Volodymyr Zelensky in una conferenza stampa durante il vertice della Nato a Washington. "Se vogliamo vincere abbiamo bisogno che i nostri partner eliminino tutte le restrizioni sugli attacchi con le loro armi in territorio russo", ha aggiunto Zelensky, il quale ha poi precisato di "non sapere che Viktor Orban andasse da Putin o in Cina o da Trump quando è venuto in Ucraina". Con tutto il rispetto per tutti i Paesi, piccoli o grandi, "non tutti i leader possono fare i mediatori, ci vuole il potere", ha commentato il presidente ucraino.

Nuovo pacchetto di aiuti dagli Usa

A margine del summit, Zelensky ha anche avuto un incontro con il presidente americano Joe Biden, il quale ha annunciato un nuovo pacchetto di aiuti da 225 milioni di dollari per l'Ucraina, compreso un sistema missilistico Patriot (il secondo finora) per rafforzare le sue difese aeree. Il pacchetto include missili antiaerei Stinger, munizioni per sistemi missilistici di artiglieria ad alta mobilità o Himars, e altri proiettili di artiglieria da 155 mm e 105 mm.

9 giorni fa
Guerra in Ucraina
44 morti e 196 feriti nell'attacco russo di lunedì
Lo ha affermato oggi la portavoce dei Servizi di emergenza del Paese, Svitlana Vodolaha, come riporta Ukrinform.

Il massiccio attacco missilistico lanciato dalla Russia contro l'Ucraina lunedì scorso ha provocato 44 morti e 196 feriti: lo ha affermato oggi la portavoce dei Servizi di emergenza del Paese, Svitlana Vodolaha, come riporta Ukrinform. "L'otto luglio abbiamo avuto uno dei più massicci attacchi russi contro il nostro Paese, in particolare contro la capitale. Gli attacchi mattutini hanno preso di mira Kiev, Dnipro, Kryvyi Rih e in parte la regione di Kiev. Sfortunatamente, 44 persone sono state uccise e 196 ferite, tra cui dieci bambini. I soccorritori hanno salvato 11 persone, tra cui tre bambini," ha affermato Vodolaha. Nella capitale, ha aggiunto, sono state uccise 33 persone e altre 125 sono rimaste ferite, inclusi dieci bambini.

9 giorni fa
Guerra in Ucraina
Il percorso dell'Ucraina per entrare nella Nato è "irreversibile"
È quanto sottolineato nella dichiarazione finale diffusa ieri sera del summit Nato a Washington. I leader della Nato si sono anche impegnati a dare all'Ucraina almeno 40 miliardi di euro in aiuti militari "entro il prossimo anno" per sostenerla nella guerra contro la Russia.

Nella dichiarazione finale diffusa ieri sera del summit Nato a Washington si sottolinea che il percorso dell'Ucraina verso l'ingresso nell'Alleanza è "irreversibile". Tuttavia, la Nato precisa che "sarà in grado di estendere un invito a Kiev ad aderire all'Alleanza quando gli alleati saranno d'accordo e le condizioni saranno soddisfatte".

40 miliardi in aiuti militari

I leader della Nato si sono anche impegnati a dare all'Ucraina almeno 40 miliardi di euro in aiuti militari "entro il prossimo anno" per sostenerla nella guerra contro la Russia.  Intanto, la Cina ha esortato la Nato a smettere di "incitare allo scontro" dopo le accuse mosse a Pechino in merito alla fornitura di aiuti cruciali a Mosca nella sua invasione dell'Ucraina. "La Nato dovrebbe smettere di esaltare la cosiddetta minaccia cinese, smettere di incitare allo scontro e alla rivalità e contribuire maggiormente alla pace e alla stabilità nel mondo", si legge in una nota di un portavoce della missione cinese presso l'Unione Europea.

9 giorni fa
Estero
Ucraina, Blinken: "I Paesi Nato hanno iniziato a trasferire gli F-16"
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Secondo il segretario di Stato americano, i jet saranno operativi nei cieli dell'Ucraina questa estate. "Il trasferimento degli aerei è un segnale a Vladimir Putin".

"I paesi della Nato hanno iniziato a trasferire gli F-16 all'Ucraina". Lo ha annunciato il segretario di Stato americano Antony Blinken a margine del summit dell'Alleanza atlantica a Washington. "Proprio mentre stiamo parlando, il trasferimento all'Ucraina di jet F-16 da parte della Danimarca e dei Paesi Bassi è iniziato", ha annunciato Blinken.

Un segnale per Putin

I jet "saranno operativi nei cieli dell'Ucraina questa estate", ha proseguito precisando che il trasferimento degli aerei è un segnale a Vladimir Putin. "Dovrebbe capire che se continua così il danno che farà alla Russia sarà ancora più grande". Il modo più rapido per raggiungere la pace "è attraverso un'Ucraina forte", ha aggiunto il segretario di Stato americano.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato sulle reti sociali che la consegna degli aerei da combattimento all'Ucraina da parte dei suoi alleati contribuirà a porre fine a più di due anni di combattimenti con la Russia. "Gli F-16 avvicinano una pace giusta e duratura, dimostrando che il terrorismo deve fallire ovunque e in qualsiasi momento", ha dichiarato il leader ucraino.

10 giorni fa
Guerra in Ucraina
Salgono a 43 i morti dell'attacco russo di lunedì
Lo ha detto il presidente Volodymyr Zelensky.

È salito a 43 il bilancio delle vittime dell'attacco effettuato lunedì dalla Russia contro l'Ucraina, nel quale è stato colpito anche un ospedale pediatrico oncologico di Kiev. Lo ha detto il presidente Volodymyr Zelensky, a Washington per il vertice della Nato.

10 giorni fa
Conflitti
L'Onu: "L'attacco russo contro l'ospedale di Kiev è un crimine di guerra"
Lo ha detto Joyce Msuya, sottosegretario generale ad interim dell'ONU per gli affari umanitari al Consiglio di Sicurezza sull'Ucraina.

"Vorrei ricordare che gli ospedali godono di una protezione speciale ai sensi del diritto internazionale umanitario. Condurre attacchi intenzionali contro un ospedale protetto è un crimine di guerra e i responsabili devono essere chiamati a risponderne". Lo ha detto Joyce Msuya, sottosegretario generale ad interim dell'ONU per gli affari umanitari al Consiglio di Sicurezza sull'Ucraina. Il presidente di turno dell'organo delle Nazioni Unite per questo mese è la Russia. "Gli attacchi di ieri e il loro impatto ricordano il deplorevole bilancio umano di questa guerra, in particolare sui più vulnerabili. Tragedie che vedremo ancora e ancora finché questo conflitto continuerà", ha proseguito Joyce Msuya parlando alla riunione urgente del Consiglio di Sicurezza.

I danni registrati dall'ospedale

Quindi ha precisato che a Kiev, "i reparti di terapia intensiva, chirurgica e oncologica dell'ospedale pediatrico più grande dell'Ucraina, Okhmatdyt, sono stati gravemente danneggiati. Il suo dipartimento di tossicologia - dove i bambini ricevono la dialisi - è stato completamente distrutto". E i "funzionari sanitari - ha aggiunto - riferiscono che ciò che resta dell'ospedale pediatrico è senza elettricità, il che impedisce l'uso di ventilatori e altre cure urgenti. I nostri partner sanitari hanno contribuito a spostare i bambini in altre strutture, e lo staff ONU ha assistito ad una massiccia manifestazione di solidarietà da parte dei residenti locali, accorsi sul posto per aiutare a rimuovere le macerie e fornire coperte, acqua e cibo ai pazienti e al personale medico".

11 giorni fa
Guerra in Ucraina
Via libera da Berna a ulteriori sanzioni contro la Russia
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A finire nel mirino del Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR) sono altre 69 persone fisiche e 47 società e organizzazioni.

Entra in vigore stasera anche in Svizzera il 14esimo pacchetto di sanzioni contro la Russia deciso dall'UE lo scorso 24 giugno. A finire nel mirino del Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR) sono altre 69 persone fisiche e 47 società e organizzazioni. I nuovi inserimenti in elenco riguardano imprenditori, propagandisti e membri dell'esercito e della magistratura. Le sanzioni interessano i responsabili della deportazione in Russia di minori ucraini, così come membri del Servizio federale di sicurezza (FSB, ex KGB). Tra le imprese e organizzazioni in elenco si tratta prevalentemente di imprese d'armamento e di aziende che concorrono attivamente all'elusione delle sanzioni mediante operazioni in ambito finanziario e commerciale.

2'200 fra persone, aziende e organizzazioni colpite

Complessivamente, sono oltre 2'200 le persone, aziende e organizzazioni punite nell'ambito del regime sanzionatorio contro la Russia. Questo totale corrisponde a quello dell'UE. Il 14esimo pacchetto dell'UE prevede una serie di ulteriori misure nel settore energetico, finanziario e commerciale. Tali provvedimenti sono attualmente allo studio affinché il Consiglio federale possa deliberare sull'eventuale ripresa delle nuove sanzioni, precisa il DEFR. Il DEFR ha sottoposto anche i quattro media Voice of Europe, RIA Novosti, Izvestija e Rossiiskaja Gazeta a un divieto di pubblicità "a causa delle continue campagne di propaganda e disinformazione della Russia". A differenza delle misure adottate a livello europeo, in Svizzera questi media non sono soggetti al divieto di trasmissione. Pur trattandosi, secondo il comunicato, di strumenti di propaganda e disinformazione mirata utilizzati dalla Russia, il Consiglio federale crede ancora che sia più efficace rispondere con i fatti a dichiarazioni fallaci e dannose, anziché vietarle.

12 giorni fa
Guerra in Ucraina
Attacco russo a Kiev, "il bilancio è di 27 morti e 100 feriti"
È quanto comunicato dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Il presidente Volodymyr Zelensky ha affermato che a seguito dell'attacco missilistico russo contro l'Ucraina dell'8 luglio finora sono morte 27 persone e più di 100 sono rimaste ferite. Lo riporta Ukrainska Pravda. "Oggi la Russia ha colpito molte città dell'Ucraina: Kiev, Dnipro, Kryvyi Rih, città della regione di Donetsk. Ha colpito, in particolare, un ospedale pediatrico, uno dei più importanti non solo per il nostro Paese, ma per l'intera nostra regione" e "attualmente più di 100 persone sono rimaste ferite, 27 sono rimaste uccise da questo attacco", ha detto in conferenza stampa a Varsavia.

12 giorni fa
Conflitti
L'Onu condanna gli attacchi russi in Ucraina
"È inconcepibile che i bambini vengano uccisi e feriti in questa guerra", ha affermato il coordinatore umanitario delle Nazioni Unite per l'Ucraina.

Il coordinatore umanitario delle Nazioni Unite per l'Ucraina ha condannato duramente l'ondata di attacchi in tutta l'Ucraina, inclusa Kiev, affermando che "decine di persone sono state uccise e ferite". "È inconcepibile che i bambini vengano uccisi e feriti in questa guerra", ha detto in una nota, riferendosi all'attacco ad un ospedale pediatrico a Kiev, che secondo le autorità ucraine è stato colpito da un missile da crociera russo. Frattanto, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il primo ministro polacco Donald Tusk hanno osservato un minuto di silenzio per le vittime degli attacchi russi, all'inizio di una conferenza stampa congiunta a Varsavia dove il leader ucraino ha fatto tappa, prima di volare al vertice della Nato a Washington. "Non ci sono parole, documenti o dichiarazioni politiche che basterebbero, da un lato, a condannare l'aggressore e, dall'altro, parole che basterebbero come segno di solidarietà e di aiuto", ha affermato Tusk.

12 giorni fa
Guerra in Ucraina
Ospedale pediatrico colpito da missili russi, 5 morti
Lo comunica il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Ci sono persone intrappolate sotto le macerie dell'ospedale pediatrico Okhmatdyt Kiev colpito oggi da un attacco missilistico russo: lo riporta su Telegram il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Il bilancio dei morti è di 5 vittime. "Ospedale pediatrico Okhmatdyt di Kiev. Uno degli ospedali pediatrici più importanti non solo in Ucraina, ma anche in Europa. Okhmatdyt ha salvato e restituito la salute a migliaia di bambini. Ora l'ospedale è stato danneggiato da un attacco russo, con persone intrappolate nelle macerie". Ora tutti stanno aiutando a rimuovere le macerie: medici e gente comune", si legge nel messaggio. Il bilancio provvisorio dei morti nella struttura ospedaliera è di 5 vittime. "La Russia non può non sapere dove volano i suoi missili e deve essere ritenuta pienamente responsabile di tutti i suoi crimini: contro le persone, contro i bambini, contro l'umanità in generale. È molto importante che il mondo non rimanga in silenzio e che tutti si rendano conto di ciò che la Russia è e di ciò che sta facendo", conclude Zelensky. "L' ospedale pediatrico di Kiev è stato colpito da un missile da crociera russo": hanno poi affermato i servizi di sicurezza ucraini.

12 giorni fa
Guerra in Ucraina
Mosca: "Colpiti siti militari-industriali e basi aeree a Kiev"
È quanto comunicato dal ministero della Difesa russo.

Le forze russe hanno sferrato un attacco contro siti militari-industriali e basi aeree ucraine in rappresaglia ai tentativi di Kiev di attaccare siti energetici russi, ha reso noto il ministero della Difesa russo, riporta la Tass. "Questa mattina, le Forze Armate russe hanno sferrato un attacco combinato con armi di precisione a lungo raggio contro siti militari-industriali e basi aeree ucraine in ritorsione ai tentativi del regime di Kiev di infliggere danni alle strutture energetiche ed economiche russe - si legge in un comunicato -. Gli obiettivi dell'attacco sono stati raggiunti. Gli obiettivi designati sono stati distrutti".

La risposta alle accuse di Kiev

"Le accuse mosse dai funzionari di Kiev su un deliberato attacco missilistico russo su obiettivi civili sono assolutamente false. Numerosi rapporti fotografici e video da Kiev, che sono stati resi pubblici, chiariscono che i danni sono stati causati da un missile della difesa aerea ucraina lanciato da un sistema missilistico schierato entro i confini della città", si legge in un comunicato del ministero della Difesa russo. Lo riporta la Tass. "Il regime di Kiev fa questi capricci da anni, ogni volta prima di un incontro (summit) dei suoi sponsor della Nato", prosegue la nota. Kiev sta usando operazioni "false flag" per ottenere ulteriori finanziamenti e continuare la guerra fino all'ultimo ucraino. "L'obiettivo di queste operazioni 'false flag' è quello di garantire maggiori finanziamenti al regime di Kiev e continuare la guerra fino all'ultimo ucraino", si legge in un comunicato. In precedenza il ministero aveva affermato che i danni a Kiev sono stati causati dalla caduta di un missile antiaereo ucraino.

12 giorni fa
Guerra in Ucraina
"I prossimi 3 mesi saranno molto più brutali al fronte"
È quanto affermato in un'intervista al quotidiano tedesco Bild dal premier ungherese Viktor Orban.

"Ho avuto la possibilità di parlare sia con il presidente ucraino che con quello russo. E credetemi: nei prossimi due tre mesi la situazione diventerà molto più brutale sul fronte". È quello che dice il premier ungherese Viktor Orban, in un'intervista al quotidiano tedesco Bild, dopo la controversa visita a Vladimir Putin. "Perciò è il momento giusto per passare da una politica di guerra a una politica di pace", secondo il premier. "Ci sono più armi - afferma - e i russi sono più determinati. L'energia per lo scontro, il numero dei morti, il numero delle vittime sarà quindi più brutale degli ultimi sette mesi, nonostante questo fosse già molto brutale. Mi dispiace doverlo dire, ma anche l'Europa ha una politica di guerra", prosegue Orban, per poi esortare l'Europa a svincolarsi dagli Usa e a condurre "una politica autonoma". "Le vittime principali delle due parti in guerra sono infatti l'economia e la popolazione europea", afferma.

"Non è possibile che la Russia perderà la guerra"

Il premier ungherese ne è convinto: "Non è possibile che i russi perderanno la guerra in Ucraina" e spiega che Putin ha "un'idea molto chiara" di come vincere. Orban aggiunge di avere "fiducia" a questo punto in Donald Trump, "uomo d'affari" e "uomo di pace". Vladimir Putin crede ancora nella vittoria? "È più di questo - risponde -. Lui ha una chiara idea di cosa succederà e di come la Russia vincerà. E questo vale anche per Zelensky. Nessuna persona seria può parlare del fatto che la Russia abbia l'intenzione di attaccare la Nato", commenta il premier ungherese. Attaccare la Nato è del tutto impossibile non solo per la Russia, afferma, ma per chiunque nel mondo, dal momento che si tratta dell'alleanza militare più forte del mondo.

12 giorni fa
Guerra in Ucraina
Attacco missilistico russo a Kiev, 10 morti e 35 feriti
Lo ha reso noto il Servizio di emergenza statale, come riporta Rbc-Ucraina.

Almeno 20 morti e 66 feriti: è il bilancio provvisorio del massiccio attacco missilistico lanciato oggi dalla Russia contro l'Ucraina. Finora si registrano infatti 35 feriti e 10 vittime a Kiev, incluse cinque nell'ospedale pediatrico Okhmatdyt, e altre 10 a Kryvyi Rig, città natale del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, dove sono stati segnalati anche 31 feriti. Lo ha reso noto il Servizio di emergenza statale, come riporta Rbc-Ucraina. Il sindaco della capitale, Vitali Klitschko, ha detto che l'attacco lanciato oggi dalla Russia contro Kiev è uno dei peggiori in due anni di guerra. "Questo è uno degli attacchi peggiori. Potete vedere: è un ospedale pediatrico", ha affermato Klitschko riferendosi all'ospedale Okhmatdyt preso di mira nell'attacco.

15 giorni fa
Conflitti
Kiev:" La visita di Orban a Mosca è stata decisa senza un accordo con l'Ucraina"
Lo ha chiarito il governo di Kiev.

La visita di Viktor Orban a Mosca è stata decisa dal premier ungherese "senza alcun accordo" con l'Ucraina. Lo ha chiarito il governo di Kiev, esprimendo una critica a Orban. "La decisione di fare questo viaggio è stata presa dalla parte ungherese senza alcun accordo o coordinamento con l'Ucraina", ha affermato il Ministero degli Esteri di Kiev in una nota, aggiungendo che "per il nostro Paese, il principio di nessun accordo sull'Ucraina senza l'Ucraina rimane inviolabile e invitiamo tutti gli Stati ad aderirvi rigorosamente".

17 giorni fa
Estero
Attacco russo a Nikopol, il bilancio sale a 4 morti e 10 feriti
Lo rendono noto le autorità locali, citate dai media ucraini.

Dopo che ieri il premier ungherese Viktor Orban, in visita per la prima volta Kiev dall'inizio della guerra, ha chiesto a Volodymyr Zelensky di reclamare "un cessate il fuoco immediato" per "accelerare i negoziati" con la Russia, nella notte è salito a quattro morti e dieci feriti il bilancio dell'attacco russo di ieri sulla città ucraina di Nikopol, nella regione di Dnipropetrovsk. Lo rendono noto le autorità locali, citate dai media ucraini. Il governatore Serhii Lysak afferma che le vittime sono tre donne e un uomo, mentre tra i feriti ci sono due minorenni di 9 e 17 anni. Un precedente bilancio parlava di due morti e nove feriti.

Intanto, il comandante in capo delle forze armate ucraine Oleksandr Syrskyi ha avuto un colloquio con il capo di stato maggiore congiunto americano Charles Q. Brown. "Abbiamo discusso della situazione in prima linea e dei bisogni urgenti delle nostre truppe in armi, equipaggiamento militare e munizioni", ha scritto il comandante delle forze di Kiev. Ieri gli Usa hanno annunciato un nuovo pacchetto di aiuti alla sicurezza per l'Ucraina da 2,3 miliardi di dollari.

Nel frattempo, i sistemi di difesa aerea russa hanno abbattuti stanotte cinque droni ucraini sulla regione di Belgorod e uno su quella di Mosca, rende noto il Ministero della Difesa russo citato dall'agenzia di stampa Tass. Due droni marini delle forze di Kiev sono stati invece distrutti nel Mar Nero mentre si dirigevano verso la città russa di Novorossiysk nel Krasnodar, secondo la stessa fonte. Precedentemente le autorità locali avevano dato notizia di quattro droni aerei ucraini abbattuti sulla regione russa di Bryansk. I velivoli senza pilota sono stati distrutti sulle aree di Karachevsky, Trubchevskij e Komaritchskij. Non sono state segnalate vittime o danni particolari, viene specificato.

Ieri, nei colloqui con Orban, Zelensky ha ribadito la necessità per Kiev di "una pace giusta". Oggi Vladimir Putin vede Xi Jinping e Recep Tayyip Erdogan ad Astana.

18 giorni fa
Estero
Orban a Kiev per la sua prima visita in Ucraina
Lo annuncia il governo ungherese.

Il premier ungherese e presidente di turno dell'Ue, Viktor Orban, in visita a Kiev, ha detto al presidente ucraino Volodymyr Zelensky di reclamare "un cessate il fuoco immediato" per "accelerare i negoziati di pace". Zelensky ha risposto che l'Ucraina, massacrata dalla guerra, ha bisogno di "una pace giusta".
"Ho chiesto al presidente ucraino di prendere in considerazione se un cessate il fuoco rapido possa accelerare i negoziati di pace", ha detto Orban, in conferenza stampa con Zelensky a Kiev, aggiungendo che la tregua sarebbe limitata nel tempo. È importante che l'Europa mantenga il sostegno militare all'Ucraina mentre l'esercito sta lottando per contenere gli attacchi sferrati dalla Russia, ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky durante un incontro con la stampa alla presenza di Orban. "È molto importante per tutti noi in Europa che il sostegno dell'Europa all'Ucraina rimanga ad un livello sufficiente, anche per quanto riguarda la nostra difesa dal terrore russo", ha dichiarato Zelensky.

25 giorni fa
Estero
Presidenza Ue, avviati i negoziati di adesione con l'Ucraina
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La ministra degli Esteri belga, Hadja Lahbib, ha confermato il via libera odierno del Consiglio al quadro negoziale di adesione che tiene conto dell'esperienza dei passati allargamenti e dei negoziati di adesione in corso.

Al via i lavori della prima conferenza intergovernativa (Cig) per l'Ucraina che segnano di fatto l'apertura dei negoziati di adesione all'Unione europea. "Questo è un momento storico per tutti noi e segna una pietra miliare nelle nostre relazioni", ha dichiarato la ministra degli Esteri belga, Hadja Lahbib, a nome della presidenza di turno del Consiglio Ue. "Il vostro Paese fa parte dell'Europa, della storia, del patrimonio e della cultura europea" ha aggiunto, ricordando la decisione del Consiglio del 14-15 dicembre 2023 di avviare i negoziati di adesione con Kiev.

"Ferma condanna" alla guerra

In occasione dell'apertura della Cig Lahbib ha ribadito, a nome dell'Ue, "la ferma condanna della guerra di aggressione ingiustificata e non provocata della Russia contro l'Ucraina", plaudendo alla "resistenza del popolo ucraino" e ricordando l'"incrollabile sostegno" dell'Ue all'indipendenza, alla sovranità e all'integrità territoriale dell'Ucraina e al "suo diritto intrinseco di autodifesa".

Cosa deve fare l'Ucraina

Passando al processo di integrazione europea, la ministra ha confermato il via libera odierno del Consiglio al quadro negoziale di adesione che "tiene conto dell'esperienza dei passati allargamenti e dei negoziati di adesione in corso" e che "riflette debitamente i meriti e le caratteristiche specifiche dell'Ucraina". Il documento "incorpora la metodologia di allargamento rivista, che prevede un'attenzione ancora maggiore alle riforme fondamentali nei negoziati di adesione" ha spiegato Lahbib, sottolineando come l'Ucraina debba quindi "adottare pienamente e continuare ad attuare le riforme nei settori dello Stato di diritto e dei diritti fondamentali, del rafforzamento delle istituzioni democratiche e della riforma della pubblica amministrazione". Kiev "deve anche intervenire sul fronte economico, per la riforma giudiziaria, per la lotta alla corruzione e per la protezione e il trattamento non discriminatorio delle persone appartenenti a minoranze nazionali. "Per garantire l'irreversibilità dei progressi in questi settori e la loro piena ed effettiva attuazione - ha aggiunto - i passi avanti continueranno ad essere attentamente monitorati dalla Commissione, che ne riferirà regolarmente al Consiglio".

25 giorni fa
Estero
UE e Ucraina, firmano un'intesa sulla sicurezza per 5 miliardi annui fino al 2027
La firma del documento è prevista giovedì alla presenza del presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

"Grazie alla creazione del Fondo di assistenza per l'Ucraina all'interno dell'EPF, l'UE continuerà a sostenere la fornitura di equipaggiamento militare letale e non letale e addestramento. Il Fondo ha un budget di 5 miliardi per il 2024." "Aumenti comparabili possono essere previsti fino al 2027, sulla base delle esigenze dell'Ucraina e vincolate alla guida politica del Consiglio", si legge nel testo approvato dai 27 di cui l'ANSA ha preso visione. La firma dell'intesa è prevista giovedì a margine della prima giornata dei lavori del Consiglio europeo, alla presenza del presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Il testo prevede diversi capitoli di collaborazione, sia di natura civile che militare (per esempio il rafforzamento dell'industria bellica di Kiev in linea con la strategia della difesa dell'Ue) e l'impegno da parte dell'Ue a "continuare ad applicare le sanzioni alla Russia o a vararne di nuove". L'UE promette inoltre d'iniziare "a integrare l'Ucraina" nel mercato unico europeo. L'intesa resterà valida "sino a che l'Ucraina resterà sul percorso europeo e rispetterà i valori su cui si fonda l'UE, ovvero il rispetto della dignità umana, la libertà, la democrazia, l'uguaglianza, lo Stato di diritto e il rispetto dei diritti umani, inclusi i diritti delle persone che appartengono alle minoranze".

Da parte sua l'Ucraina si impegna a continuare il percorso di riforme, specialmente nell'area della "sicurezza, della difesa e dell'intelligence", garantendo la supervisione civile della sfera militare e delle forze di sicurezza. Kiev dovrà poi "rafforzare la trasparenza e il controllo" degli aiuti ricevuti e "contribuire positivamente" alla sicurezza dell'UE e dei suoi Stati membri, "inclusa la condivisione delle informazioni e delle lezioni apprese".

un mese fa
Guerra in Ucraina
L'Ue ha trovato un accordo sul 14esimo pacchetto di sanzioni contro la Russia
Lo ha reso noto la presidenza di turno belga dell'Ue.

Gli ambasciatori dei 27 Paesi Ue hanno trovato un accordo sul quattordicesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia per l'invasione dell'Ucraina. Lo ha reso noto la presidenza di turno belga dell'Ue. Il pacchetto, a quanto si apprende, conferma le restrizioni al settore del gas naturale liquefatto russo, nello specifico sulla pratica del trasbordo del metano nei porti europei (ransshipment). Figurano inoltre disposizioni sulla "flotta ombra" - per trasportare il greggio colpito dal tetto sul presso - e sulle istituzioni finanziarie dei paesi terzi che consentono l'elusione delle sanzioni. Nel nuovo pacchetto sanzioni contro la Russia dell'Ue figurano anche 100 aggiunte alla lista nera, tra individui ed entità, si apprende inoltre da fonti qualificate. In generale il pacchetto, oltre alle misure sul trasbordo di metano, include anche misure sulle "importazioni di Gnl e sugli investimenti", ma per i dettagli si dovrà attendere il via libera definitivo.
Per quanto riguarda l'elusione, invece, ci saranno "ulteriori strumenti", soprattutto nel caso di filiali di Paesi terzi di società madri dell'Ue. Si prosegue con nuove azioni volte a "contrastare le interferenze straniere per minare i nostri sistemi democratici" con regole aggiuntive sui finanziamenti provenienti dallo Stato russo. Poi "diverse misure" sui trasporti per evitare l'elusione per via aerea, stradale e marittima. Infine restrizioni aggiuntive all'esportazione di beni e tecnologie a duplice uso, anche in Paesi terzi (ovvero quei prodotti che contribuiscono alle capacità industriali della Russia).

un mese fa
Guerra in Ucraina
Via libera dalla Casa Bianca all'uso delle armi statunitensi in Russia
Lo afferma Michael Carpenter, direttore senior per gli Affari europei presso il Consiglio di sicurezza nazionale degli Stati Uniti.

La Casa Bianca ha confermato ufficialmente che le forze militari di Kiev hanno il diritto di usare armi americane sul territorio russo vicino alle regioni ucraine di Kharkiv e Sumy: lo afferma Michael Carpenter, direttore senior per gli Affari europei presso il Consiglio di sicurezza nazionale degli Stati Uniti, citato dai media ucraini. Carpenter aggiunge che in questo modo l'esercito russo non avrà la possibilità di proteggere le sue truppe dalla parte del confine da dove attacca il territorio ucraino.

un mese fa
Conferenza di pace
Bürgenstock, Regli: "Discussi i valori fondamentali". Togni: "Un fallimento su tutta la linea"
La Conferenza sulla pace del Bürgenstock si è conclusa con la firma di un comunicato congiunto da parte della maggioranza dei Paesi partecipanti, ma diversi si sono sfilati. L'evento ha suscitato reazioni contrastanti, con alcune critiche per l'assenza della Russia e di importanti Paesi.

La Conferenza sulla pace del Bürgenstock si è conclusa ieri con un comunicato congiunto sottoscritto dalla maggioranza degli oltre 90 Paesi partecipanti. Una dozzina quelli che si sono sfilati. Contrastanti le reazioni e i sentimenti al termine di questa due giorni. A Ticinonews ne abbiamo parlato con l’inviato del Corriere del Ticino Luca Faranda, con Peter Regli (già capo dei servizi di informazione della Confederazione) e con Alberto Togni dell’associazione “No Ue No Nato”.

Faranda: “L’integrità dell’Ucraina è sempre rimasto un tema centrale”

Faranda ha spiegato che durante la Conferenza di pace l’obiettivo era di focalizzarsi maggiormente sui tre temi che vedono al centro la sicurezza: quella alimentare, quella nucleare e quella umanitaria – come il rilascio di prigionieri e i bambini deportati in Russia. “Se l’obiettivo ultimo era quindi quello di rimanere all’interno di questi tre temi, allora non è andata esattamente come previsto. L’integrità dell’Ucraina si è infatti rivelato un tema centrale fin dall’inizio, anche a causa delle dichiarazioni di Putin”. Il presidente russo si è infatti detto favorevole ai negoziati, ma solo a patto che l’Ucraina rinunci ai suoi territori. “Questo ha ovviamente condizionato tutto il fine settimana sul Bürgenstock, perché ogni volta che una delegazione prendeva la parola si ripeteva l’importanza di rispettare la sovranità territoriale ucraina. Ed è anche stato inserito nel joint Statement, che non è una dichiarazione ed è meno vincolante”. Se l’obiettivo ultimo della Confederazione era quindi quello di arrivare a una dichiarazione finale firmata da tutti i partecipanti, così non è andata. “Per contro, per Zelensky è stato un buon momento, perché il fronte occidentale ha dato un sostegno quasi incondizionato a Kiev, riuscendo anche a portare anche altri Stati, in particolare del Sud del mondo. Non è riuscito è riuscito a farlo però con Stati più influenti e vicini a Mosca, come l’India, il Brasile – che era lì come osservatore, gli Emirati Arabi Uniti e l’Arabia Saudita”. Alla luce di queste considerazioni cosa bisogna dunque aspettarsi dai futuri negoziati? Ai quali ci si aspetta partecipi anche la Russia. “Poter comunicare il luogo della prossima conferenza era un obiettivo di Ignazio Cassis e Viola Amherd, la quale ha tuttavia affermato che è ancora troppo presto. Al momento è ancora tutto nebuloso, anche perché i punti concordati ieri nel comunicato congiunto deve ancora essere interpretati da Mosca, e questa è una condizione imprescindibile. In secondo luogo, l’intenzione è quella di  andare a toccare i singoli aspetti: il Canada si è già detto disposto a organizzare un vertice a livello ministeriale sulla questione umanitaria, quindi sul rilascio dei prigionieri e dei bambini”. Faranda ha infine spiegato che l’obiettivo di Zelensky è quello di fare un vertice prima delle elezioni americane, “ma non è così scontato e non è così scontata la partecipazione della Russia. Non credo che prima delle elezioni americane possa quindi esserci un secondo nuovo vertice così influente, anche perché l’obiettivo sarebbe quello di porre fine alla guerra. L’impressione, tuttavia, è che questa fine non si sia avvicinata più di tanto”.

Regli: “Sono stati discussi due valori fondamentali per l’Occidente”

Una lettura, quella fatta dal giornalista del Corriere del Ticino, a cui è seguito un confronto fra Togni e Regli, quest’ultimo “soddisfatto e fiero per il fatto che con questo vertice internazionale, la nostra Svizzera ha saputo uscire dall'oscurità di una neutralità sorpassata e praticata dal nostro governo a partire dal 24 febbraio 2022 mettendo l'aggressore, il criminale di guerra del Cremlino allo stesso livello, come la vittima l'Ucraina e il popolo ucraino”. Regli ha poi voluto ringraziare direttamente la Presidente della Confederazione e il Ministro degli esteri ticinese, “perché con questo vertice hanno davvero avuto successo, mettendo sul tavolo dei valori che per noi in occidente – quindi nell'ordine mondiale liberale democratico -  la carta delle Nazioni Unite e il Diritto internazionale sono due basi di lavoro molto importanti, e si è discusso intensamente di questi valori. Questo per me è un punto molto positivo, per il quale sono soddisfatto”.

Togni: “Un fallimento su tutta la linea. Andavano invitate entrambe le parti”

Di tutt’altro avviso Alberto Togni, la cui associazione “No Ue No Nato” ha già espresso le sue criticità nei confronti della Conferenza in un comunicato stampa. Ma alla Svizzera non va riconosciuto neanche l'impegno? “No. Riteniamo che sia un fallimento su tutta la linea. E questo per due motivi principali: il primo è che l'organizzazione stessa di questa conferenza partiva totalmente in salita. Sono due anni che Mosca ci considera un Paese ostile e non più credibile e in questo lasso di tempo noi non abbiamo fatto nulla per cambiare questa visione: abbiamo approfondito i nostri rapporti con la NATO e abbiamo ripreso l'ennesimo pacchetto di sanzioni dall'UE”. Togni, partendo da queste premesse considerate “già gravi di per sé”, ha poi voluto sottolineare che la Svizzera “ha deciso inoltre di non invitare la Russia. Anche se non avrebbe accettato l’invito di partenza, se vogliamo chiamare un evento ‘Conferenza sulla pace’ – cosa che nessuno ha costretto a fare – allora andrebbero invitate entrambe le parti, perché di pace si discute in due”. Per Togni, questo non-invito fa quindi sorgere “il primo dubbio su quanto le reali intenzioni fossero davvero discutere di pace, cosa che non si è fatto. Potrebbe essersi trattato solo di un enorme spettacolo per compiacere qualcuno e fingere di essere ancora degli attori neutrali”.  Il secondo motivo che porta Togni a dubitare del Bürgenstock “è lo sviluppo stesso della  Conferenza, che per quanto ci riguarda ha superato ogni peggior fantasia. Sorvolando sull'assenza pesantissima della Cina, non è passato inosservato che sono stati spediti 160 inviti: circa un centinaio ha confermato, ma si sono presentati 92 attori, di cui molti in veste di soli osservatori o inviando delegati di terzo livello. Ad eccezione del primo ministro canadese, tutti i leader del G7 avevano già abbandonato la Conferenza il secondo giorno e - peggio ancora -  questo fantomatico comunicato e non dichiarazione che era poi il piatto forte di questa Conferenza è un documento che io mi permetto di reputare banale. Ma non perché i prigionieri di guerra o la sicurezza nucleare non siano importanti, bensì perché vengono formulati degli auspici generali che sono i soliti concetti che si stanno ripetendo con il pilota automatico da ormai due anni. E nonostante questa banalità non si è riusciti ad ottenere una sottoscrizioni unanime, mancano i BRICS, manca l'Arabia Saudita - il secondo principale alleato degli Stati Uniti nel Medio Oriente. Manca l'Indonesia e manca il Vaticano. E se noi non siamo neanche riusciti a far firmare il Vaticano una dichiarazione che chiede sicurezza nucleare, rilascio di prigionieri di guerra, allora credo che non ci sia niente da aggiungere sul fallimento della Conferenza”.

Il confronto completo

un mese fa
Guerra in Ucraina
Berlino: "Alla prossima conferenza di pace invitare anche Mosca"
Lo ha ribadito il portavoce del governo tedesco.

"Il cancelliere Scholz ha già detto in un'intervista che alla prossima conferenza di pace dovrebbe essere invitata anche la Russia". Lo ha ribadito il portavoce del governo tedesco, Steffen Hebestreit, rispondendo a una domanda in conferenza stampa a Berlino. "Sono cauto sulla possibilità che ci sia un'altra conferenza per la pace ancora entro quest'anno", ha aggiunto, sottolineando quanto tempo ci sia voluto per organizzare quella che si è tenuta al Bürgenstock (NW) nel weekend. "Siamo molto contenti di questa conferenza di pace, è stato un primo passo importante"ha detto Hebestreit, rispondendo a una domanda isulla Conferenza per la Pace in Ucraina, che si è tenuta nel weekend al Bürgenstock (NW). Per Hebestreit è stato "importante che si sia ribadito che non ci sarà un diktat ma una pace in linea con il diritto internazionale e con la Carta della Nazioni Unite". A chi ha messo in evidenza che ci siano stati diversi Paesi che non hanno firmato il comunicato finale, Hebestreit ha replicato: "Per noi è stato un grande successo che ci fossero oltre 90 paesi. 87 hanno firmato il comunicato finale", ha ricordato, sottolineando che chi non lo ha fatto riteneva che anche la Russia dovesse partecipare.

un mese fa
Estero
Dalla Germania lo stop a un nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia
Lo riferisce Politico.

I rappresentanti permanenti dell'UE non sono riusciti a concordare nuove sanzioni contro la Russia a causa della posizione della Germania. Lo riferisce Politico. "Berlino è preoccupata per l'ampliamento di una misura che costringerebbe le aziende dell'Ue a garantire che i loro clienti non possano vendere beni sanzionati a Mosca", scrive il quotidiano, spiegando che "la Germania teme che le sue piccole imprese soffriranno se la misura verrà estesa a prodotti di uso civili come quelli chimici o le attrezzature per la lavorazione dei metalli".

Una clausola applicata solo alle armi

Politico ricorda che in precedenza la cosiddetta clausola che vietava le forniture alla Russia si applicava solo alle armi da fuoco, all'equipaggiamento militare e ai beni a duplice uso che hanno applicazioni sia militari che civili. Berlino ha anche "impedito la chiusura di una via di scambio che consente il trasporto di beni di fascia alta, comprese le auto di lusso, in transito dalla Bielorussia alla Russia", ha aggiunto Politico. La Commissione europea è in trattative con la cancelliera tedesca per convincere Berlino a revocare il suo veto. All'incontro dei rappresentanti permanenti è stato preso in esame il 14esimo pacchetto di sanzioni anti-russe dell'Unione Europea.

un mese fa
Estero
Putin: "Pace se Kiev rinuncia a 4 regioni e all'adesione alla Nato"
Le quattro regioni di cui ha parlato il presidente russo sono Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia e Kherson. La replica di Zelensky: "Non dobbiamo fidarci di questi messaggi".

Dopo oltre due anni di conflitto, Vladimir Putin mette le carte in tavola e per la prima volta annuncia concretamente quali sono i suoi obiettivi in Ucraina. Mosca è pronta a cessare le ostilità e negoziare per firmare la pace se Kiev ritirerà le sue truppe dalle quattro regioni parzialmente occupate dalle truppe russe e rinuncerà ad entrare nella Nato. Uno scenario subito rifiutato dall'Ucraina e dai suoi alleati occidentali. Di Putin "non ci si può fidare", ha affermato il presidente Volodymyr Zelensky, equiparando il leader russo a Hitler.

Il G7 garantisce il suo sostegno

Lo zar ha parlato nel giorno in cui il vertice del G7 in Italia ha assicurato il sostegno all'Ucraina "per tutto il tempo necessario" e ribadito la necessità di una pace che rispetti "l'integrità territoriale" del Paese. I Grandi hanno anche espresso il loro sostegno alla "Conferenza di pace" che comincerà domani in Svizzera alla quale la Russia non è stata invitata. "Un altro trucco - l'ha definita il presidente russo - che mira a distogliere l'attenzione di tutti dalle cause della crisi ucraina".

Le zone interessate

Le quattro regioni di cui ha parlato Putin - escludendo implicitamente mire su altre, tra cui Odessa - sono Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia e Kherson. Di queste, solo Lugansk è controllata quasi per intero dai russi, che da mesi continuano ad avanzare anche in quella di Donetsk. E, evidentemente fiducioso per la piega assunta dal conflitto, Putin ha fatto capire che se Kiev non accetterà le condizioni poste, la sua situazione sul terreno è destinata a peggiorare. Le proposte dal presidente riflettono l'attuale situazione, ma Kiev dovrebbe tenere presente che le circostanze potrebbero cambiare, ha sottolineato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov.

"Le trattative dovrebbero portare ad accordi inetrnazionali"

"Oggi facciamo una proposta reale di pace, stiamo parlando non del congelamento del conflitto ma della sua cessazione totale", ha detto Putin rivolgendosi, per la prima volta dal 2021, ai funzionari del ministero degli Esteri. Non appena Kiev dovesse cominciare il ritiro delle truppe e annunciare la rinuncia ad entrare nella Nato, "nello stesso minuto verrà dato l'ordine di cessare il fuoco e cominciare i negoziati", ha assicurato il presidente. Le trattative dovrebbero portare ad "accordi internazionali" che sanciscano anche la "cancellazione di tutte le sanzioni occidentali contro la Russia".

Le repliche 

"È la stessa cosa che faceva Hitler, quando diceva 'datemi una parte di Cecoslovacchia e finisce qui'", ha risposto Zelensky. "Ma dopo - ha aggiunto - c'è stata la Polonia, poi l'occupazione di tutta l'Europa. Ecco perché non dobbiamo fidarci di questi messaggi, perché Putin fa lo stesso percorso. Oggi parla di quattro regioni, prima parlava di Crimea e Donbass". Questa, ha rincarato il leader ucraino, è "la faccia nuova del nazismo". Putin "ha occupato illegalmente il territorio ucraino sovrano e non è in alcuna posizione di dettare all'Ucraina cosa deve fare per portare la pace", ha commentato da parte sua il segretario alla Difesa americano, Lloyd Austin. Mentre per il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, quella del leader russo "non è una proposta di pace, è una proposta di maggiore aggressione e maggiore occupazione". "Non spetta all'Ucraina ritirare le forze dal territorio ucraino, spetta alla Russia ritirare le proprie forze dal territorio ucraino occupato", ha aggiunto il rappresentante dell'Alleanza atlantica.

"L'accordo Zelensky-Biden? Un pezzo di carta senza valore legale"

Putin ha commentato anche le ipotesi di confisca di parte degli asset russi congelati in Occidente a favore dell'Ucraina, affermando che si tratterebbe di "un furto che non resterebbe impunito". Mentre la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, ha definito solo "un pezzo di carta" che "non ha valore legale" l'accordo di sicurezza bilaterale firmato ieri tra Zelensky e il presidente Usa Joe Biden a margine del vertice G7.

Proseguono gli attacchi

Le regioni russe vicine al confine continuano intanto ad essere prese di mira da attacchi delle forze ucraine, di cui hanno dato notizia i rispettivi governatori. In quella di Kursk una persona è morta e due sono rimaste ferite. In quella di Belgorod cinque persone sono state ferite nel crollo parziale di una palazzina colpita da un bombardamento nella cittadina di Shebekino. Il ministero della Difesa ha detto che nella notte tra giovedì e venerdì 87 droni ucraini sono stati abbattuti su varie regioni russe, di cui 70 in quella di Rostov.

un mese fa
Bürgenstock
La Svizzera accoglierà 100 delegazioni alla conferenza per la pace in Ucraina
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Il programma prevede sia scambi in seduta plenaria sia discussioni condotte in gruppi di lavoro. I Paesi che hanno già vissuto un conflitto potranno contribuire con la loro esperienza ad approfondire i vari temi trattati.

Interverranno 100 delegazioni, fra cui 57 capi di Stato e di Governo provenienti da tutte le regioni del mondo, alla conferenza di alto livello sulla pace in Ucraina che prenderà il via domani. La delegazione svizzera sarà composta dalla presidente della Confederazione Viola Amherd, capo del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS), e dal consigliere federale Ignazio Cassis, capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). Prima della conferenza, Amherd incontrerà domani a mezzogiorno il presidente ucraino Volodymyr Zelensky per un colloquio bilaterale. La conferenza vera e propria inizierà nel primo pomeriggio, con l’arrivo degli ospiti di Stato, e terminerà domenica pomeriggio.

I temi da affrontare

L’obiettivo della conferenza è avviare un processo di pace. A tal fine sono necessari vari elementi: una partecipazione che sia la più ampia e importante possibile, in modo che funga da segnale di sostegno; lo sviluppo di un’intesa comune su tre temi volti a rafforzare la fiducia – ossia la sicurezza nucleare, quella alimentare e la dimensione umanitaria – e l’adozione di una prospettiva per una successiva fase che preveda la partecipazione della Russia. Organizzando questa conferenza, la Svizzera offre una piattaforma di discussione in cui tutti gli Stati partecipanti avranno la possibilità di contribuire con le loro proposte.

Il programma

La partecipazione di 100 Stati e organizzazioni di tutte le regioni del mondo "costituisce un buon presupposto per l’avvio di questo processo", si legge in un comunicato. Il programma prevede sia scambi in seduta plenaria sia discussioni condotte in gruppi di lavoro sui tre temi menzionati. Verranno trattate questioni di interesse globale che riguardano direttamente un gran numero di Stati e che sono già state proposte in diversi piani di pace per l’Ucraina. I Paesi che hanno già vissuto un conflitto potranno contribuire con la loro esperienza ad approfondire i vari temi trattati: sia in ambito umanitario, nelle questioni concernenti lo scambio di prigionieri di guerra, il rilascio di civili e il rimpatrio di bambini, sia nei settori della sicurezza nucleare o di quella alimentare.

La questione del coinvolgimento della Russia

La conferenza offrirà anche l’opportunità di discutere per la prima volta ai massimi livelli su come e quando la Russia potrà essere coinvolta in questo processo. Per il Consiglio federale, l’elaborazione di una soluzione duratura richiede in ultima analisi la partecipazione di entrambe le parti. Organizzando questa conferenza, la Svizzera "fa in modo che si compia un primo passo verso un processo che possa condurre a una pace in Ucraina giusta e duratura". 

un mese fa
Bürgenstock
Putin: "Il summit in Svizzera? Solo un trucco"
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"Evidentemente l'Occidente non ha abbandonato l'idea di formare una sorta di coalizione internazionale anti russa e di dare l'impressione di esercitare pressioni sulla Russia", ha dichiarato ancora Putin.

Il presidente russo Vladimir Putin ha criticato la conferenza di pace sull'Ucraina in programma da domani in Svizzera definendola "un altro trucco che mira a distogliere l'attenzione di tutti dalle cause della crisi ucraina" e "per dare ancora una volta un'apparenza di legittimità alle attuali autorità ucraine". Lo riporta l'agenzia Interfax. "Evidentemente l'Occidente non ha abbandonato l'idea di formare una sorta di coalizione internazionale anti russa e di dare l'impressione di esercitare pressioni sulla Russia", ha dichiarato ancora Putin.

un mese fa
Guerra in Ucraina
Biden e Zelensky firmano l'accordo di sicurezza
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"Oggi, gli Stati Uniti mandano un segnale forte del nostro fermo sostegno all'Ucraina", ha annunciato l'amministrazione Usa.

Joe Biden e Volodymyr Zelensky hanno firmato l'accordo di sicurezza tra Usa e Ucraina. "Oggi, gli Stati Uniti mandano un segnale forte del nostro fermo sostegno all'Ucraina", ha annunciato l'amministrazione Usa in un comunicato dopo la cerimonia della firma a margine dei lavori del G7 in Italia. 

un mese fa
Conferenza di pace
"Pressioni cinesi sui Paesi in via di sviluppo per boicottare il summit in Svizzera"
Lo scrive Reuters sul suo sito web citando dieci diplomatici.

La Cina ha esercitato pressioni sui governi di Paesi in via di sviluppo per promuovere il suo piano alternativo di pace in Ucraina con l'avvicinarsi del vertice in Svizzera. Lo scrive Reuters sul suo sito web citando dieci diplomatici, uno dei quali ha definito la campagna di Pechino un "sottile boicottaggio" del summit al Bürgenstock (NW). Nelle conversazioni con i governi la Cina non ha criticato apertamente l'appuntamento svizzero né ha chiesto direttamente ai Paesi di astenersi, hanno detto a Reuters i diplomatici di Pechino. Ma uno di loro ha affermato che la Cina ha detto a queste nazioni che l'incontro prolungherebbe la guerra.

Le pressioni cinesi

Dopo che la Cina ha dichiarato che non avrebbe partecipato al vertice sul Bürgenstock, Zelensky ha accusato Pechino di aiutare Mosca a indebolire l'incontro, accusa smentita dal ministero degli Esteri cinese. Ma secondo i diplomatici consultati da Reuters, con l'avvicinarsi del vertice, la Cina ha intensificato il suo raggio d'azione attraverso incontri con dignitari stranieri in visita, telefonate e messaggi alle missioni straniere sulla piattaforma cinese WeChat. L'inviato speciale di Pechino per gli affari eurasiatici, Li Hui, il mese scorso ha visitato la Turchia, l'Egitto, l'Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti e ha incontrato funzionari dei Paesi in via di sviluppo presso le loro ambasciate a Pechino, hanno detto i diplomatici. Spiegando perché non parteciperà al vertice, la Cina ha cercato di convincere i Paesi in via di sviluppo ad aderire al piano di pace in sei punti approvato con il Brasile il mese scorso. Il presidente russo Vladimir Putin ha espresso sostegno al piano della Cina per una soluzione pacifica della crisi, affermando che Pechino ha pienamente compreso ciò che si nasconde dietro. Quarantacinque Paesi hanno espresso sostegno alla proposta, con più di due dozzine che hanno aderito o "considerata seriamente" la proposta, ha detto la settimana scorsa il ministro degli Esteri Wang Yi. Non è stato possibile determinare in modo indipendente quale impatto abbia avuto il lobbying cinese, ma il numero di partecipanti registrati al vertice di Lucerna è inferiore ai 107 che l'ufficio di Zelensky aveva dichiarato essere stati confermati all'inizio di giugno.

un mese fa
Guerra in Ucraina
Mosca offre in adozione i bambini ucraini rapiti
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È quanto emerge da un'indagine del Financial Times (Ft). Utilizzando strumenti di riconoscimento delle immagini e documenti pubblici, oltre a interviste con funzionari ucraini e parenti dei bambini, l'Ft ha identificato e localizzato quattro bambini ucraini sul sito di adozioni 'usynovite.ru' collegato al governo russo.

Bambini ucraini rapiti e portati in Russia dalle forze di Mosca nei primi mesi dell'invasione nel 2022 vengono offerti in adozione dalle autorità, in un caso sotto falsa identità russa: è quanto emerge da un'indagine del Financial Times (Ft). Utilizzando strumenti di riconoscimento delle immagini e documenti pubblici, oltre a interviste con funzionari ucraini e parenti dei bambini, l'Ft ha identificato e localizzato quattro bambini ucraini sul sito di adozioni 'usynovite.ru' collegato al governo russo.

I bambini

Uno dei bambini viene mostrato con un nuovo nome russo e un'età diversa dai documenti rilasciati dal governo ucraino. Un altro bambino viene mostrato con la versione russa del suo nome ucraino. Il sito non menziona le origini ucraine di nessuno dei bambini, che hanno un'età di 8-15 anni. I bambini rintracciati dall'Ft e le cui identità sono state confermate dalle loro famiglie attraverso le autorità ucraine, sono stati portati nella regione di Tula, vicino a Mosca, e nella regione di Orenburg, vicino al confine kazako. Uno di loro è stato portato nella Crimea occupata. Le identità di altri 17 bambini individuati dall'Ft sul sito web di adozione, tutti provenienti da un orfanotrofio a Kherson, sono state confermate in una recente indagine del New York Times.

un mese fa
Estero
Accordo del G7 per 50 miliardi a Kiev via gli asset russi
Lo ha annunciato la presidenza francese.

I leader del G7 hanno raggiunto un accordo "sull'esborso di 50 miliardi" di dollari a favore dell'Ucraina attraverso l'utilizzo dei beni russi congelati. Lo ha annunciato la presidenza francese precisando che tale esborso avverrà "entro la fine del 2024". "C'è un accordo. Come sempre al G7, i leader prendono una decisione e poi i tecnici lavorano per metterla in forma" e per far sì che "sia conforme alla legge", "alle regole della finanza pubblica" o anche "alle capacità finanziarie reciproche", hanno spiegato dalla stessa fonte.

"Si tratta inizialmente di un'iniziativa americana", ha sottolineato l'Eliseo. "Questo prestito sarà rimborsato con i proventi dei beni russi congelati", è stato spiegato. "Ma se per un motivo o per un altro i beni russi vengono sbloccati o se i profitti dei beni russi non producono più ciò che è necessario per finanziare il prestito, allora si pone la questione della condivisione degli oneri", ha aggiunto.

"Abbiamo stabilito i principi di questa distribuzione e ora i tecnici devono concordare il contratto che alla fine verrà firmato", ha precisato l'Eliseo, ritenendo questo accordo "del tutto significativo". Una delle questioni è ad esempio sapere quali sono le garanzie di questo prestito "che è essenzialmente americano, ma che può essere integrato con soldi europei o contributi nazionali".

un mese fa
Estero
"Nuove sanzioni contro la Russia: colpita la Borsa"
Lo annunciano gli Stati Uniti.

Gli Stati Uniti annunciano nuove sanzioni contro la Russia che colpiscono, tra gli altri, la Borsa di Mosca. "Le misure colpiscono l'approvvigionamento di materiali e attrezzature internazionali, incluse le forniture critiche provenienti da Paesi terzi", ha spiegato la segretaria al Tesoro Janet Yellen. Nella lista di entità prese di mira dalle nuove sanzioni americane ci sono più di 300 obiettivi, inclusa la Borsa di Mosca.

In dichiarazioni riportate dalla Tass, la rappresentante ufficiale del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha dichiarato che "come sempre in questi casi, la Russia non lascerà senza risposta le azioni così aggressive" degli Stati Uniti.

un mese fa
Guerra in Ucraina
"Chiuderemo la guerra alle nostre condizioni"
È quanto affermato dal presidente ucraino Zelensky alla Camera del parlamento tedesco.

"Noi chiuderemo questa guerra (di aggressione russa) nell'interesse di tutti i figli, la chiuderemo alle nostre condizioni". Lo ha detto il presidente ucraino Volodomyr Zelensky parlando al Bundestag, la principale Camera del parlamento tedesco, che rappresenta il popolo. "Il tempo per i compromessi è finito", ha aggiunto. "L'Europa deve essere un continente di una pace forte".

Zelensky: "Ucraina non deve essere divisa da un muro"

Zelensky ha anche affermato che l'Ucraina non deve essere divisa, tracciando parallelismi con il muro di Berlino. "Potete capire perché stiamo lottando così duramente contro i tentativi della Russia di dividerci, di dividere l'Ucraina. Perché stiamo facendo assolutamente di tutto per prevenire un muro tra le parti del nostro paese". "L'Europa divisa non è mai stata pacifica, e la Germania divisa non è mai stata felice. Perciò voi ci capite", ha continuato.

un mese fa
Guerra in Ucraina
Zelensky: "La conferenza sulla pace in Svizzera è già un successo"
È quanto affermato dal presidente ucraino durante la Conferenza per la ricostruzione dell'Ucraina a Berlino.

"La conferenza in Svizzera è già di per sé un successo". Lo ha detto il residente ucraino Volodymyr Zelensky, in conferenza stampa con il cancelliere tedesco Olaf Scholz in occasione della Conferenza per la ricostruzione dell'Ucraina a Berlino. "È importante che noi abbiamo lanciato questa iniziativa perché la guerra viene condotta contro di noi", ha aggiunto.

"Il prossimo passo non è l'ultimo"

Da parte sua Scholz ha detto che con la conferenza che si terrà in Svizzera la comunità internazionale sta "annaffiando una pianta" nella speranza di creare un "giardino" di altre iniziative finalizzate a porre fine al conflitto innescato dall'aggressione russa. "Il prossimo passo non è l'ultimo, ma è molto importante, poiché discuteremo di molte questioni concrete legate a questa guerra, anche dal punto di vista umanitario", ha premesso il cancelliere. "Questo costituisce la base per un ulteriore passo avanti - ha aggiunto - Pertanto, speriamo che la pianta che stiamo annaffiando diventi, con l'aiuto di molti, un giardino ben sviluppato che offra la possibilità di uno sviluppo pacifico". "La Russia deve ovviamente contribuire a questo sviluppo pacifico, il che significa porre fine alla guerra e ritirare le truppe", ha detto ancora Scholz. "Questo non è sufficiente di per sé, ma è necessario, e vale anche in prospettiva di ulteriori conflitti", ha continuato. Il cancelliere ha inoltre affermato che per esserci un ingresso nelle trattative di pace il presidente russo Vladimir "Putin dovrebbe essere disposto a ritirare le truppe", ma la conferenza del prossimo fine settimana in Svizzera "potrebbe essere una strada per avviare un processo in cui un giorno entri anche Putin, quando il tempo sarà maturo. E questo lo decide soltanto l'Ucraina".

un mese fa
Bürgenstock
Kiev: "A Mosca regna l'isteria sul vertice per la pace"
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Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba, secondo cui il summit permetterà di compiere un passo importante "verso il ripristino di una giusta pace nel nostro Paese".

L'isteria regna a Mosca riguardo al summit per la pace in Ucraina che si terrà il 15 e il 16 giugno in Svizzera, perché è in gioco il mito russo di dividere il mondo in Europa, America e resto del pianeta: lo ha detto il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba in un'intervista a Ukrinform. "Siamo soddisfatti dell'atmosfera isterica che prevale a Mosca a causa del vertice di pace. Lo vediamo nelle loro azioni e nei tentativi di impedire lo svolgimento del vertice - ha affermato Kuleba -. Capiscono che la posta in gioco è il mito russo di dividere il mondo tra Europa e America, che sostengono l'Ucraina, e il resto del mondo, che sostiene la Russia".

"Si compirà un passo importante verso la pace"

Il ministro è convinto che l'Ucraina, insieme ai suoi alleati, sconfiggerà la Russia e che la maggior parte del mondo sostiene la Carta delle Nazioni Unite e il diritto internazionale. "Nessuno vuole vivere in un mondo in cui agli aggressori è permesso attaccare i propri vicini, commettere atrocità e impossessarsi di pezzi di territorio altrui. Il vertice per la pace registrerà chiaramente questo fatto, rafforzando così la posizione dell'Ucraina e compiendo un passo importante verso il ripristino di una giusta pace per il nostro Paese", ha aggiunto.

un mese fa
Russia
"Non abbiamo bisogno delle armi nucleari per vincere la guerra in Ucraina"
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Il presidente russo Vladimir Putin, nel suo intervento al Forum economico internazionale di San Pietroburgo, ha spiegato come "le armi nucleari faciliterebbero la vittoria, ma è importante anche la salute dei soldati russi".

La Russia vincerà in Ucraina e lo farà senza aver bisogno di usare le armi nucleari. Ha pochi dubbi Vladimir Putin: il suo piano strategico è chiaro e lui lo snocciola senza problemi davanti alla platea plaudente dello Spief, il Forum economico internazionale di San Pietroburgo, sua città natale. Un intervento di un'ora per delineare il nuovo modello economico russo fatto di nuove alleanze e nuovi progetti mentre, dice lo zar, al mondo occidentale "sta ormai sfuggendo il suo ruolo egemone". Poi domande e risposte con il moderatore Sergey Karaganov, non propriamente una colomba, che sollecita ripetutamente Putin sul possibile uso dell'arma nucleare. Dopo i discorsi sull'economia si torna insomma inevitabilmente sull'Ucraina, nel giorno in cui risalgono le tensioni tra Parigi e Mosca, con la Russia che accusa la Francia di essere pronta ad entrare in guerra.

"È importante anche la salute dei soldati"

"Non abbiamo bisogno delle armi nucleari per raggiungere la vittoria finale in Ucraina", dice Putin che ammette che un eventuale uso dell'atomica faciliterebbe la vittoria. "La velocità è importante ma è importante anche la salute dei nostri soldati". Sull'esito finale del conflitto lo zar non ha alcun dubbio. Ricorda il detto che tutti i conflitti finiscono con un accordo, che può essere una vittoria militare o una sconfitta. "Noi vogliamo raggiungere la vittoria e la raggiungeremo, è chiaro", dice con una pausa teatrale che raccoglie facilmente l'applauso della sala. Sulla sfida dei missili con l'Occidente, Putin rivela che la fornitura di queste armi agli avversari dei Paesi occidentali da parte della Russia non è imminente. È questo è un dettaglio nuovo e importante. "Non sarà domani", dice riservando tuttavia a Mosca il diritto di farlo come risposta ai bombardamenti di Kiev contro il territorio russo con armi fornite dall'Occidente. Per il resto ribadisce posizioni già note.

"Il mondo non arriverà mai a questo punto"

Su negoziati che, francamente, appaiono non praticabili in questo momento, lo zar si rifà ancora una volta ai vecchi dialoghi di Minsk e Istanbul. Non sembra proprio che ci sia il clima adatto e, comunque, quei negoziati non sono mai andati molto avanti. Ricorda la dottrina nucleare russa dicendo che l'uso di tali armi è possibile solo in casi eccezionali, che non si sono ancora verificati. Stiamo parlando della violazione della sovranità e dell'integrità territoriale russa. "Io parto dal presupposto che il mondo non arriverà mai a questo punto", dice rilanciando un monito alla Nato: "Ammettere l'Ucraina nell'Alleanza atlantica in questo momento non sarebbe saggio, comporterebbe l'applicazione dell'articolo sulla difesa collettiva". Come a dire: attenzione a quello che fate, riflettete sulle conseguenze.

Le sfide economiche di Mosca

Lo zar cerca anche di rassicurare la sua opinione pubblica spiegando che in Russia non c'è bisogno di una nuova mobilitazione militare. E qualcosa di simile ad un'altra rassicurazione Putin la vuole mandare spiegando la nuova strada dell'economia russa. Di fatto Mosca sta cercando di costruire un nuovo modello che assicuri la sua sostenibilità dopo le sanzioni occidentali. Racconta che l'economia cinese rappresenta il modello migliore di riferimento e ribadisce la sua idea sugli errori compiuti invece dagli occidentali. Nel dettaglio, con i suoi partner stranieri la Russia aumenterà l'utilizzo di monete nazionali per gli scambi commerciali, aggiungendo che i Paesi Brics stanno lavorando alla creazione di un sistema di pagamenti indipendente che non sia sottoposto a pressioni politiche e sanzioni esterne. La quota delle esportazioni di prodotti russi diversi dagli idrocarburi aumenterà di due terzi entro il 2030. E a partire dal 2021 l'utilizzo del rublo nelle transazioni internazionali della Russia è fortemente aumentato, arrivando a quasi il 40%, mentre l'uso di valute "tossiche" dei "Paesi ostili" si è dimezzato. Questa è la Russia del futuro secondo Putin. Una Russia sempre più lontana dall'Occidente.

un mese fa
Estero
Macron a Zelensky: "Entro la fine del mese inizieremo i negoziati di adesione di Kiev nell'Ue"
È quanto promesso oggi dal presidente francese a Zelensky.

Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha promesso oggi all'omologo ucraino, Volodymyr Zelensky, che la Francia "sosterrà l'Ucraina in tutti gli ambiti, sia a livello europeo, sia alla Nato", ed ha precisato di voler lanciare negoziati di adesioni dell'Ucraina all'Unione europea "entro la fine del mese". "L'Ucraina può contare sull'aiuto della Francia per tutto il tempo che sarà necessario", ha inoltre dichiarato Macron nel quadro di una conferenza stampa all'Eliseo con il leader di Kiev.

"La Francia non è in guerra contro la Russia"

Macron ha detto anche che la Francia "non è in guerra con la Russia" ed è in grado "di mantenere il controllo dell'escalation". "Formare dei militari ucraini sul loro territorio, è un'escalation? No. Significa riconoscere la sovranità dell'Ucraina. La Francia formerà, addestrerà ed equipaggerà un'intera brigata dell'esercito ucraino", ha annunciato in tal proposito l'inquilino dell'Eliseo, specificando che "la formazione dei piloti ucraini comincerà da subito. Noi - ha proseguito Macron - vogliamo fare tutto il possibile per aiutare l'Ucraina". L'invio di istruttori "risponde a una domanda legittima dell'Ucraina e questo rientra nella nostra linea: non siamo in guerra contro la Russia ma sosteniamo pienamente l'Ucraina". Il presidente ha poi fatto appello a Mosca per "una liberazione nei tempi più rapidi" del cittadino francese, che lavorava per una ong di Ginevra, fermato ieri in Russia.

La conferenza di pace "è un primo passo verso la fine della guerra"

Dal canto suo, Zelensky è tornato sulla conferenza di pace in programma il prossimo week-end sul Bürgenstock (NW), esortando i leader del mondo a partecipare all'evento svizzero. "È un primo passo, ma sicuramente un passo verso la fine della guerra", ha commentato.

un mese fa
Bürgenstock
La Confederazione contribuirà ai costi di sicurezza del vertice di pace
© burgenstockresort.com
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Sosterrà nella misura dell’80% le spese a carico del Cantone ospitante, ovvero Nidvaldo.

Per garantire la sicurezza alla conferenza sulla pace in Ucraina, in programma dal 15 al 16 giugno sul Bürgenstock nel Canton Nidvaldo, è prevista l’attuazione di un imponente dispositivo di sicurezza. Nella sua seduta di oggi il Consiglio federale ha deciso di classificare la conferenza come evento straordinario, prevedendo quindi che la Confederazione contribuirà all’80% dei costi di sicurezza sostenuti dal Cantone ospitante.

Presenti oltre 80 rappresentanti di Stato

Al momento, lo ricordiamo, oltre 80 Paesi hanno confermato la loro partecipazione: la maggior parte prevede di inviare rappresentanti a livello di capi di Stato o di Governo. Dal momento che la conferenza si iscrive in un contesto di forti tensioni internazionali, è previsto un imponente dispositivo di sicurezza, che coinvolge le forze di polizia cantonali e federali, nonché l’esercito.

 

un mese fa
Bürgenstock
"La Svizzera non ha escluso la Russia dalla conferenza sull'Ucraina"
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"Il Paese di Vladimir Putin non è stato invitato perché aveva già detto di non voler partecipare": è l'argomentazione avanzata dalla presidente della Confederazione Viola Amherd, interrogata oggi sul tema allo Swiss Economic Forum" (SEF).

La Svizzera non ha escluso la Russia dalla pianificazione della conferenza di pace sull'Ucraina, il paese di Vladimir Putin non è stato invitato perché aveva già detto di non voler partecipare: è l'argomentazione avanzata dalla presidente della Confederazione Viola Amherd, interrogata oggi sul tema allo Swiss Economic Forum" (SEF). "Abbiamo lasciato aperta l'opzione della partecipazione della Russia fin dall'inizio", ha sostenuto la 61enne nel corso dell'evento politico-economico che si sta svolgendo a Interlaken (BE) e che è giunto alle 25esima edizione. Ma Mosca ha chiarito pubblicamente in diverse occasioni di non voler prendere parte alla conferenza. "Quindi non c'era bisogno di un invito", ha chiosato la responsabile del Dipartimento federale della difesa.

L'obiettivo non è un accordo di pace immediato

L'incontro, inoltre, non ha come l'obiettivo di mettere immediatamente sul tavolo un accordo di pace. "Dovrebbe essere un primo passo in un possibile processo", ha proseguito la giurista con laurea a Friburgo. L'ex avvocata ha lasciato aperta la questione della presenza della Russia a una seconda conferenza. "Questa possibilità esiste, ma c'è ancora molto lavoro da fare", ha detto. A chi le ha chiesto se sia delusa dal fatto che il presidente americano Joe Biden non parteciperà alla conferenza Amherd ha risposto non sbottonandosi. "Sono molto contenta di incontrare finalmente la vicepresidente degli Stati Uniti Kamala Harris", ha affermato. La presidente del Consiglio federale ha anche approfittato del forum di Interlaken per chiedere agli imprenditori di aiutare la Svizzera nei suoi rapporti con l'Unione europea. "Abbiamo bisogno del sostegno dell'economia, la politica da sola non basta". Amherd ha dichiarato che i negoziati con l'Ue sono una priorità del suo anno di presidenza e ritiene che sia possibile concludere le trattative con Bruxelles entro la fine del 2024. "Dobbiamo fare tutto il possibile per avanzare rapidamente", ha sottolineato. Dopo tutto, le relazioni con l'Ue "non sono negative", ha detto. "Hanno solo bisogno di essere inserite in un quadro", ha concluso, facendo così proprio l'auspicio espresso ormai da anni dalla controparte.

un mese fa
Russia
Putin: "Potremmo fornire missili che centrino i Paesi membri della Nato"
Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin rispondendo a una domanda dell'ANSA durante un'intervista ad alcune delle principali agenzie internazionali.

Mosca potrebbe reagire all'uso da parte di Kiev di missili occidentali contro il suo territorio fornendo a sua volta le stesse armi "nelle regioni del mondo da dove verranno sferrati attacchi sensibili a siti di quei Paesi che forniscono armi all'Ucraina", vale a dire della Nato. Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin rispondendo a una domanda dell'ANSA durante un'intervista ad alcune delle principali agenzie internazionali. Questo, ha aggiunto, potrebbe portare a "problemi molto seri". Il presidente russo ha inoltre affermato che istruttori militari occidentali sono già "presenti sul territorio dell'Ucraina e sfortunatamente per loro subiscono perdite". Ma "gli Stati Uniti e gli Stati europei preferiscono rimanere in silenzio".

un mese fa
Bürgenstock
Emmanuel Macron sarà alla conferenza di pace
Lo ha annunciato oggi l'Eliseo.

Il presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron parteciperà alla conferenza di pace sull'Ucraina che si terrà il 15 e 16 giugno sul Bürgenstock (NW). Lo ha annunciato oggi l'Eliseo. Anche Kamala Harris, la vicepresidente degli Stati Uniti, lunedì aveva annunciato la sua partecipazione al vertice di pace in Svizzera, notizia che ha deluso le speranze del presidente ucraino Volodymyr Zelensky che contava sulla presenza del presidente statunitense Joe Biden.

Chi ci sarà

Secondo le ultime informazioni del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), più di 80 delegazioni da tutto il mondo hanno confermato la loro partecipazione alla conferenza sul Bürgenstock. Tra queste figurano l'Unione europea, il Consiglio d'Europa, l'India, la Germania, l'Italia, il Canada, la Spagna, la Polonia, la Moldavia, l'Irlanda, l'Islanda, l'Austria, la Repubblica Ceca, la Finlandia, la Lettonia, la Svezia, il Lussemburgo e Capo Verde. La Cina, importante partner della Russia, non ha accolto l'invito, ritenendo difficile la conferenza senza la partecipazione della Russia. Il DFAE pubblicherà l'elenco definitivo degli Stati partecipanti poco prima dell'inizio della conferenza.

un mese fa
Guerra in Ucraina
"La Svizzera si sta allontanandosi dal suo status di neutralità"
Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato dalla Tass.

Con la decisione di non invitare la Russia alla conferenza in programma a metà giugno al Bürgenstock, la Svizzera si sta allontanando dal suo status di paese neutrale per avvicinarsi al campo occidentale. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato dalla Tass.

un mese fa
Bürgenstock
L'ecuadoriano Noboa parteciperà al vertice di pace in Svizzera
DFAE
DFAE
Il capo dello Stato sarà accompagnato nel suo nuovo viaggio in Europa dalla ministra degli esteri Gabriela Sommerfeld.

Il presidente dell'Ecuador, Daniel Noboa, sarà presente il 15 giugno alla conferenza internazionale sull'Ucraina che si svolgerà sul Bürgenstock, in Svizzera, nell'ambito di un viaggio in Europa che prevede anche una precedente tappa a Madrid. Il capo dello Stato, riferisce un comunicato ufficiale, sarà accompagnato nel suo nuovo viaggio in Europa dalla ministra degli esteri Gabriela Sommerfeld.

Da parte sua, il segretariato generale della presidenza ha indicato che la partecipazione dell'Ecuador, nella sua attuale funzione di membro non permanente del Consiglio di sicurezza dell'Onu, a questo scenario di alto livello "sottolinea l'impegno del paese per la pace e la sicurezza internazionale e contribuirà a rafforzare gli sforzi diplomatici per risolvere il conflitto".

2 mesi fa
Bürgenstock
Conferenza di pace, il gruppo UDC chiede a Berna di invitare ufficialmente la Russia
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Per il gruppo democentrista alle Camere federali "il Consiglio federale deve fare tutto il possibile per garantire che anche la parte russa partecipi alla Conferenza del Bürgenstock".

Il gruppo parlamentare UDC si preoccupa per l'organizzazione della conferenza di pace sull'Ucraina che si terrà al termine della prossima settimana sul Bürgenstock. E in una dichiarazione chiede che la Russia riceva un invito ufficiale dalla Svizzera. La conferenza sul Bürgenstock del 15 e 16 giugno non deve degenerare in una "conferenza unilaterale di propaganda e armamenti", scrive il gruppo UDC alle Camere federali nella dichiarazione diffusa oggi. Il Consiglio federale ha la responsabilità di garantire che la conferenza non porti a un'ulteriore escalation. In considerazione di quella che l'UDC considera "la neutralità perpetua, armata e completa" della Svizzera, il governo federale deve garantire la partecipazione di tutte le parti in conflitto. "Di conseguenza, il Consiglio federale deve fare tutto il possibile per garantire che anche la parte russa partecipi alla Conferenza del Bürgenstock". Ciò include in particolare un invito ufficiale trasmesso alla Russia dalla Confederazione.

La Russia e la conferenza di pace

Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) scrive da parte sua sul sito web della Conferenza di pace che la Russia non è stata "al momento" invitata. La Svizzera si è sempre dimostrata disponibile a estendere un invito alla Russia per questa conferenza. Il DFAE ricorda però anche che la Russia ha dichiarato più volte - anche pubblicamente - di non essere interessata a partecipare a questa prima conferenza. L'UDC interpreta questo fatto come un segno "che la neutralità svizzera non è più riconosciuta da tutte le parti in conflitto". Per i "democentristi" il rifiuto russo è inoltre una conseguenza della frettolosa partigianeria adottata dal Consiglio federale dopo lo scoppio della guerra in Ucraina e dell'accettazione senza riserve delle sanzioni dell'UE da parte della Svizzera. Secondo il DFAE, la conferenza ad alto livello ha lo scopo di avviare un processo di pace. La Svizzera è convinta che la Russia debba essere coinvolta in questo processo. Un processo di pace senza la Russia è impensabile. Anche il gruppo parlamentare UDC dice di accogliere in linea di principio con favore gli sforzi di pace.

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
"Kiev attacca la Russia con i missili forniti dagli Stati Uniti"
Lo riferisce il canale Telegram russo di esperti militari Dva Majora.

Le forze ucraine avrebbero utilizzato lanciatori americani Himars per colpire un sistema di difesa aerea con missili S-300 e S-400 nella regione russa di Belgorod. Lo riferisce il canale Telegram russo di esperti militari Dva Majora. Aggiungendo che non si registrano vittime tra i soldati di Mosca, il canale posta anche alcune fotografie in cui si vedono dei mezzi militari in fiamme e una colonna di fumo alzarsi nel cielo. Se confermato, si tratterebbe del primo attacco del genere dopo l'autorizzazione di Washington a Kiev di usare armi fornite dagli Usa per attaccare il territorio russo.

Gli attacchi ucraini

L'agenzia di stampa indipendente russa Astra ha riferito che almeno uno degli attacchi ucraini ha danneggiato gravemente una base per le truppe e un'area di stoccaggio di armi pesanti nel distretto di Korochanskiy, a Belgorod, distruggendo "diversi pezzi di equipaggiamento militare": un sistema di superficie Iskander-2 sarebbe tra le principali armi russe distrutte nell'attacco ucraino. Oggi l'esercito ucraino ha confermato che sono stati effettuati attacchi transfrontalieri e che sono stati colpiti obiettivi militari in Russia ma senza fornire dettagli. Il corrispondente di guerra russo di Vesti, Evgeniy Poddubniy, ha dichiarato in un servizio trasmesso in tv che i pianificatori dell'attacco ucraino hanno anche sparato diversi missili contro un centro commerciale in un attacco intenzionale contro obiettivi non militari e, sebbene le difese aeree russe avessero intercettato tutte le armi in arrivo, i detriti caduti hanno ferito i civili e causato moderati danni materiali.

2 mesi fa
Svizzera
Bürgenstock, una conferenza di pace che costerà fino a 15 milioni di franchi
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Lo hanno precisato oggi per iscritto i servizi di Ignazio Cassis in risposta a diverse quesiti di parlamentari UDC all'Ora delle domande al Nazionale.

I costi della Conferenza di pace sull'Ucraina, che si terrà il 15 e 16 giugno al Bürgenstock (NW), dovrebbero aggirarsi tra i 10 e i 15 milioni di franchi. Lo hanno precisato oggi per iscritto i servizi di Ignazio Cassis in risposta a diverse quesiti di parlamentari UDC all'Ora delle domande al Nazionale.

I chiarimenti richiesti

I democentristi - tra cui il consigliere nazionale ticinese Piero Marchesi - chiedevano dettagli sui costi totali e su eventuali contributi dei Cantoni o dei partecipanti. Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha stimato in 10 milioni le spese imputabili alla sicurezza interna. Ha inoltre precisato che i costi organizzativi della conferenza dipenderanno dal numero di delegazioni e dal loro livello. Questi parametri non sono ancora noti in modo definitivo, per cui non è ancora possibile stabilire con esattezza le spese totali.

I costi della conferenza di pace

I costi per la sicurezza, in particolare per l'impiego della polizia, saranno ripartiti tra il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) e i Cantoni interessati. Le spese per l'Esercito saranno coperti dal budget ordinario del Dipartimento federale della difesa (DDPS). I costi organizzativi effettivi saranno coperti dal DFAE nell'ambito del suo budget. Le spese di viaggio verso la Svizzera e di alloggio delle delegazioni partecipanti sono invece a carico dei rispettivi Paesi.

Chi parteciperà

Degli 80 Stati o istituzioni che hanno finora confermato la loro presenza, metà provengono dall'Europa e metà dal resto del mondo (tra cui la vicepresidente americana Kamala Harris). L'elenco definitivo dei partecipanti sarà pubblicato poco prima dell'inizio della conferenza.

2 mesi fa
Bürgenstock
Sarà Kamala Harris a rappresentare gli Usa alla conferenza di pace sull'Ucraina
Assieme alla vicepresidente statunitense ci sarà il consigliere alla sicurezza nazionale Jake Sullivan.

La vicepresidente Kamala Harris parteciperà il 15 giugno al vertice per la pace in Ucraina che si terrà in Svizzera. Insieme a lei ci sarà il consigliere alla sicurezza nazionale Jake Sullivan. I due si recheranno alla conferenza per la pace sul Bürgenstock per ribadire "il sostegno all'Ucraina e chiedere a tutti i paesi partner di impegnarsi", ha detto il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale John Kirby in un briefing con un ristretto gruppo di giornalisti. "La guerra potrebbe finire domani se Vladimir Putin lo volesse", ha sottolineato il funzionario.

2 mesi fa
Bürgenstock
L'esercito schiera 4'000 soldati per il vertice sull'Ucraina
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
I militari collaboreranno con la Polizia cantonale di Nidvaldo in compiti di sicurezza.

L'Esercito svizzero si prepara all'imminente Conferenza sulla pace in Ucraina in programma tra due settimane al Bürgenstock (NW). Per garantire la sicurezza della manifestazione, a partire da mercoledì e fino al 19 giungo saranno impiegati 4'000 militari. Stando ad Aggruppamento Difesa, in questi giorni i soldati stanno entrando in servizio per sostenere le misure di sicurezza del vertice internazionale. Su richiesta del canton Nidvaldo, il 22 maggio il Consiglio federale ha autorizzato la restrizione dello spazio aereo e lo svolgimento di un impiego sussidiario in servizio d'appoggio garantito dalle forze armate elvetiche.

Supporto alla Polizia

L'Esercito, fa sapere oggi il Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS), sosterrà la polizia cantonale in particolare nei seguenti settori: protezione di infrastrutture importanti e critiche, trasporti aerei, ricognizione e interventi in volo, sorveglianza e interventi sulle acque dei laghi, logistica e aiuto alla condotta. L'impiego delle truppe avrà luogo secondo il principio della sussidiarietà nell'ambito del servizio d'appoggio, precisa Aggruppamento Difesa.

Restrizioni di volo

La restrizione dello spazio aereo, decisa dall'Esecutivo, sarà effettiva dal 13 giugno dalle 8:00 fino al 17 giugno (20:00) e si limiterà a una zona incentrata sul Bürgenstock. La sicurezza in volo sarà garantita con dei caccia F/A-18 in servizio di pattugliamento permanente mediante mezzi di difesa terra-aria e radar supplementari nonché con il rafforzamento della sorveglianza dello spazio aereo e con un servizio di polizia aerea operativo 24 ore su 24 in tutta la Svizzera.

2 mesi fa
Bürgenstock
La Cina smentisce Zelensky: "Nessuna pressione su Paesi contro conferenza"
Lo ha affermato la portavoce del Ministero degli esteri di Pechino

La Cina ha respinto le accuse del presidente Volodymyr Zelensky "sulle pressioni" esercitate su altri Paesi per disertare la conferenza di pace svizzera sull'Ucraina prevista questo mese. È quanto ha detto la portavoce del ministero degli Esteri, Mao Ning.

"L'uso della forza politica non è nello stile della diplomazia cinese e la posizione della Cina è aperta e trasparente: in nessun caso facciamo pressioni su altri Paesi", ha replicato la portavoce, secondo cui Pechino "spera sinceramente che questa conferenza di pace non diventi una piattaforma per creare uno scontro tra i campi. Non parteciparvi non significa che non sosteniamo la pace".

E anche se alcuni Paesi "decidono di partecipare, non necessariamente significa che sperano in un cessate il fuoco e nella fine dei combattimenti. La cosa più importante è un'azione concreta", ha notato Mao, ricordando che "la Cina ha più volte sottolineato che la conferenza di pace deve essere riconosciuta sia dalla Russia sia dall'Ucraina, che tutte le parti devono parteciparvi su un piano di parità e che tutti i piani di pace devono essere oggetto di una discussione equa". Per questo, "è difficile per la Cina partecipare in Svizzera proprio perché crediamo che questi tre punti potrebbero non essere raggiunti in questo incontro".

Zelensky, durante la sua presenza a sorpresa ai lavori dello Shangri-La Dialogue di Singapore, ha pesantemente accusato ieri Pechino di collaborare con Mosca per indebolire il vertice svizzero promosso per discutere il progetto di pace del suo Paese, nel mezzo della crescente frustrazione per i legami sempre più consolidati della della Cina con la Russia. Pechino, in altri termini, è al lavoro per "impedire" ai Paesi di partecipare al vertice di pace in Svizzera.

Il presidente ucraino ha detto che più di un centinaio di Paesi e organizzazioni si erano impegnati a partecipare, esortando le nazioni dell'Asia-Pacifico ad aderirvi.

2 mesi fa
Bürgenstock
Zelensky a Manila per invitare Marcos al vertice in Svizzera
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Il presidente ucraino è arrivato ieri sera senza preavviso e sotto stretta sorveglianza da Singapore.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si è recato a sorpresa nelle Filippine, nell'ambito degli sforzi tra i leader asiatici per sollecitare la partecipazione alla conferenza di pace del 15-16 giugno prossimi in Svizzera sulla guerra in Ucraina, dopo aver esplicitamente accusato la Russia, con l'aiuto della Cina, di lavorare al boicottaggio dell'iniziativa.

L'evento Shangri-La Dialogue

Zelensky, hanno riferito i media locali, è arrivato ieri sera senza preavviso e sotto stretta sorveglianza a Manila da Singapore, dove ha parlato nel fine settimana - con una presenza a sorpresa - allo Shangri-La Dialogue, il più grande evento asiatico dedicato alla sicurezza e alla difesa. Il presidente ucraino aveva programmato - però non riuscendovi - di incontrare il presidente Ferdinand Marcos Jr. a margine del forum e ha deciso di volare nelle Filippine per invitarlo di persona all'evento che si terrà sul Bürgenstock (NW).

Le accuse di Zelensky

Entrambi i leader hanno parlato in modo molto critico della Cina alla conferenza di Singapore, al quale hanno partecipato i massimi funzionari della difesa su scala globale, inclusi quelli di Washington e Pechino. Tra l'altro, nella conferenza stampa tenuta ieri, Zelensky ha accusato la Cina - che non sarà in Svizzera - di aiutare la Russia a boicottare il vertice di pace, facendo pressioni su altri Paesi e sui loro leader affinché non partecipassero.

2 mesi fa
Bürgenstock
Il Dfae: "Con la conferenza di pace la Svizzera si assume dei rischi, ma va fatto"
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Il capo della comunicato del Dipartimento federale degli affari esteri ha spiegato come "la Svizzera può e deve lanciare un processo di pace". Sulla presenza della Russia: "Fino all'ultimo faremo di tutto per coinvolgerla".

Organizzando la conferenza di pace sull'Ucraina la Svizzera si assume dei rischi, ma Berna ha il dovere di premere per la pace: lo sostiene Nicolas Bideau, capo della comunicazione del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) guidato da Ignazio Cassis. "La Svizzera può e deve lanciare un processo di pace", ha sostenuto l'alto funzionario ai microfoni della RTS. Interrogato sulle critiche mosse dalla Cina, Bideau ha affermato che tutti vogliono la stessa cosa: "smettere di parlare di guerra e discutere di pace". Da quando dalla città federale sono partiti gli inviti a più di 160 paesi, "parliamo di pace, parliamo sempre anche di guerra, ma abbiamo messo la pace nell'agenda della comunità internazionale".

"Bisogna trovare una formula comune"

Per il 54enne non si può aspettare che taccia il cannone. "È ora di trovare una formula comune per lanciare l'intera comunità internazionale sulla pace, ed è quello che cercheremo di fare". Le discussioni al Bürgenstock si concentreranno su questioni "essenziali" come la sicurezza alimentare, la salvaguardia nucleare e lo scambio di prigionieri. Su questi temi "dobbiamo discutere ora, non quando le armi potranno tacere", ha aggiunto Bideau. L'ex responsabile della sezione cinema presso l'Ufficio federale della cultura respinge l'accusa di chi considera troppo occidentale il vertice. Circa 80 stati hanno annunciato la loro partecipazione, la metà dei quali in Europa. "Non è male", ha sostenuto, sottolineando che il sud globale è rappresentato, malgrado le critiche della Cina.

"Facciamo quello che pensiamo sia giusto"

La Svizzera segue i dettami dell'Ucraina? "Non facciamo quello che ci dice Kiev, ma quello che pensiamo sia giusto e imparziale per la pace", ha argomentato Bideau. A suo avviso i risultati dell'evento si misureranno sulla base della rappresentatività degli stati presenti e della qualità delle dichiarazioni adottate. La diplomazia dei buoni uffici significa correre dei rischi, ha aggiunto.

"Stiamo facendo il possibile affinché ci sia anche la Russia"

Il funzionario del DFAE sottolinea che la Svizzera ha parlato con Pechino da febbraio e che la Cina ha inizialmente accolto con favore l'iniziativa elvetica. Aveva posto tre condizioni per la presenza al Bürgenstock, tra cui la partecipazione di Mosca. "Avere la Russia al tavolo è importante per la Cina come per noi: stiamo facendo tutto il possibile affinché ciò avvenga", ha insistito Bideau. La Confederazione rimane in contatto con il paese di Vladimir Putin: "fino all'ultimo momento, faremo del nostro meglio per coinvolgere la Russia in un modo o nell'altro", ha assicurato.

2 mesi fa
Bürgenstock
Borrell: "È cruciale partecipare al summit di pace in Svizzera"
Lo scrive su X l'Alto rappresentante dell'Ue, Josep Borrell.

"Un'ampia partecipazione della comunità internazionale al vertice" di pace in Svizzera il 15 e 16 giugno "sarà un passo cruciale verso una pace giusta in Ucraina". Lo scrive su X l'Alto rappresentante dell'Ue, Josep Borrell, appoggiando l'appello del presidente ucraino Volodymyr Zelensky alle nazioni asiatiche - lanciato dal palco dello Shangri-La Dialogue di Singapore - affinché si uniscano al summit.

L'intervento di Zelensky alla conferenza sulla sicurezza più importante dell'Indo-Pacifico è stato "importante in vista del summit globale per la pace in Svizzera", sottolinea Borrell. "Il momento di agire è adesso. Dobbiamo fare tutti di più e in fretta", aggiunge.

2 mesi fa
Bürgenstock
L'Arabia Saudita non parteciperà alla conferenza di pace sull'Ucraina
Il regno saudita giustificherebbe la sua decisione con l'assenza della Russia.

L'Arabia Saudita non parteciperà alla conferenza sulla pace in Ucraina prevista sul Bürgenstock, nel canton Nidvaldo, il 15 e il 16 giugno: lo ha appreso oggi l'agenzia di stampa tedesca Dpa da fonti diplomatiche di Riad. Il regno saudita giustificherebbe la sua decisione con l'assenza della Russia. Non è al momento disponibile alcuna conferma ufficiale. Stando alle fonti il presidente ucraino Volodymyr Zelensky era atteso ieri a Gedda, sul Mar Rosso, per incontrare il principe ereditario Mohammed bin Salman. Ma la sua visita è stata rinviata. Riad sta cercando di mantenere una posizione di neutralità nel conflitto tra Russia e Ucraina e in diverse occasioni il paese si è offerto di operare come mediatore.

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
20mila i bimbi ucraini rapiti e portati in Russia
Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky allo Shangri-La Dialogue di Singapore.

Circa 20'000 bambini ucraini sono stati rapiti dai territori occupati del Paese e portati in Russia: lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky allo Shangri-La Dialogue di Singapore. "Insieme riportiamo indietro anche i bambini ucraini deportati in Russia dai territori occupati del nostro Paese", ha affermato Zelensky, secondo un video del suo intervento pubblicato sul suo account X. "Sappiamo con certezza che circa 20'000 bambini ucraini sono stati rapiti da Putin. Rapiti e portati in Russia. Conosciamo i loro nomi". "La stessa Russia ha dichiarato di aver preso diverse centinaia di migliaia di nostri figli dai territori occupati dell'Ucraina. Solo i peggiori criminali fanno queste cose", ha aggiunto. "Dobbiamo riportare indietro tutti i nostri figli. Ringrazio il Qatar e gli altri partner per averci aiutato in questo sforzo. Insieme ai partner, stiamo anche riportando indietro i nostri soldati catturati".

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
Zelensky esorta le nazioni asiatiche a unirsi al vertice di pace
Zelensky ha ricordato che "il tempo stringe".

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha esortato le nazioni asiatiche a unirsi al vertice di pace promosso dalla Svizzera del 15-16 giugno prossimi: parlando allo Shangri-La Dialogue di Singapore, l'evento più importante dell'Indo-Pacifico dedicato alla sicurezza, Zelensky ha ricordato che "il tempo stringe". "Invito la vostra regione, i vostri leader e i vostri Paesi ad aderire affinché siate coinvolti in questi affari globali contro una guerra", ha detto Zelensky in un appassionato appello ai delegati, durante il suo discorso di circa 15 minuti trasmesso in streaming. "Il tempo stringe e i bambini crescono nella terra di Putin dove viene loro insegnato a odiare la loro patria", ha aggiunto.

Zelensky a Singapore, secondo viaggio in Asia da inizio guerra

Quello di Zelensky a Singapore è il suo secondo viaggio in Asia da quando la Russia ha invaso l'Ucraina a febbraio 2022. "Più di 100 Paesi e organizzazioni internazionali hanno confermato la loro partecipazione al vertice", ha proseguito, rilevando che tra i temi da discutere figurano la sicurezza nucleare, la sicurezza alimentare e il rilascio dei prigionieri di guerra. La conferenza sul Bürgenstock (NW) mira a basarsi sui 10 punti del piano di pace di Zelensky che, tra le altre cose, il ripristino dell'integrità territoriale dell'Ucraina e il ritiro delle truppe russe.

2 mesi fa
LIVE GUERRA IN UCRAINA
Le mogli dei soldati russi nella lista nera di Putin
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Nuova misura repressiva del presidente russo, che inserisce le donne che chiedono il rientro dei militari attualmente alle armi tra le persone scomode per il potere

Nella Russia di Vladimir Putin non c'è spazio per il dissenso. La repressione politica va avanti senza tregua, e l'invasione dell'Ucraina ha solo peggiorato le cose. Il Cremlino ha annunciato un ennesimo giro di vite per prendere di mira organizzazioni e persone scomode per il potere.

Madri e mogli dei soldati russi accusate di aver criticato l'invasione dell'Ucraina

E stavolta si è scagliato persino contro l'associazione delle mogli e delle madri dei soldati russi che chiedono il ritorno dal fronte dei loro familiari richiamati alle armi e spediti in trincea. Il gruppo "La Strada verso casa" è stato infatti inserito da Mosca nel suo famigerato elenco degli "agenti stranieri". E nella lista nera di Putin sono finiti pure i giornali online Republic e Sota, l'attivista per i diritti umani Marina Litvinovich e l'ex giornalista Yekaterina Duntsova: l'oppositrice contraria alla guerra che voleva sfidare il presidente alle urne ma a cui le autorità russe impedirono con un pretesto di candidarsi alle elezioni di marzo. L'accusa è più o meno la stessa per tutti: quella di aver direttamente o indirettamente criticato l'invasione dell'Ucraina. Il ministero della Giustizia russo ha accusato l'associazione delle mogli e delle madri dei soldati di aver cercato di creare "un'immagine negativa" della Russia e dell'esercito russo e di aver ispirato proteste "illegali".

Anche una delle leader del gruppo nella lista

Nella famigerata lista Mosca ha inserito pure una delle leader del gruppo, Maria Andreyeva, che ha subito fatto sapere all'Afp di ritenere ingiusto il provvedimento e di volerlo contestare. Il futuro dell'associazione ora appare più incerto che mai. Per mesi le attiviste hanno manifestato ogni sabato davanti alla Tomba del milite ignoto, proprio sotto le mura del Cremlino. Ora però le cose potrebbero diventare molto più complicate.

Una misura repressiva condannato dalla Corte Europea per i diritti umani

Il registro degli "agenti stranieri" è uno strumento del Cremlino per colpire oppositori, giornalisti e gruppi che contestano il regime. E per questo è stato duramente condannato dalla Corte Europea per i diritti umani, che ha sottolineato come sia una violazione del diritto alla libertà d'espressione e alla libertà d'associazione. Chi viene bollato come "agente straniero" non solo è sottoposto a rigidi controlli, ma deve presentarsi in pubblico con questo marchio infamante, che tanto ricorda quello di "spia", cosa che rende a volte impossibile qualunque attività. Alcuni analisti pensavano che Putin volesse evitare di colpire l'associazione delle mogli dei soldati per evitare tensioni sociali. L'ultima mossa del Cremlino pare però smentire questa ipotesi. E non è da escludere che il presidente inasprisca ancora di più la repressione.

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
Colpito l'aeroporto militare ucraino che accoglierà gli F-16
Anche i magazzini sono stati attaccati. Secondo le fonti, nell'aeroporto militare c'è stata un'esplosione molto potente.

Le truppe russe hanno colpito l'aeroporto militare vicino alla città di Stry, nella regione di Leopoli, ha detto a Ria Novosti il coordinatore militare Sergei Lebedev: nella base aerea le forze armate ucraine si stavano preparando a ricevere i caccia F-16 della Nato. Anche i magazzini sono stati attaccati. Secondo le fonti, nell'aeroporto militare c'è stata un'esplosione molto potente. Secondo fonti militari ucraine sei missili da crociera hanno colpito tre infrastrutture critiche nella regione di Leopoli. Il ministro degli interni ucraino ha riferito di quattro feriti.

2 mesi fa
Bürgenstock
Conferenza di pace, la Cina non ci sarà. Il Dfae ne prende atto
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La Cina ha lamentato l'assenza "della partecipazione paritaria di tutte le parti coinvolte e di una discussione equa di tutte le proposte disponibili".

Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha preso atto della dichiarazione rilasciata oggi dal Ministero degli esteri cinese in merito alla Conferenza sulla pace in Ucraina e della decisione di Pechino a rinunciare per ora ad una partecipazione al vertice organizzato dalla Svizzera. La Cina considera "difficile" prendere parte alla Conferenza di pace sull'Ucraina per la mancanza di alcuni requisiti, ha dichiarato oggi il portavoce del Ministero cinese. Per Pechino "l'organizzazione dell'incontro non è ancora all'altezza delle esigenze della Cina e delle aspettative della comunità internazionale". Il Dragone - considerato in Occidente uno stretto alleato di Mosca - ha lamentato l'assenza "della partecipazione paritaria di tutte le parti coinvolte e di una discussione equa di tutte le proposte disponibili".

Le possibili motivazioni

Oggi, in risposta ad una richiesta dell'agenzia di stampa Keystone-ATS, il DFAE ha ribadito che la verosimile assenza della Cina al vertice, che si terrà il 15 e il 16 giugno al Bürgenstock (NW), è da attribuire al momentaneo rifiuto della Russia a prenderne parte. Il coinvolgimento della Russia nel processo di pace è di fondamentale importanza anche per la Svizzera, ma finora Mosca ha escluso la propria partecipazione. Tuttavia, stando al DFAE, la Cina ha dichiarato in un comunicato di attribuire grande importanza all'organizzazione da parte della Confederazione per quella che è la prima conferenza di pace sull'Ucraina. Berna e Pechino condividono inoltre l'idea che sul Bürgenstock deve esserci spazio per "un'equa discussione di tutti i piani di pace".

2 mesi fa
Russia
Il Cremlino: "Le accuse contro Trump sono un complotto politico"
È quanto affermato dal portavoce del Cremlino.

Le accuse contro l'ex presidente Usa Donald Trump sono solo un complotto per eliminare i rivali politici ad ogni costo. Lo ha detto il Cremlino, citato dalla Tass. "È chiaro che i rivali politici là sono rimossi attraverso mezzi legali e illegali", ha detto il portavoce, Dmitry Peskov, rispondendo a una domanda sul verdetto di ieri della Corte di New York che ha giudicato Trump colpevole di 34 capi d'imputazione, fissando la sentenza all'11 luglio.

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
Anche la Germania autorizza Kiev a usare le armi tedesche contro gli attacchi
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Lo dice il portavoce del cancelliere Olaf Scholz, Steffen Hebestreit, in una nota.

La Germania autorizza gli ucraini a difendersi "nel rispetto del diritto internazionale" contro gli attacchi che arrivano da immediatamente oltre confine. E questo "anche con le armi consegnate", anche quelle tedesche. Lo dice il portavoce del cancelliere Olaf Scholz, Steffen Hebestreit, in una nota. "Le ucraine e gli ucraini combattono per il loro Paese e le loro libertà. Molti Paesi del mondo li sostengono in questo, politicamente, economicamente, con aiuti militari e armi. L'obiettivo è liberare il territorio ucraino e abbiamo concordato con l'Ucraina che le armi che forniamo saranno utilizzate in conformità al diritto internazionale", si legge nella nota della cancelleria. "Insieme ai nostri alleati più stretti e in stretto dialogo con il governo ucraino, stiamo adattando continuamente il nostro sostegno allo sviluppo della guerra". "Nelle ultime settimane, la Russia ha preparato, coordinato ed eseguito attacchi da posizioni nell'area di Kharkiv, in particolare dalla regione di frontiera direttamente confinante con la Russia". "Insieme, siamo convinti che l'Ucraina abbia il diritto, secondo il diritto internazionale, di difendersi da questi attacchi. E per questo può anche utilizzare le armi fornite in conformità con i suoi obblighi legali internazionali, comprese quelle fornite da noi", conclude

2 mesi fa
Bürgenstock
La Cina non parteciperà alla conferenza di pace
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La causa è la mancanza delle condizioni primarie, tra cui le contestuali presenza e riconoscimento da parte di Mosca e di Kiev.

La Cina non parteciperà alla conferenza di pace sull'Ucraina in programma il 15 e 16 giugno prossimi in Svizzera a causa della mancanza delle condizioni primarie, tra cui le contestuali presenza e riconoscimento da parte di Mosca e di Kiev. In base a quanto riferito all'agenzia italiana Ansa da più fonti, in settimana Pechino ha comunicato la sua decisione attraverso i canali diplomatici, lamentando tra l'altro l'assenza "della partecipazione paritaria di tutte le parti coinvolte e di una discussione equa di tutte le proposte disponibili", ha riferito una fonte, secondo cui il pressing soprattutto "dei diplomatici europei non è andato a buon fine". "L'organizzazione dell'incontro non è ancora all'altezza delle esigenze della Cina e delle aspettative della comunità internazionale, rendendo difficile la partecipazione della Cina", ha detto la portavoce del ministero degli Esteri Mao Ning.

Alimentata la frustrazione europea

Berna aveva auspicato un'ampia partecipazione da diverse parti del mondo per il vertice del Bürgenstock (NW), ritenuto in grado di aprire la strada al processo di pace in Ucraina malgrado Mosca non sia stata invitata, puntando al maggior numero di presenze dai Paesi del Sud globale, Cina inclusa. L'assenza di Pechino è destinata "ad alimentare ancora di più la frustrazione europea" verso la postura della leadership mandarina, ha aggiunto un'altra fonte.

Rivendicata "una posizione coerente"

Tuttavia, il presidente Xi Jinping ha rivendicato la "posizione coerente" della Cina nella promozione della soluzione politica della questione ucraina, che richiede - a suo dire - l'esame di "sintomi" e "cause profonde", e di una pianificazione "di presente e futuro sul lungo termine". Xi, nell'incontro avuto a metà maggio con l'omologo russo Vladimir Putin alla Zhongnanhai di Pechino, aveva espresso il suo supporto alla "convocazione di una conferenza di pace internazionale riconosciuta da Russia e Ucraina al momento opportuno con pari partecipazione e discussione equa di tutte le opzioni" disponibili, nel resoconto fornito dai media statali. Solo con il coinvolgimento di tutte le parti sarebbe stato possibile "spingere su una rapida soluzione politica della questione ucraina, e la Cina è pronta a continuare a svolgere un ruolo costruttivo in questo senso". Valutazioni che erano sembrate accantonare una presenza cinese all'iniziativa svizzera.

Conferenza con Mosca e Kiev

Ieri il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov ha suggerito l'ipotesi che la Cina potrebbe organizzare una conferenza di pace con la presenza di Mosca e Kiev. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha, da parte sua, escluso un invito al Cremlino per l'evento svizzero, ma ha sollecitato la partecipazione di Xi e del presidente Usa Joe Biden. La Cina ha stretti legami con la Russia, rafforzati dall'invasione di Mosca contro l'Ucraina partita a febbraio 2022, e s'è astenuta finora dal criticare l'azione militare russa offrendo al contrario copertura diplomatica all'Onu e e sostegno economico con il massiccio acquisto di materie prime e altri beni.

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
Biden e il via libera a Kiev di attaccare Mosca con armi americane
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Lo riferisce Politico in esclusiva citando due fonti informate

Joe Biden ha "segretamente" autorizzato l'Ucraina a colpire in territorio russo con armi Usa, ma solo nell'area vicino a Kharkiv e non a lungo raggio. Lo riferisce Politico in esclusiva citando due fonti informate. "Il presidente ha di recente ordinato al suo team di garantire che l'Ucraina sia in grado di utilizzare le armi statunitensi a Kharkiv a scopo di controffensiva", ha detto un funzionario americano.

2 mesi fa
LIVE GUERRA IN UCRAINA
Russia, l'UE dice stop all'import di grano e cereali
I prodotti saranno soggetti a dazi a 95 euro per tonnellata oppure al 50% del valore. Gentiloni: "Un dovere per mostrare a Mosca che non può avere la meglio"

La scure dell'Europa si abbatte sul grano russo. A stragrande maggioranza, i governi dei Ventisette hanno dato il loro placet ai dazi sui carichi di cereali provenienti sia da Mosca che da Minsk: tariffe proibitive - in vigore dal primo luglio - volte a fermare le importazioni e colpire i finanziamenti del Cremlino "alla sua macchina da guerra". Un'offensiva commerciale che punta anche a salvaguardare i mercati europei, suffragando le istanze degli agricoltori del continente sfociate nei mesi scorsi nelle rabbiose barricate dei trattori a rivendicare la tutela dei prodotti Made in Europe.

Zelensky aveva strigliato i leader europei

Dall'inizio dell'aggressione in Ucraina, "l'accesso della Russia al mercato agricolo europeo è rimasto illimitato", aveva tuonato a marzo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky strigliando i leader europei.

L'Ungheria ha detto no

Allo scoccare dell'estate, nonostante il muro persistente di Budapest - astenuta nel voto sui dazi - non sarà più così: cereali, semi oleosi e prodotti derivati - come il grano duro, il mais e la farina di girasole - saranno soggetti a dazi a 95 euro per tonnellata, oppure al 50% del valore.  Una stangata all'import russo che - pur avendo toccato il livello record di 4 milioni di tonnellate nel 2023 per un valore di 1,3 miliardi di euro - rappresenta comunque soltanto l'1% del valore del mercato Ue. Con un occhio di riguardo alla sicurezza alimentare globale: i carichi cerealicoli in transito attraverso l'Ue ma destinati ai paesi terzi - in particolare Africa e Medio Oriente - non verranno toccati.

Invece il grano ucraino fino a giugno 2025 arriverà in Europa a dazio zero

Gli agricoltori europei continueranno così a fare la parte da leone nel soddisfare la domanda di grano continentale, accanto a Kiev che fino a giugno 2025 potrà continuare a convogliare il suo grano in Europa a dazio zero.  Il via libera alle tariffe era, nelle parole del commissario europeo per l'economia Paolo Gentiloni, un "dovere" per mostrare a Mosca che "non può avere la meglio".

Qualcuno vuole misure ancora più severe

Nell'attesa del primo luglio, a Bruxelles c'è già chi chiede misure ancora più forti contro Mosca: i Baltici - affiancati da Repubblica ceca, Danimarca, Finlandia e Svezia - sono pronti a dare battaglia per ampliare le restrizioni ad altri prodotti agroalimentari.

2 mesi fa
LIVE GUERRA IN UCRAINA
La Germania promette armi per un altro mezzo miliardo all'Ucraina
©JOSE SENA GOULAO / POOL
©JOSE SENA GOULAO / POOL
Il ministro della difesa tedesco ha detto che il paese continuerà a sostenere il paese di Zelensky "in questa campagna di difesa". Verranno pagati anche dei corsi

Un nuovo pacchetto di armi tedesche del valore di mezzo miliardo di euro a sostegno dell'Ucraina è stato annunciato dal ministro della difesa tedesco Boris Pistorius a Odessa. ll pacchetto include difesa aerea, carri armati, munizioni, pezzi di ricambio, precisa l'agenzia Dpa. "Continueremo a sostenervi in questa campagna di difesa", ha dichiarato il ministro in un incontro con il collega Rustem Umjerow nella città portuale ucraina. Si tratta della terza visita di Pistorius nel paese dall'inizio del conflitto.

Nel pacchetto ci sono missili per i sistemi di difesa aerea a medio raggio

Il mese scorso il cancelliere tedesco Olaf Scholz aveva sottolineato che, dallo scoppio della guerra due anni fa, Berlino ha "fornito o promesso armi" all'Ucraina "per un valore di circa 28 miliardi di euro (...), la cifra di gran lunga più elevata che attualmente si sta mobilitando in Europa". Il nuovo pacchetto di armi comprende un gran numero di missili per i sistemi di difesa aerea a medio raggio "Iris-T Slm" e un numero minore di missili "Sls" con gittate più corte, ha precisato Pistorius, sempre stando a quanto riferisce la Dpa. Sono inclusi anche droni da ricognizione e da combattimento da impiegare sul Mar Nero e pezzi di ricambio di cui c'è urgente bisogno per l'artiglieria e i carri armati Leopard. Verrà inoltre consegnato un milione di munizioni per armi leggere. La consegna di 18 nuovi "obici gommati" di ultima concezione è prevista a partire dal 2025.

Finanziati anche corsi di formazione industriale per i tecnici ucraini

La Germania finanzierà anche corsi di formazione industriale per i tecnici ucraini. Il pacchetto comprende pure finanziamenti per comunicazioni satellitari prive di interferenze.

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
Armi e jet forniti a Kiev, la Danimarca ne permetterà l'uso oltre i confini ucraini
È quanto comunicato dal ministro degli Esteri danese Lokke Rasmussen.

La Danimarca permetterà l'uso delle armi e degli F-16 forniti a Kiev per attacchi oltre i confini ucraini. "Quando abbiamo approvato gli aiuti abbiamo detto chiaramente alla commissione Esteri del Parlamento danese che fanno parte dell'autodifesa ucraina anche possibili attacchi alle installazioni militari" in Russia. Lo ha sottolineato a margine del Consiglio Affari Esteri nel format dei ministri con delega al Commercio, il ministro degli Esteri danese Lokke Rasmussen.

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
Attacchi ucraini con armi Nato? Mosca: "La risposta sarebbe proporzionata"
Lo afferma il ministero degli Esteri russo.

La Russia darà risposte "proporzionate" e garantirà la sicurezza sulla questione del possibile uso di armi fornite dalla Nato a Kiev per colpire il suo territorio. Lo afferma il ministero degli Esteri, citato dalla Tass. Gli Stati Uniti e la Nato intendono continuare la guerra con la Russia, e ciò causerà loro grandi danni, ha dal canto suo detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, sempre citato dalla Tass.
Il Cremlino ha accusato gli Usa e i Paesi Nato di essere "entrati negli ultimi giorni e settimane in una nuova fase di crescente tensione" sul conflitto in Ucraina. "Lo stanno facendo deliberatamente, sentiamo molte dichiarazioni bellicose che provocano un nuovo livello di tensione", ha sottolineato Peskov.

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
Anche gli Stati Uniti parteciperanno al vertice di pace
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"Gli USA andranno alla conferenza di pace" che si terrà il 15 e 16 giugno, ha dichiarato l'addetta stampa della Casa Bianca Karin Jean-Pierre, spiegando di non avere informazioni specifiche sulla partecipazione del presidente Joe Biden.

"Come sapete, abbiamo partecipato attivamente a ciascuno dei precedenti vertici di pace ucraini. Il governo degli Stati Uniti vi partecipa. E saremo rappresentati al prossimo vertice" che si terrà in Svizzera il 15 e 16 giugno, ha dichiarato l'addetta stampa della Casa Bianca Karin Jean-Pierre, spiegando di non avere informazioni specifiche sulla partecipazione del presidente Joe Biden al vertice di pace. "È importante per noi continuare a garantire che l'Ucraina abbia tutte le capacità per difendersi, per garantire una pace giusta e duratura", ha aggiunto.

Parteciperanno 70 paesi

Secondo il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), sono 70 i Paesi ad aver annunciato la loro partecipazione alla conferenza di pace di metà giugno, "la maggior parte dei quali a livello di capi di Stato o di governo". Si prevede che la metà di questi provenga dall'Europa e l'altra metà dal resto del mondo. Dal canto suo, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva dichiarato che "più di 80 Paesi hanno confermato la loro partecipazione" al vertice del Bürgenstock (NW). La Svizzera ha invitato oltre 160 delegazioni a partecipare.

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
Zelensky: "Putin vuole far fallire la conferenza in Svizzera"
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Il presidente ucraino si è rivolto ai leader mondiali, "se volete la pace partecipate al summit. Se invece volete la guerra, andrete alla riunione alternativa di malviventi che il presidente russo sta organizzando, perché non vuole l'incontro al Bürgenstock".

"Ai leader mondiali dico: se desiderate la pace venite in Svizzera". Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky a Bruxelles in riferimento alla conferenza sulla pace prevista per metà giugno al Bürgenstock. "L'iniziativa parte da noi ma se avete altre idee venite, proponetele, il microfono è aperto. Se invece volete la guerra, andrete alla riunione alternativa di malviventi che Putin sta organizzando, perché non vuole la conferenza di pace in Svizzera e vuole farla fallire", ha aggiunto. "Ci sono paesi che non si sono espressi pubblicamente ma sostenere la Russia su questo vuol dire essere a favore della guerra". Il presidente degli Usa deve essere presente al summit di pace in Svizzera, la sua assenza "sarebbe un regalo a Putin", ha ancora detto Zelensky. "Abbiamo bisogno di Biden al summit, altri leader ne hanno bisogno." Il presidente ucraino ha anche affermato che "la Russia non è sola, l'Iran dà missili e non solo droni, poi ci sono i pezzi di artiglieria dalla Corea del Nord, i nostri servizi vedono queste forniture". Zelensky ha anche sostenuto che le limitazioni occidentali all'uso delle armi fornite sono "ingiuste" e di fatto favoriscono l'avanzata delle forze russe in Ucraina. "Le forze armate russe stanno dietro il confine, sparano e sfortunatamente le loro capacità sono migliori e tu non puoi rispondere, perché non hai il diritto ad usare le armi. I militari devono arretrare, anche loro sono esseri umani e allora i russi avanzano: a Kharkiv è parte della loro strategia. Vedi le immagini satellitari, dove sono, e non puoi rispondere ed è ingiusto. Ma non possiamo mettere a rischio il sostegno dei nostri partner".

2 mesi fa
Svizzera
Zelensky non vuole Mosca al summit di pace sul Bürgenstock
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Il presidente ucraino respinge l'idea di invitare la Russia al vertice del 15 e 16 giugno. Questo perché "bloccherebbe ogni tentativo di pace", dal momento che il Cremlino "non ha interesse ad un accordo", ha detto il capo di stato.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky respinge l'idea di invitare la Russia al vertice di pace in Svizzera il 15 e 16 giugno. La Russia non siederà al vertice di pace in Svizzera del 16 e 17 giugno perché "bloccherebbe ogni tentativo di pace", dal momento che Mosca "non ha interesse alla pace", ha detto Zelensky nella conferenza stampa con l'omologo spagnolo Pedro Sanchez. Zelensky, ha auspicato che dalla conferenza, che vedrà la partecipazione di un centinaio di capi di governo, possa essere accordato "un documento" da presentare "a terze parti" e col quale "fare pressione sulla Russia". "E' importante che ci sia l'unanimità di tutti e che ottenga un consenso a livello globale, questa sarebbe la posizione più forte", ha osservato il presidente ucraino che si è detto disposto a valutare "tutte le possibili vie d'uscita" dal conflitto al vertice, che sarà "aperto alle proposte" di altri Paesi. Ma "basandoci su quanto già sappiamo", perché "non c'è bisogno di inventarsi nulla", ha assicurato.

2 mesi fa
Conferenza di pace
DFAE ribatte a Lavrov: "focus su sicurezza nucleare, alimentare e umanitaria"
Foto DFAE
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Il Dipartimento Federale degli affari esteri ha indirettamente risposto alla sua controparte Russa, secondo la quale il meeting previsto in Svizzera si concentrerebbe sul piano di pace ucraino.

Sicurezza nucleare, sicurezza alimentare, libertà di navigazione e aspetti umanitari dovrebbero essere al centro della Conferenza di pace sull'Ucraina al Bürgenstock (NW). Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), interrogato da Keystone-ATS, ha indirettamente smentito le dichiarazioni rilasciate la settimana scorsa dalla portavoce del Ministero degli Esteri russo, secondo cui il piano di pace di Volodymyr Zelensky era al centro del vertice, come riportato oggi dalla SonntagsZeitung.

La posizione di Mosca

Secondo il sito web del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova aveva dichiarato in una conferenza stampa che la Russia era già in possesso del comunicato finale dell'incontro. Stando al documento, i partecipanti al vertice dovrebbero approvare nove dei dieci punti del piano di pace del presidente ucraino. Tra questi, la "richiesta finale" alla Russia di ritirare le sue truppe e tornare ai confini del 1991, nonché le riparazioni e il risarcimento dei beni russi congelati. Secondo Mosca, l'incontro tra "rappresentanti occidentali e ucraini" sul Bürgenstock sarebbe quindi destinato a fallire.

La risposta del DFAE, Zelensky: "ogni accordo dovrebbe partire dalle esportazioni di cibo"

Oggi il DFAE si è rifiutato di commentare il documento. Ha precisato che la conferenza ha lo scopo di fornire una piattaforma in cui possono essere presentati diversi piani di pace. "La questione della possibilità di raggiungere un accordo su una dichiarazione finale al termine della conferenza rimane aperta", ha aggiunto. Lo stesso Zelensky ha dichiarato qualche giorno fa al New York Times che qualsiasi accordo di pace dovrebbe iniziare con piani per garantire le esportazioni di cibo ucraino verso i Paesi in via di sviluppo, lo scambio di prigionieri, la restituzione dei bambini rapiti e la messa in sicurezza di una centrale nucleare occupata dai russi nell'Ucraina meridionale.

Prevista una partecipazione ampia e, nelle intenzioni, trasversale

Secondo il DFAE, finora 70 Paesi hanno annunciato la loro partecipazione alla conferenza di pace di metà giugno, "la maggior parte dei quali a livello di capi di Stato o di governo". Si prevede che la metà di questi provenga dall'Europa e l'altra metà dal resto del mondo. Dal canto suo, Zelensky ha dichiarato oggi che "più di 80 Paesi hanno confermato la loro partecipazione" al vertice del Bürgenstock. La Svizzera ha invitato oltre 160 delegazioni a partecipare.
Il DFAE ha indicato a metà maggio che l'obiettivo non è solo quello di raggiungere il maggior numero possibile di partecipanti, ma anche di avere una diversità, con la più ampia partecipazione possibile di Paesi del Sud. Il primo ministro indiano Narendra Modi ha annunciato che il suo Paese parteciperà. La Russia, invece, non è stata invitata in questa fase. Mosca ha chiarito in diverse occasioni di non essere interessata a prendere parte a questa conferenza. Il Cremlino non intende partecipare ad alcun negoziato se Kiev non accetta l'annessione da parte della Russia del 20% circa del territorio ucraino che attualmente occupa. Intanto, il presidente ucraino ha invitato il presidente americano Joe Biden e quello cinese Xi Jinping a partecipare al vertice di pace in Svizzera. "Faccio appello ai leader del mondo - ha detto Zelensky in un videomessaggio - al presidente americano Biden e al presidente cinese Xi: per favore, sostenete il vertice di pace con la vostra leadership e la vostra partecipazione personale". Nel suo intervento rivolto ai leader mondiali in vista del vertice, Zelensky ha inoltre affermato che la Russia sta preparando un'altra offensiva, ammassando truppe a circa 90 chilometri a nord-ovest di Kharkiv.

2 mesi fa
Bürgenstock
Zelensky invita Biden e Xi al vertice di pace in Svizzera
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L'appello è stato lanciato dal presidente ucraino in un videomessaggio. I leader di diversi Paesi europei hanno già confermato la loro presenza al Bürgenstock

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha invitato Joe Biden e  Xi Jinping a partecipare al vertice di pace in Svizzera. "Faccio appello ai leader del mondo - ha detto Zelensky in un videomessaggio - al presidente americano Biden e al presidente cinese Xi: per favore, sostenete il vertice di pace con la vostra leadership e la vostra partecipazione personale".

L'incontro

Ricordiamo che la Conferenza sulla pace in Ucraina si terrà al Bürgenstock (NW) il 15 e 16 giugno. I leader di diversi Paesi europei hanno già confermato la loro presenza. Tra questi, i presidenti di Polonia, Finlandia e Lettonia, nonché il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez, quello belga Alexander De Croo e il cancelliere tedesco Olaf Scholz. In occasione dell'evento, lo spazio aereo sovrastante il resort di lusso sarà vietato al traffico aereo privato, mentre piloti di jet e soldati - al massimo 4mila - garantiranno la sicurezza della manifestazione.  

2 mesi fa
Russia
Medvedev: "Se gli Usa attaccano gli obiettivi russi sarà guerra mondiale""
Il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo ha risposto così alle dichiarazioni rilasciate dal ministro polacco Radislaw Sikorski.

"Colpire i nostri obiettivi da parte degli americani significa iniziare una guerra mondiale, e un ministro degli Esteri, anche di un Paese come la Polonia, dovrebbe capirlo". Lo scrive su X Dmitrij Medvedev, numero due del Consiglio di sicurezza di Mosca, replicando a un intervista di ieri del ministro polacco al Guardian, all'indomani anche delle parole del segretario generale della Nato Stoltenberg, che ha invitato gli alleati a togliere il divieto per Kiev di usare le forniture militari atlantiche in territorio russo.

Le dichiarazioni e la replica

"La controparte polacca - aggiunge Medvedev - di una strana creatura chiamata Blinken, con un cognome molto più sonoro Sikorski, a quanto pare, ha deciso di spaventare i suoi stessi padroni. Ha dichiarato quanto segue: 'gli americani hanno detto ai russi che se fate esplodere una bomba atomica, anche se non uccide nessuno, colpiremo tutti i vostri obiettivi in Ucraina con armi convenzionali, li distruggeremo tutti'". Innanzitutto - prosegue - "gli yankee finora non hanno detto proprio niente del genere perché sono più cauti dei polacchi. In secondo luogo, colpire i nostri obiettivi da parte degli americani significa iniziare una guerra mondiale, e un ministro degli Esteri, anche di un paese come la Polonia, dovrebbe capirlo".

"Polacchi risentiti da oltre 400 anni"

"In terzo luogo, considerando che un altro polacco, Duda, ha recentemente annunciato di voler utilizzare le armi nucleari tattiche in Polonia, Varsavia non sarà lasciata fuori e riceverà sicuramente la sua parte di ceneri radioattive. È quello che volete veramente? I polacchi sono risentiti; sono così da oltre 400 anni...", conclude il suo post Medvedev.

2 mesi fa
Bürgnestock
Zelensky: "Putin ha paura del vertice per la pace"
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Secondo il presidente ucraino, il vertice non permetterà più a Putin di mentire "e senza bugie lui non è assolutamente nessuno".

Il presidente russo Vladimir Putin "non solo vuole disturbare il vertice per la pace e fa ogni sforzo per farlo, ma ha anche paura di ciò che il vertice può portare. Il mondo è in grado di costringere la Russia a fare la pace e a seguire le norme di sicurezza internazionali": lo scrive su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

"La Russia non ha contro argomenti da opporre alla maggioranza globale: nonostante tutte le menzogne di Putin, egli si affida all'ambiente circostante nel senso più ampio del termine, che include l'ambiente internazionale - si legge nel messaggio -. Tranne l'aggressore, nessuno al mondo è interessato a questa guerra, e tutti lo capiscono. Il vertice per la pace è il formato che non permetterà più a Putin di mentire. E senza bugie non è assolutamente nessuno. Ringrazio tutti coloro che nel mondo ci aiutano a organizzare il vertice e dimostrano leadership nell'avvicinare la vera pace".

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
Dagli Usa un nuovo pacchetto di aiuti da 275 milioni per Kiev
Il pacchetto include artiglieria e munizioni, ha spiegato il segretario di Stato Antony Blinken.

Gli Stati Uniti hanno annunciato un nuovo pacchetto di 275 milioni di dollari di aiuti militari per l'Ucraina. Il pacchetto include artiglieria e munizioni, ha spiegato il segretario di Stato Antony Blinken. Il pacchetto contiene munizioni per gli Himars; proiettili di artiglieria da 155 mm e 105 mm; missili teleguidati; Javelin e sistemi anti-carro At-4; munizioni aeree di precisione; armi leggere e munizioni aggiuntive per armi leggere e granate; munizioni da demolizione; mine anti-carro; veicoli tattici; giubbotti antiproiettile, equipaggiamenti di protezione chimica, biologica, radiologica e nucleare; e pezzi di ricambio, manutenzione e altre attrezzature. Questo è il quinto pacchetto che Joe Biden ha autorizzato da quando ha firmato la legge per gli aiuti supplementari a Kiev.

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
Il Cremlino smentisce: "Nessun cessate il fuoco in vista"
Lo ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov.

Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha smentito che il presidente Vladimir Putin sia pronto a un cessate il fuoco in Ucraina sull'attuale linea del fronte, come riportato in un'esclusiva della Reuters che ha citato quattro fonti russe. "Non è vero", ha risposto Peskov ai giornalisti che gli chiedevano una conferma della disponibilità di Putin ad un cessate il fuoco sull'attuale linea del fronte. "Il presidente - ha aggiunto, citato dalla Tass - ha detto ripetutamente di essere pronto a negoziati, ma per raggiungere gli obiettivi che ora stiamo raggiungendo con l'operazione militare speciale". Peskov ha sottolineato che, secondo la Costituzione, anche le quattro regioni ucraine di Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia e Kherson fanno parte della Federazione Russa. Il portavoce ha poi ricordato che il presidente ha citato documenti "elaborati in precedenza" che possono essere "una specie di base per l'inizio di discussioni, ma niente di più". Un apparente riferimento a una bozza elaborata nel marzo del 2022 a Istanbul tra delegati russi e ucraini.

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
"I negoziati sono possibili solo sulla base della bozza di Istanbul"
Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin.

Un negoziato per la fine del conflitto in Ucraina è possibile solo sulla base di una bozza d'accordo delineata tra negoziatori russi e ucraini a Istanbul nel marzo del 2022, un mese dopo l'inizio delle ostilità. Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin citato dall'agenzia Ria Novosti. La bozza di Istanbul prevedeva di mettere a punto meccanismi per la sicurezza dell'Ucraina con garanzie fornite da diversi Paesi mentre si ipotizzava che i negoziati sul futuro della Crimea e del Donbass potessero durare fino a 15 anni. In un'intervista di alcuni mesi fa il capo negoziatore ucraino, David Arakhamia, aveva detto che Kiev aveva deciso di abbandonare i negoziati per varie regioni, tra cui le pressioni dell'allora premier britannico Boris Johnson.

2 mesi fa
Ucraina
Kuleba: "Cessate il fuoco? Putin vuol far saltare il Vertice pace"
È quanto affermato su X dal ministro degli Esteri ucraino.

"Perché le 'fonti' russe dicono improvvisamente ai media che Putin è disposto a fermare la guerra sulle attuali linee di battaglia? È semplice. Putin sta cercando disperatamente di far deragliare il Vertice di pace che si terrà in Svizzera il 15-16 giugno". Lo afferma su X il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba. "Ha paura del suo successo. Il suo entourage invia questi falsi segnali di presunta disponibilità a un cessate il fuoco, nonostante le truppe russe continuino ad attaccare brutalmente l'Ucraina, mentre i loro missili e droni piovono sulle città e sulle comunità ucraine", ha detto Kuleba.

"Putin - sostiene Kuleba - non ha attualmente alcun desiderio di porre fine alla sua aggressione contro l'Ucraina. Solo la voce unitaria e di principio della maggioranza globale può costringerlo a scegliere la pace invece della guerra. È questo l'obiettivo del Vertice della Pace. Ecco perché lo teme tanto. Ed è per questo che è fondamentale la presenza del maggior numero possibile di leader di tutti i continenti e di tutte le parti del mondo". Quando, incalza, "il mondo intero si esprimerà a favore del ripristino del pieno vigore della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale, la Russia sarà costretta a scegliere la pace".

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
"Un cessate il fuoco? Putin non è pronto alla pace"
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Lo fa sapere all'ANSA un alto funzionario europeo commentando l'esclusiva della Reuters sul fatto che lo zar sarebbe interessato a un cessate il fuoco.

L'ipotesi che Vladimir Putin voglia una tregua in Ucraina al momento è "solo una speculazione" basata su "fonti anonime" mentre ciò che si osserva tutti i giorni è "il bombardamento di obiettivi civili". "Quello che vediamo è che Putin non è pronto per la pace". Lo fa sapere all'ANSA un alto funzionario europeo commentando l'esclusiva della Reuters sul fatto che lo zar sarebbe interessato a un cessate il fuoco. "Questa guerra può finire soltanto quando la Russia capirà di dover ritirare le sue truppe", ha dal canto suo affermato il cancelliere tedesco Olaf Scholz, in conferenza stampa a Berlino con l'omologo portoghese, ribadendo che "la conferenza di pace in Svizzera è un tassello, che si aggiunge a tanti messi prima". "Per me è importante che si innaffino le piantine giovani", ha aggiunto sottolineando che "questa conferenza debba essere usata per parlare di importanti questioni" come "il fatto che non vadano usate armi atomiche e la questione dell'export del grano". La "speranza" del Kanzler è che dalla conferenza "si sviluppino degli effetti".

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
Putin sarebbe pronto al cessate il fuoco sul fronte attuale
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Secondo alcune fonti russe, il presidente ha espresso "frustrazione" a un piccolo gruppo di consiglieri per quelli che considera tentativi sostenuti dall'Occidente di ostacolare i negoziati.

Il presidente russo Vladimir Putin sarebbe pronto a fermare la guerra in Ucraina con un cessate il fuoco negoziato che riconosca "le attuali linee del campo di battaglia". Lo hanno detto a Reuters quattro fonti russe. Tre delle fonti, che hanno familiarità con le discussioni nell'entourage di Putin, hanno affermato che il leader russo ha espresso "frustrazione" a un piccolo gruppo di consiglieri per quelli che considera tentativi sostenuti dall'Occidente di ostacolare i negoziati e la decisione del presidente ucraino Volodymyr Zelensky di escludere i colloqui. "Putin può combattere per tutto il tempo necessario, ma è anche pronto per un cessate il fuoco, per congelare la guerra", ha detto una fonte russa di alto livello che ha lavorato con Putin ed è a conoscenza delle conversazioni ad alto livello al Cremlino.

Condizione di anonimato

La fonte, come le altre citate, ha parlato a condizione di anonimato data la delicatezza della questione. Reuters afferma di aver parlato con un totale di cinque persone che lavorano o hanno lavorato con Putin a livello senior nel mondo politico e imprenditoriale. La quinta fonte non ha commentato il congelamento della guerra sull'attuale fronte. Il portavoce di Putin, Dmitry Peskov, in risposta a una richiesta di commento, ha affermato che il capo del Cremlino ha ripetutamente chiarito che la Russia è aperta al dialogo per raggiungere i suoi obiettivi, affermando che il Paese non vuole "una guerra eterna". I ministeri degli Esteri e della Difesa dell'Ucraina non hanno risposto alle richieste di commenti da parte di Kiev.

2 mesi fa
Russia
Putin firma il decreto che consente la confisca delle proprietà statunitensi
Il decreto intende rispondere a quelle che vengono definite "le azioni ostili che mirano a provocare un danno alla Federazione Russa e alla Banca centrale russa".

Il presidente Vladimir Putin ha firmato un decreto che permette la confisca di proprietà americane in Russia per il pagamento di risarcimenti a beneficio di soggetti russi che hanno subito espropri negli Usa. Il decreto, il numero 442, pubblicato sul sito del Cremlino, intende rispondere a quelle che vengono definite "le azioni ostili e contrarie alla legge internazionale degli Stati Uniti miranti a provocare un danno alla Federazione Russa e alla Banca centrale russa".

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
Anche il presidente cileno Boric sarà presente al Bürgenstock
Lo riferisce un comunicato della presidenza cilena.

Il presidente del Cile Gabriel Boric parteciperà al Vertice mondiale per la pace in Ucraina in programma il 15 e 16 giugno al Bürgenstock (NW), su invito diretto di Volodymyr Zelensky. Lo riferisce un comunicato della presidenza cilena emesso al termine di una videochiamata tra i due capi di Stato dove si precisa che la partecipazione di Boric al summit avverrà nel quadro di un viaggio ufficiale che lo vedrà nell'ordine, dal 9 al 18 giugno, in Germania, Svezia e Francia. Il presidente cileno, prosegue il comunicato, sarà inizialmente a Berlino dove incontrerà il cancelliere tedesco Olaf Scholz, il presidente della Germania Frank-Walter Steinmeier e parteciperà a un forum economico incentrato su energia pulita, litio e tecnologie. Sempre in Germania Boric visiterà la sede di Monaco dell'Osservatorio Australe Europeo (Eso), dove terrà incontri incentrati sull'osservazione astronomica e sull'attività dell'agenzia in Cile. Il presidente cileno arriverà a Stoccolma il 13 giugno per incontrare il primo ministro svedese Ulf Krissterson; il re Carlo XVI e il presidente del Parlamento, Andreas Norlen. Dopo il summit sull'Ucraina infine, Boric effettuerà una visita di lavoro a Parigi, dove dirigerà il meccanismo di alto livello dell'SDG4 (Obiettivo 4 per lo Sviluppo sostenibile).

2 mesi fa
Estero
Mosca annuncia esercitazioni nucleari tattiche vicino all'Ucraina
Lo rende noto l'esercito russo.

La Russia annuncia esercitazioni con armi nucleari tattiche vicino all'Ucraina. Lo rende noto l'esercito. Le esercitazioni nucleari vicino al confine ucraino sono una risposta alle "minacce" dell'Occidente. La prima fase di un'esercitazione per accrescere la preparazione delle forze nucleari non strategiche russe è iniziata nel distretto militare meridionale", recita la nota del ministero della Difesa russo citata dalla Tass. Si precisa che l'esercitazione verte sui sistemi missilistici a corto raggio Iskander e gli ipersonici Kinzhal.

L'obiettivo delle esercitazioni

L'addestramento mira a "mantenere la prontezza delle truppe e delle unità che utilizzano armi nucleari non strategiche per reagire e garantire pienamente l'integrità territoriale e la sovranità dello Stato russo in risposta a dichiarazioni provocatorie e minacce arrivate da alcuni funzionari occidentali".

La ministra degli esteri tedesca da Zelensky

Frattanto, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ricevuto a Kiev la ministra degli esteri tedesca Annalena Baerbock in quella che è la sua settima visita in Ucraina dall'inizio dell'invasione su vasta scala da parte della Russia. "Le ho parlato della situazione al fronte e delle principali esigenze di difesa dell'Ucraina - ha precisato Zelensky su X -. Abbiamo discusso dell'iniziativa congiunta dei ministri degli Esteri e della Difesa tedeschi per trovare ulteriori Patriot e altri sistemi di difesa aerea per l'Ucraina". Il leader ucraino ha infine "ringraziato la Germania per averci aiutato a difendere la nostra indipendenza, lo stile di vita europeo e il popolo dal terrorismo russo".

2 mesi fa
Russia
Arrestato il generale che criticò la condotta della guerra in Ucraina
A luglio dello scorso anno Ivan Popov era già stato rimosso dal comando della 58esima Armata di stanza in Ucraina.

Un generale russo, Ivan Popov, che aveva criticato la conduzione del conflitto in Ucraina, lamentando la carenza di rifornimenti, è stato arrestato con l'accusa di frode. Lo scrive l'agenzia Tass. Nel luglio dello scorso anno, secondo quanto riferisce il Moscow Times, Popov era stato rimosso dal comando della 58esima Armata di stanza in Ucraina dopo essersi lamentato con l'allora ministro della Difesa Serghiei Shoigu per la cattiva gestione nell'afflusso di rifornimenti. In una registrazione audio fatta circolare da un deputato della Duma, Andrei Gurulyov, il generale attaccava i suoi superiori accusandoli di avere "decapitato a tradimento" l'esercito dopo la sua rimozione.

2 mesi fa
Estero
Beni russi congelati, l'Ue dice si all'uso degli extraprofitti per sostenere l'Ucraina
È quanto annuncia la presidenza di turno belga.

Via libera definitivo dei 27 membri dell'Unione europea, nel corso del Consiglio Affari Generali, all'accordo per l'utilizzo degli extraprofitti dei beni congelati dalla Russia per sostenere l'autodifesa e la ricostruzione dell'Ucraina dopo l'aggressione russa. È quanto annuncia la presidenza di turno belga. Gli atti giuridici adottati dal Consiglio che assicurano che i profitti netti derivanti da entrate inattese e straordinarie maturate dai depositari centrali di titoli (Csd) nell'Ue, a seguito dell'attuazione delle misure restrittive dell'UE, saranno utilizzati per un ulteriore sostegno militare all'Ucraina, nonché per le capacità dell'industria della difesa e per la ricostruzione. Ciò significa che i Csd che detengono attività e riserve sovrane russe superiori a 1 milione di euro daranno un contributo finanziario dai loro corrispondenti profitti netti, accumulati a partire dal 15 febbraio 2024.

I dettagli

Gli importi saranno versati dai Csd all'UE su base semestrale e saranno utilizzati per un ulteriore sostegno militare all'Ucraina attraverso il Fondo europeo per la pace, nonché per sostenere le capacità dell'industria della difesa e le esigenze di ricostruzione dell'Ucraina con i programmi dell'Ue, secondo la seguente ripartizione: fondo europeo per la pace 90%; programmi dell'Ue finanziati dal bilancio dell'UE 10%. Questa allocazione sarà rivista annualmente e per la prima volta prima del 1° gennaio 2025. I depositari centrali di titoli saranno autorizzati a trattenere provvisoriamente una quota di circa il 10% del contributo finanziario per soddisfare i requisiti di legge in materia di capitale e di gestione del rischio, in considerazione dell'impatto dovuto alla guerra in Ucraina, per quanto riguarda le attività detenute dai Csd.

Il piano degli Usa

Intanto, con un dietrofront, Berlino è pronta a sostenere un piano degli Stati Uniti per sfruttare i futuri ricavi generati dai beni russi congelati - per lo più bloccati in Europa - per finanziare un aiuto di 50 miliardi di dollari all'Ucraina. Lo scrive il sito di Bloomberg citando "persone a conoscenza delle discussioni" in corso. Il consenso della Germania potrebbe avvicinare Washington ai suoi alleati nel garantire un nuovo massiccio pacchetto di aiuti per Kiev e ad assicurare l'impegno degli Stati Uniti indipendentemente dall'esito delle elezioni di novembre. Funzionari statunitensi ed europei affermano che sta crescendo il consenso per la proposta degli Stati Uniti, che dovrebbe dominare i colloqui tra ministri delle Finanze e Governatori delle banche centrali delle nazioni del G7 che si riuniranno a Stresa, sul lago Maggiore, per l'incontro annuale fissato a partire da dopodomani, giovedì. Tuttavia i funzionari tedeschi non si aspettano alcun accordo finale fino a quando i leader del G7 non si incontreranno il 13-15 giugno, né l'attuazione avrà luogo fino al prossimo anno, hanno detto le fonti di Bloomberg che hanno parlato in condizione di anonimato.

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
"Più di 14'000 sfollati nella regione di Kharkiv"
È quanto comunicato dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms).

Più di 14'000 persone sono state costrette ad abbandonare le proprie case nella regione di Kharkiv, nell'Ucraina nord-orientale, in seguito agli attacchi delle forze russe: lo ha reso noto l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms). "Più di 14'000 persone sono state sfollate in pochi giorni e quasi altre 189'000 vivono ancora entro 25 chilometri dal confine con la Federazione Russa, affrontando rischi significativi a causa dei combattimenti in corso", ha affermato il rappresentante dell'Oms in Ucraina, Jarno Habicht, durante una conferenza stampa a Ginevra. Nelle ultime due settimane, i combattimenti nella regione di Kharkiv si sono intensificati e la necessità di aiuti umanitari nella regione sta crescendo in modo esponenziale, ha aggiunto Habicht parlando ai giornalisti in un videocollegamento da Kiev.

"Le condizioni a Kharkiv potrebbero peggiorare"

Da parte sua, l'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) si è detta estremamente preoccupata per il peggioramento della situazione e il conseguente aumento degli sfollati a causa della nuova offensiva di terra delle forze armate russe nella regione di Kharkiv. "L'Unhcr teme che le condizioni a Kharkiv - che già ospita circa 200'000 sfollati interni - potrebbero diventare ancora più difficili se l'offensiva di terra e gli incessanti attacchi aerei continuassero. Ciò potrebbe costringere molti a lasciare Kharkiv", ha detto la portavoce Shabia Mantoo. Un crescente numero di persone continua a fuggire dalle zone in prima linea nelle regioni di Donetsk, Sumy, Zaporizhzhia e Kherson verso le regioni centrali e occidentali, ha aggiunto.

Da detenuti a soldati

Nel frattempo, più di 3'000 detenuti ucraini hanno fatto domanda per combattere nelle forze armate grazie a una nuova legge che punta a mobilitare più combattenti possibili per fermare l'invasione russa. "Ciò riguarda più di 3'000 persone. Abbiamo fatto questa stima prima dell'adozione della legge", ha detto Olena Vyssotska, vice ministro della Giustizia, alla televisione ucraina. "Non possiamo dire che le potenziali 20'000 persone di cui abbiamo parlato si iscriveranno", ha aggiunto.

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
Kharkiv sotto il fuoco, Kiev attacca le raffinerie russe
Dall'inizio dell'offensiva sul nordest ucraino, lo scorso 10 maggio, Mosca ha ottenuto le conquiste territoriali più significative dalla fine del 2022. L'avanzata, secondo Kiev, ora è stata fermata, ma i russi hanno smentito.

Le forze armate russe anche oggi hanno continuato a martellare la regione di Kharkiv. Nei raid sono morti almeno dieci ucraini, tra cui una donna incinta, con le forze di difesa che hanno denunciato la tattica del doppio attacco, che prevede un primo bombardamento e poi un secondo all'arrivo dei servizi di emergenza. Kiev ha risposto lanciando i suoi droni oltre confine, e prendendo di mira un aeroporto militare ed una raffineria nella regione di Krasnodar.

Conquiste territoriali

Dall'inizio dell'offensiva sul nordest ucraino, lo scorso 10 maggio, Mosca ha ottenuto le conquiste territoriali più significative dalla fine del 2022. L'avanzata, secondo Kiev, ora è stata fermata, ma i russi hanno smentito. Nell'ultima giornata di conflitto cinque civili sono stati uccisi alla periferia della seconda città ucraina, hanno riferito le autorità locali. Aggiungendo che in un secondo raid, avvenuto 20 minuti dopo, ci sono stati sedici feriti, incluso un bambino di otto anni, un poliziotto e un soccorritore. In seguito, altri cinque civili sono morti nel fuoco di lanciarazzi multipli sui villaggi di Novoossynove e Kivsharivka.

Decine di droni ucraini abbattuti

Sul fronte opposto i russi hanno comunicato di aver abbattuto decine di droni nella notte, la maggior parte dei quali nella regione di Krasnodar, nel sudovest del paese. Secondo gli ucraini invece alcuni importanti bersagli nell'area sono stati colpiti: un aeroporto militare e la raffineria di Kushchevsky, una delle più grandi in questa parte del territorio russo. L'impianto è stato chiuso per registrare i danni.

Attacchi alle raffinerie: una scelta strategica

Gli attacchi alla raffinerie sono una delle scelte strategiche degli ucraini per indebolire l'avversario in un ambito cruciale per la propria economia, che tanto conta sull'esportazione di greggio. I blitz di questo tipo sono stati una ventina negli ultimi mesi, e Kiev ha rivendicato di aver provocato danni significativi alla produzione russa. Non a caso gli Stati Uniti hanno più volte esortato l'alleato a non colpire questo tipo di impianti, perché la preoccupazione di Washington è un'ulteriore escalation del conflitto, che allontani ancora di più una prospettiva di dialogo tra le parti.

Raid alla flotta russa nel Mar Nero

Un altro fronte battuto dagli ucraini è quello dei raid alla flotta russa nel Mar Nero. L'ultimo bersaglio centrato è stato una dragamine, che secondo Kiev differiva dai suoi predecessori di era sovietica per le attrezzature più avanzate per la ricerca e la distruzione delle mine.

Nessuna tregua olimpica

Gli ucraini, pur tra mille difficoltà in termini di mezzi e uomini, continuano quindi a resistere, mentre il comandante delle forze di terra Oleksandr Pavlyuk ha parlato di diecimila soldati persi dal nemico nell'ultima settimana. La difesa strenua del territorio è motivata anche dalla convinzione che il presidente russo Vladimir Putin non abbia nessuna intenzione di fermarsi. Per questo motivo, il suo omologo ucraino Volodymyr Zelensky ha respinto l'idea della tregua olimpica proposta dal capo dello stato francese Emmanuel Macron, affermando che dello "zar" non ci si può fidare.

Iniziativa francese per le celebrazioni dello sbarco degli alleati in Normandia

In queste ore fa discutere, soprattutto tra gli alleati di Kiev, anche un'altra iniziativa del presidente francese, che ha invitato una delegazione russa alle celebrazioni dello sbarco degli alleati in Normandia nella Seconda Guerra mondiale, il prossimo 6 giugno. La Casa Bianca, interpellata in proposito, è apparsa piuttosto fredda: "Rinviamo al governo francese, che organizza la commemorazione in Normandia. Ma forse questo ricorderà ai russi che un tempo in Ucraina combattevano i veri nazisti, non quelli immaginari", ha detto un portavoce del presidente Joe Biden.

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
Attacchi russi, si contano 7 morti
Il distretto di Kharkiv e il distretto di Kupiansk sono stati colpiti oggi da diversi attacchi russi. Il bilancio è di 7 vittime e 32 feriti.

È salito a cinque morti e 16 feriti il bilancio di un doppio attacco lanciato oggi dalle forze russe su un centro ricreativo nella comunità di Malodanyliv nel distretto di Kharkiv, nell'omonima regione nell'Ucraina nord-orientale. Lo hanno reso noto su Telegram il capo dell'amministrazione militare regionale, Oleg Sinegubov, e il sindaco della città, Igor Terekhov.

"Obiettivo civile"

È stato colpito un "obiettivo civile", ha sottolineato Sinegubov, aggiungendo che tra i feriti c'è anche un bambino di otto anni con ferite lievi, mentre otto persone sono in gravi condizioni. Sono rimasti feriti anche gli operatori di un'ambulanza: un paramedico e un autista. Secondo Sinegubov, infatti, si è trattato di un "doppio attacco" con due missili Iskander-M, volto a colpite anche i soccorritori giunti sul posto dopo il lancio del primo missile. Secondo Terekhov, è stato colpito un centro ricreativo e non una casa di riposo come riportato in precedenza.

Due morti in un altro attacco

Due persone sono morte e cinque sono rimaste ferite in un altro attacco lanciato dalle forze russe sempre nella regione di Kharkiv. Lo ha reso noto su Telegram l'amministrazione militare regionale, come riporta Ukrinform.

5 morti e 16 feriti a Novoosynove

Il fuoco di artiglieria russo ha colpito il villaggio di Novoosynove, nel distretto di Kupiansk intorno alle 10:00 (le 9:00 in Svizzera), precisa l'amministrazione. Sempre questa mattina i russi hanno colpito anche un centro ricreativo nella regione provocando 5 morti e 16 feriti, tra cui un bambino di 8 anni.

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
Conquistato un altro villaggio nel Kharkiv
Lo ha reso noto il ministero della Difesa di Mosca.

Le forze russe hanno conquistato un altro villaggio nella regione di Kharkiv, nell'Ucraina nord-orientale: lo ha reso noto il ministero della Difesa di Mosca. "Il gruppo tattico nord ha liberato l'insediamento di Starytsya, nella regione di Kharkiv", scrive la Tass, che cita il ministero.

Un altro morto nell'attacco di ieri

Un uomo di 33 anni è morto in ospedale in seguito all'attacco aereo russo sferrato ieri su Kharkiv, portando il numero totale dei morti a quattro, stando alle autorità locali citate da Sky News. Il governatore regionale Oleh Syniehubov ha detto che 16 persone sono ancora in ospedale in seguito all'attacco, di cui due in condizioni gravi.

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
10'000 persone sono state evacuate dalla regione del Kharkiv
Lo ha reso noto il governatore della regione.

Sono quasi 10'000 le persone evacuate nella regione di Kharkiv, nell'Ucraina nord-orientale. Secondo quanto ha reso noto il governatore della regione, Oleg Synegubov, "un totale di 9'907 persone sono state evacuate". La misura segue l'attacco russo nella regione iniziato il 10 maggio, che secondo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky potrebbe essere solo la prima ondata di un'offensiva più ampia.

2 mesi fa
Russia-Cina
Xi abbraccia Putin: "La nostra è un'amicizia eterna"
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I due leader hanno passato la giornata insieme in quattro eventi diversi al summit bilaterale numero 43.

Dopo aver speso gran parte della giornata insieme, almeno in quattro eventi diversi, il presidente cinese Xi Jinping ha salutato ieri sera l'omologo russo Vladimir Putin, abbracciandolo lungamente. Il video di 18 secondi, diventato virale sui social media, è stato il completamento del summit bilaterale numero 43 tenuto tra i due leader in oltre 10 anni, svoltosi tra "lunghi, calorosi e camerateschi" colloqui, con Xi che ha descritto la loro amicizia come "eterna" e modello di nuove relazioni internazionali.

"Putin è importante per Xi"

Un gesto, quello proposto da Xi e prontamente ricambiato dallo zar, uscito fuori dai canoni classici dell'asettica postura della diplomazia mandarina e che, inevitabilmente, ha sollevato discussioni a partire dai social. Il leader comunista più potente dai tempi di Mao Zedong "non aveva bisogno di iniziare ad abbracciare un 'partner minore'. Se vi siete persi il suggerimento, Putin è molto più prezioso per Xi", ha osservato ad esempio Sari Arho Havren, associate fellow del Royal United Services Institute (Rusi) a Bruxelles, in un post su X.

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
"Nuovi negoziati di pace con Kiev sulla base delle trattative di Istanbul del 2022"
Lo ha detto il presidente Vladimir Putin.

La bozza di accordo tra Russia e Ucraina delineata alle trattative di Istanbul nel marzo del 2022 può essere la base per nuovi negoziati tra Mosca e Kiev. Lo ha detto il presidente Vladimir Putin citato dalla Tass. Putin ha dichiarato che l'obiettivo della conferenza di pace in programma in Svizzera a giugno sarebbe a suo dire quello di riunire "quanti più Paesi possibile" per poi presentare "come un ultimatum" alla Russia la decisione sulla guerra in Ucraina. "Non ci sarà un tale sviluppo degli eventi", ha affermato Putin. Parlando con i giornalisti russi nella città cinese di Harbin, Putin ha ricordato la bozza d'intesa sulla quale Kiev e Mosca avevano cominciato a discutere in un incontro a Istanbul nel marzo del 2022. Per favorire i colloqui, ha aggiunto, la Russia aveva accettato di ritirare le sue truppe dalla regione di Kiev, ma subito dopo gli ucraini "si sono ritirati dal processo negoziale". Alcuni mesi fa il capo negoziatore ucraino a Istanbul, David Arakhamia, aveva detto che Kiev aveva deciso di abbandonare i negoziati per varie regioni, tra cui le pressioni dell'allora premier britannico Boris Johnson. "Siamo stati ingannati", ha detto Putin, "e ora dobbiamo capire quanto e di chi possiamo fidarci, e stiamo analizzando tutto quello che succede in questa direzione".

Le trattative di Istanbul

La bozza di Istanbul prevedeva di mettere a punto meccanismi per la sicurezza dell'Ucraina con garanzie fornite da diversi Paesi mentre si ipotizzava che i negoziati sul futuro della Crimea e del Donbass potessero durare fino a 15 anni.

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
Xi: "Sì alla conferenza di pace, ma a condizione che sia riconosciuta da Mosca e Kiev"
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È quanto affermato ieri dal presidente cinese Xi Jinping, durante l'incontro avuto con il presidente russo Vladimir Putin.

La Cina ha una "posizione coerente" per promuovere la soluzione politica della questione ucraina, che richiede l'esame di "sintomi" e "cause profonde", e di una pianificazione "di presente e futuro sul lungo termine". Lo ha affermato il presidente Xi Jinping. Nell'incontro riservato di ieri con l'omologo russo Vladimir Putin alla Zhongnanhai di Pechino, la cittadella dell'elite rossa a due passi da Piazza Tienanmen, Xi ha detto che la Cina "sostiene la convocazione di una conferenza di pace internazionale riconosciuta da Russia e Ucraina al momento opportuno con pari partecipazione e discussione equa di tutte le opzioni".

La pace in Ucraina

Xi ha osservato che solo con il coinvolgimento di tutte parti potrà "spingere per la rapida soluzione politica della questione ucraina, e la Cina è pronta a continuare a svolgere un ruolo costruttivo in questo senso". Il leader cinese, nel resoconto dato in piena notte dall'agenzia statale Xinhua, ha poi rilanciato la sua Iniziativa per la sicurezza globale (Gsi), il cui nucleo primario "è sostenere la visione di una sicurezza comune, globale, cooperativa e sostenibile", quando "la soluzione fondamentale alla questione ucraina è promuovere la creazione di una nuova architettura di sicurezza equilibrata, efficace e sostenibile". Le valutazioni di Xi sembrano accantonare definitivamente la possibilità che la conferenza di metà giugno in Svizzera sul piano di pace dell'Ucraina possa decollare, avendo la Russia da subito escluso la sua partecipazione. Putin, da parte sua, ha presentato i punti di vista e le posizioni di Mosca e ha apprezzato "la posizione obiettiva, giusta ed equilibrata della Cina sulla questione ucraina, accogliendo con favore" la sua disponibilità "a continuare a svolgere un ruolo importante e costruttivo" per la soluzione politica. La Russia punta alla soluzione "attraverso negoziati politici ed è disposta a dimostrare sincerità e a mantenere una stretta comunicazione con la Cina a tale questo riguardo".

I rapporti tra Cina e Russia

L'incontro, un faccia a faccia supportato dall'assistenza dei rispettivi interpreti con camminata nei giardini, ha visto Xi ribadire, di fronte al panorama mondiale turbolento e in continua evoluzione, la volontà di collaborare con la Russia e altri Paesi "per rafforzare la solidarietà e la cooperazione, orientare la governance globale nella giusta direzione, salvaguardare insieme l'equità e la giustizia internazionale e promuovere la pace nel mondo e lo sviluppo comune". Sottolineando che lo sviluppo della Cina "è inarrestabile e che nessuna forza può contenere la sua crescita e il suo progresso, Putin ha affermato che la Russia è disposta a migliorare la cooperazione con la Cina e gli altri paesi del Sud globale per promuovere l'equità e la giustizia internazionale e a lavorare per un mondo più equo e multipolare", ha aggiunto la Xinhua.

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
Kiev accusa la Russia di aver giustiziato dei civili nel Kharkiv
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"Secondo i rapporti dell'intelligence, i militari hanno iniziato a rapire le persone, ci sono notizie delle prime sparatorie", ha dichiarato il ministro dell'Interno Igor Klymenko in un post su Telegram.

L'Ucraina ha accusato i russi di aver detenuto e giustiziato civili nella regione di Kharkiv. L'accusa alla Russia è di detenere e uccidere civili nella città di confine di Vovchansk, nella regione nord-orientale di Kharkiv, dove le forze russe hanno lanciato un assalto di terra la scorsa settimana. "Le truppe russe stanno facendo prigionieri i civili", ha dichiarato il ministro dell'Interno Igor Klymenko in un post su Telegram. "Secondo i rapporti dell'intelligence, i militari russi, nel tentativo di conquistare un punto d'appoggio nella città, non hanno permesso ai residenti locali di evacuare: hanno iniziato a rapire le persone e a condurle negli scantinati". E ha aggiunto: "Ci sono notizie delle prime sparatorie sui civili da parte dei militari russi".

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
"La Conferenza di pace non sarà più efficace con la presenza della Cina"
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Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, in un'intervista al giornale filogovernativo Izvestia ripresa dall'agenzia Interfax.

Un'eventuale partecipazione della Cina alla conferenza di pace sull'Ucraina in programma sul Bürgenstock (NW) il 15 e 16 giugno potrebbe "solo nobilitare" l'evento, "ma non lo renderebbe più efficace": lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, in un'intervista al giornale filogovernativo Izvestia ripresa dall'agenzia Interfax. "È assolutamente inutile discutere senza la Russia di questioni di sicurezza che ci riguardano. Molto probabilmente, si tratterà di mera scolastica, senza la prospettiva di ottenere almeno qualche risultato tangibile", ha affermato Peskov.

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
La Nato: "Non è troppo tardi, l'Ucraina può vincere"
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Lo ha detto l'ammiraglio Rob Bauer, presidente del Comitato militare dell'organizzazione, aprendo l'incontro della Comitato militare nella sessione dei Capi di Stato Maggiore della Difesa.

"L'Ucraina ha dimostrato al mondo di avere la capacità di ottenere successi senza precedenti sul campo di battaglia. Non c'è nulla che non possano fare. Hanno solo bisogno del nostro aiuto. Per fortuna, altri aiuti sono in arrivo, e non possono arrivare troppo presto. Non è troppo tardi per l'Ucraina per prevalere. La libertà dell'Ucraina non può, non deve e non morirà". Lo ha detto l'ammiraglio Rob Bauer, presidente del Comitato militare della Nato, aprendo l'incontro della Comitato militare nella sessione dei Capi di Stato Maggiore della Difesa.

"Sono disposti a sacrificare i loro uomini"

"La leadership russa ha detto chiaramente di aver scelto l'impunità, Agiscono - ha aggiunto Bauer - sulla base di una minaccia esistenziale percepita o immaginata. Il tutto per giustificare la loro incessante ricerca di potere all'estero per non perdere potere in patria. E per questo, sono disposti a sacrificare non solo centinaia di migliaia di loro uomini, senza nemmeno preoccuparsi di raccogliere i cadaveri sul campo di battaglia. Ma soprattutto sono disposti a mettere a repentaglio il benessere di molti altri milioni di persone in tutto il mondo, usando come armi il cibo, l'energia e la migrazione. Spetta a tutti noi in questa sala assicurarci che ciò non continui".

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
Xi ha concordato con Putin la necessità di una soluzione politica
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È quanto ha detto Xi incontrando i media insieme a Putin dopo il bilaterale avuto nella Grande sala del popolo.

Il presidente cinese Xi Jinping ha riferito di aver concordato con la controparte russa Valdimir Putin sulla necessità di "trovare una soluzione politica" al conflitto in Ucraina. È quanto ha detto Xi incontrando i media insieme a Putin dopo il bilaterale avuto nella Grande sala del popolo.

Modello affidabile di sicurezza

Per chiudere la crisi ucraina "è necessario costruire un modello affidabile di sicurezza" capace di rassicurare tutti e di durare nel tempo, ha detto Putin, esprimendo un sentito ringraziamento a Xi Jinping per "gli sforzi fatti e finalizzati alla soluzione della crisi". La Russia è grata agli "amici e colleghi cinesi per le iniziative che stanno proponendo" per mettere fine al conflitto in Ucraina, ha affermato il presidente russo, citato dall'agenzia Tass, dopo un incontro a Pechino con il leader cinese Xi Jinping. Il partenariato tra la Russia e la Cina è "un esempio di come dovrebbero funzionare le relazioni tra Paesi", ha sottolineato Putin che, incontrando i media insieme all'omologo Xi Jinping, ha rimarcato che i colloqui bilaterali avuti "hanno mostrato tutta l'importanza della relazione".

In constante contatto

Oltre a ringraziare Xi per la calorosa accoglienza, Putin ha detto di essere in costante contatto con il leader cinese, discutendo di "tutte le questioni". Le priorità del loro bilaterale numero 43 si sono concentrate "su commercio e investimenti, e si è parlato anche di energia. Su quest'ultimo tema abbiamo piani concreti per approfondire la cooperazione", ha aggiunto Putin che ha preso di mira le alleanze ristrette politico-militari nella regione dell'Asia-Pacifico, valutate come "dannose" e "controproducenti". Pertanto, "è necessario lavorare per costruire un'architettura di sicurezza affidabile e adeguata nella regione dell'Asia-Pacifico, in cui non ci sia spazio per alleanze politico-militari chiuse. Riteniamo che siano molto dannose e controproducenti", ha concluso il capo del Cremlino, sollevando un tema molto caro alla parte cinese.

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
Allarme aereo a Kiev e in diverse altre regioni
Secondo l'Aeronautica è scattato alle 08:22 (le 7:22 in Svizzera) e ha interessato la capitale e le zone di Chernihiv, Sumy, Cherkasy, Poltava, Kharkiv, Kirovohrad, Dnipropetrovsk, Donetsk e Zaporizhzhia.

Un allarme aereo è stato dichiarato questa mattina a Kiev e in diverse regioni ucraine a causa della minaccia di missili balistici russi, mentre un missile si dirige da est verso la regione di Poltava: lo hanno reso noto l'Aeronautica militare e il capo di stato maggiore delle forze armate ucraine, come riporta Rbc-Ucraina. Secondo l'Aeronautica l'allarme aereo è scattato alle 08:22 (le 7:22 in Svizzera) e ha interessato le regioni di Kiev (inclusa la capitale), Chernihiv, Sumy, Cherkasy, Poltava, Kharkiv, Kirovohrad, Dnipropetrovsk, Donetsk e Zaporizhzhia.

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
"Avanziamo su tutto il fronte. I nostri obiettivi si stanno realizzando"
Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin.

Tutti gli obiettivi che la Russia si è posta nel suo intervento in Ucraina "si stanno realizzando". Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin, aggiungendo che le forze di Mosca stanno avanzando quotidianamente in tutti i settori del fronte. "Il lavoro procede secondo il piano messo a punto" dal comando delle operazioni, tutti gli obiettivi stabiliti si stanno realizzando", ha affermato Putin parlando a una riunione dei comandanti dei distretti militari con il nuovo ministro della difesa Andrei Belousov e il suo predecessore Serghei Shoigu.

"Fallimento ucraino"

Dopo aver sottolineato il fallimento della controffensiva ucraina dello scorso anno, il leader del Cremlino ha aggiunto che quest'anno le truppe russe "stanno migliorando costantemente, quotidianamente le loro posizioni". Il presidente russo ha quindi sostenuto che "più efficacemente lavorerete lungo il fronte, più possibilità avremo di risolvere questa questione pacificamente". Putin ha anche spiegato che la spesa della Russia per la difesa e la sicurezza raggiungerà l'8,7% del Pil nel 2024, e proprio all'aumento delle spese militari è dovuta la nomina di un economista a nuovo ministro della difesa. Secondo l'ultimo rapporto dell'Istituto internazionale di ricerche sulla pace di Stoccolma (Sipri), la spesa di Mosca per la sola difesa era già cresciuta nel 2023 al 5,9% del Pil rispetto al 4,1% del 2022.

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
Kiev: "Evacuate 8mila persone nella regione di Kharkiv"
Il portavoce del ministero della Difesa ucraino ha detto che gruppi di fanteria russa sono entrati a Vovchansk, nella regione di Kharkiv.

Almeno 8.000 persone sono state evacuate nella regione di Kharkiv, nell'Ucraina nord-orientale, in seguito alla nuova offensiva russa: lo hanno reso noto i servizi di soccorso. Il portavoce del ministero della Difesa ucraino ha detto che gruppi di fanteria russa sono entrati a Vovchansk, nella regione di Kharkiv, dove gli invasori stanno cercando di prendere piede nella parte nord ma i combattimenti continuano. "Il nemico sta cercando di prendere piede nella parte settentrionale della città, provando a entrare con piccoli gruppi di fanteria", ha dichiarato. "In effetti, unità combattenti efficaci si trovano ora vicino a Vovchansk e stanno mantenendo questa direzione. Ma sì, alcuni gruppi di fanteria (russa) sono effettivamente entrati in città", ha aggiunto.

"Non stiamo considerando l'evacuazione di Kharkiv"

Al momento non ci sono piani per evacuare la popolazione di Kharkiv, ha annunciato su Telegram il consiglio comunale della città. "Non stiamo considerando l'evacuazione da Kharkiv, al contrario, accettiamo persone sfollate dalle zone in cui si svolgono le ostilità attive. Li accogliamo già nei dormitori e forniamo loro tutto ciò di cui hanno bisogno per sentirsi più o meno protetti", ha affermato il sindaco, Igor Terekhov, in un'intervista alla tv ucraina. Terekhov ha aggiunto che ieri i russi hanno lanciato sette attacchi su quartieri densamente popolati di Kharkiv per intimidire i suoi residenti e costringerli a lasciare la città. "Il nostro obiettivo principale è difendere Kharkiv e l'Ucraina, dare una degna risposta all'aggressore che è venuto nella nostra terra", ha sottolineato Terekhov.

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
"Raid ucraino su Sebastopoli, usati droni e missili Atacms"
Lo ha reso noto il ministero della Difesa di Mosca.

L'Ucraina ha lanciato la notte scorsa un massiccio attacco aereo sulla città portuale di Sebastopoli, nella Crimea occupata, e su diverse regioni russe: lo ha reso noto il ministero della Difesa di Mosca, come riporta la Tass. Oltre alla Crimea, l'operazione ha interessato le regioni di Belgorod, Kursk e Bryansk ed ha coinvolto anche i missili guidati di precisione a lungo raggio Atacms forniti dagli Usa. Secondo il ministero della Difesa russo, sono stati abbattuti 10 Atacms sul territorio della Crimea e l'attacco è stato in gran parte "sventato". L'independent riporta che l'Ucraina ha utilizzato anche 17 droni kamikaze.

2 mesi fa
Bürgenstock
Zelensky: "Macron sarà al summit di pace in Svizzera"
Lo ha confermato il leader ucraino, Volodymyr Zelensky, tramite un post sulla sua pagina X.

Il presidente francese, Emmanuel Macron, parteciperà alla conferenza di pace sull'Ucraina che si terrà il 15 e 16 giugno sul Bürgenstock (NW). Lo ha confermato il leader ucraino, Volodymyr Zelensky, tramite un post sulla sua pagina X. "Ho parlato con Emmanuel Macron e l'ho ringraziato per aver confermato la sua presenza al Summit per la Pace. Apprezzo l'importante ruolo della Francia nell'attuazione della formula di pace, in particolare sul punto della sicurezza nucleare", scrive sul social X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky dopo un colloquio telefonico con l'omologo francese.

"Abbiamo discusso dell'importanza di incoraggiare i Paesi del Sud del mondo a partecipare al vertice e abbiamo coordinato le posizioni su questo tema. Abbiamo anche discusso approfonditamente della situazione del fronte, in particolare nella direzione di Kharkiv. Abbiamo prestato molta attenzione alle esigenze di difesa dell'Ucraina, in particolare alla difesa aerea aggiuntiva, all'artiglieria, alle capacità a lungo raggio e alle munizioni", ha aggiunto Zelensky. "Ho ringraziato il presidente Macron per la forte assistenza militare della Francia all'Ucraina e l'ho invitato a visitare il nostro Paese nel prossimo futuro".

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
"Penetriamo in profondità nella regione di Kharkiv"
Lo scrive il ministero della Difesa di Mosca nel suo bollettino quotidiano.

Le truppe russe hanno conquistato un altro villaggio, Bugrovatka, nella regione di Kharkiv, e sono "avanzate in profondità nelle difese" ucraine. Lo scrive il ministero della Difesa di Mosca nel suo bollettino quotidiano. In precedenza, nel suo aggiornamento di intelligence, il ministero della Difesa britannico aveva definto improbabile che la Russia abbia accumulato un livello sufficiente di forze per conquistare la seconda città ucraina, Kharkiv, senza mobilitare ulteriori risorse: lo scrive il ministero della Difesa britannico nel suo aggiornamento di intelligence.

Missile balistico marittimo

Le forze armate russe avrebbero inserito ufficialmente tra i loro armamenti il missile balistico intercontinentale marittimo Bulava: lo riporta la Tass citando Yuri Solomonov, il capo progettista dell'Istituto moscovita della tecnologia termica che ha sviluppato il sistema missilistico. "Il 7 maggio di quest'anno è stato firmato un decreto sull'accettazione del sistema missilistico Bulava per il servizio", ha detto Solomonov alla Tass. Dal canto loro, Moldova e l'Ue sono vicine ad approfondire la loro cooperazione in materia di difesa a livelli senza precedenti, con Chisinau che sfida gli avvertimenti di Mosca secondo cui una più stretta integrazione con l'Occidente potrebbe portarla a subire il destino dell'Ucraina. Intanto, la Corte Suprema russa ha respinto l'appello dell'oppositore Kara-Murza contro la condanna a 25 anni di reclusione inflittagli per essersi schierato contro l'invasione dell'Ucraina. Lo riporta l'agenzia Interfax. Il governo russo sta inasprendo sempre più la repressione del dissenso e all'inizio della guerra in Ucraina ha varato una legge bavaglio che prevede fino a 15 anni di reclusione per chi critica la guerra in Ucraina. Le autorità russe hanno però colpito Kara-Murza in modo ancora più duro, accusandolo di "alto tradimento" per la sua contrarietà all'invasione.

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
"Se l'Occidente vuole combattere noi siamo pronti"
Lo ha detto il ministro degli Esteri Serghiei Lavrov parlando al Consiglio della Federazione (il Senato russo) a cui si presenta per ottenere la fiducia per la riconferma nella sua carica.

Se i Paesi occidentali vogliono risolvere il conflitto ucraino sul campo di battaglia, "Mosca è pronta". Lo ha detto il ministro degli Esteri Serghiei Lavrov parlando al Consiglio della Federazione (il Senato russo) a cui si presenta per ottenere la fiducia per la riconferma nella sua carica. "E' un loro diritto, se vogliono essere sul campo di battaglia, saranno sul campo di battaglia", ha aggiunto Lavrov, citato dall'agenzia Ria Novosti. Con la conferenza di pace che si terrà in Svizzera in giugno i Paesi occidentali vogliono trattare la Russia come "un cattivo scolaro". "Ma non potete parlare a nessuno così, specialmente a noi", ha detto ancora il ministro degli Esteri russo. I Paesi che si riuniranno in Svizzera, dove Mosca non è stata invitata, intendono comportarsi come "un consiglio di insegnanti" che individuano un cattivo scolaro, "decidono tutto tra loro e poi lo chiamano e gli annunciano il verdetto", ha proseguito Lavrov.

Combattimenti a Kharkiv

Intanto, sono ancora in corso i combattimenti nella regione di Kharkiv, nel nord-est dell'Ucraina, dove più di 30 località sono sotto il fuoco russo e quasi 6'000 residenti sono stati evacuati, secondo il governatore regionale. "Più di 30 località nella regione di Kharkiv sono state colpite dall'artiglieria nemica e dai colpi di mortaio", ha scritto Oleg Synegoubov sui social network. Il governatore ha aggiunto che dall'inizio dei combattimenti sono stati evacuati da queste zone un totale di 5'762 residenti. Le forze russe hanno attraversato il confine da venerdì per condurre un'offensiva in direzione di Lyptsi e Vovchansk, due città situate rispettivamente a circa venti e cinquanta chilometri a nord-est di Kharkiv, la seconda città del Paese.

2 mesi fa
Estero
Raid ucraino a Belgorod, "il bilancio è di 15 morti e 17 feriti"
Lo ha reso noto stamattina a operazioni di ricerca terminate il Ministero per le Emergenze russo.

E' di 15 morti e 17 persone tratte in salvo il bilancio finale del crollo parziale di un condominio residenziale di 10 piani nella città russa sudoccidentale di Belgorod, colpita ieri da un attacco ucraino. Lo ha reso noto stamattina a operazioni di ricerca terminate il Ministero per le Emergenze russo, citato dall'agenzia di stampa Tass. Mosca afferma che a provocare il crollo sarebbe stato usato un missile "fornito dalla Nato" all'Ucraina.

Il raid a Belgorod

Dodici missili e 12 droni lanciati dalle forze ucraine sono state distrutte dalle difese aeree russe la scorsa notte nella regione di confine di Belgorod. Lo ha reso noto il ministero della Difesa di Mosca. Quattro missili a lungo raggio Storm Shadow di fabbricazione britannica sono stati abbattuti sulla Crimea, otto droni sulla regione di Kursk e quattro sulla quella di Lipetsk.

Bombardata la città ucraina di Selydove

Intanto, le truppe russe hanno attaccato la città di Selydove, nella regione orientale ucraina di Donetsk, con missili S-300 nelle prime ore di oggi. Lo ha riferito l'amministrazione militare della città su Facebook, riferisce Ukrinform. "Verso l'una e venti, le truppe russe hanno bombardato la città di Selydove con missili S-300. Il bombardamento ha danneggiato edifici residenziali a più piani e un istituto scolastico", si legge nel post. Le autorità cittadine hanno affermato che non ci sono state vittime. Nella notte le autorità di Mosca hanno affermato che le forze di difesa aerea avevano abbattuto otto droni ucraini sulla regione russa di Kursk e diversi altri su quella di Belgorod, stando all'agenzia di stampa Tass. Inoltre un allarme antiaereo è risuonato in cinque regioni dell'Ucraina e in tre della Russia. Le truppe di Mosca stanno nel frattempo avanzando nel Kharkiv.

Putin ha sostituito il ministro della difesa

Ieri il presidente Vladimir Putin ha deciso di sostituire alla guida del ministero della Difesa Serghei Shoigu, in carica da 12 anni, con un civile, l'economista Andrei Belousov. Shoigu passa a dirigere il Consiglio di Sicurezza nazionale prendendo il posto di Nikolai Patrushev, che viene rimosso senza per il momento che vi sia alcuna indicazione su un suo futuro ruolo. Mentre resta al suo posto il settantaquattrenne ministro degli Esteri Serghiei Lavrov, che guida la diplomazia russa da ben 20 anni. Ieri Vladimir Putin ha sostituisce Shoigu alla Difesa con l'economista Belousov.

2 mesi fa
LIVE GUERRA IN UCRAINA
Trudeau: "A giugno sarò al summit di pace in Svizzera"
"Non vedo l'ora di unirmi ad altri leader mondiali per portare avanti l'obiettivo comune di una pace giusta e duratura per l'Ucraina". Zelensky soddisfatto

"Il primo vertice di pace per l'Ucraina si terrà a giugno e il Canada sarà presente. Non vedo l'ora di unirmi ad altri leader mondiali per portare avanti il nostro obiettivo comune di una pace giusta e duratura per l'Ucraina". Lo scrive il premier canadese Justin Trudeau annunciando la partecipazione al alla Conferenza sulla pace per l'Ucraina, che si terrà al Bürgenstock (NW) a metà giugno.

Zelensky: "Apprezzo la sua decisione"

"Caro Justin Trudeau, apprezzo la tua decisione di partecipare", ha commentato in risposta il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. "Il Primo Vertice per la Pace è un'opportunità per ogni Paese di mostrare una leadership globale e un desiderio genuino di ripristinare non solo la pace in Ucraina, ma anche tutta la forza della Carta delle Nazioni Unite, che protegge tutte le nazioni".

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
Blinken: "Arriva un pacchetto di aiuti da 400 milioni per Kiev"
Lo afferma il segretario di Stato Usa Antony Blinken su X.

"Gli Stati Uniti annunciano un pacchetto da 400 milioni di dollari a sostegno del coraggioso popolo dell'Ucraina. Gli Stati Uniti continueranno a essere a fianco all'Ucraina nella battaglia contro l'aggressione russa". Lo afferma il segretario di Stato Usa Antony Blinken su X. Il pacchetto da 400 milioni di dollari contiene munizioni per i Patriot, i missili Stinger, munizioni aeree di precisione, i veicoli corazzati Bardley e gli M113. Nell'elenco diffuso dalla Casa Bianca figurano anche i missili Tow e Javelin, munizioni per armi piccole, granate e missili ad alta velocità anti-radiazioni.

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
Zelensky: "Il patriarca Bartolomeo sarà al vertice di pace in Svizzera"
Lo ha annunciato su X il presidente ucraino.

"Ho parlato con il Patriarca ecumenico Bartolomeo I per porgergli gli auguri pasquali ed esprimere gratitudine per le preghiere di Sua Santità per l'Ucraina e i calorosi auguri per il popolo ucraino. Il Patriarca ecumenico ha confermato la sua partecipazione al Summit Globale per la Pace, che per noi è altamente simbolico. Apprezziamo il significativo contributo del Patriarcato ecumenico al ripristino della giusta pace nel nostro Paese". Lo ha annunciato su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky dopo un colloquio telefonico con il patriarca di Costantinopoli della Chiesa ortodossa.

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
Potrebbero essere mobilitati fino a 20mila detenuti dagli istituti ucraini
Secondo il ministro della Giustizia Denis Malyuska i penitenziari sono sovraffollati. Si discute la possibilità di coinvolgere anche i condannati per omicidio.

Il ministro della Giustizia ucraino Denis Malyuska ritiene che potrebbero essere mobilitati dal sistema penitenziario dai 10 ai 20mila detenuti, anche perché gli istituti penitenziari in Ucraina sono sovraffollati. Malyuska ne ha parlato in un'intervista alla Bbc, ripresa dai media ucraini.

Mobilitazione dei condannati per omicidio

Secondo il ministro, gli istituti penali in Ucraina sono sovraffollati, in particolare i centri di custodia cautelare dove non ci sono più posti da molto tempo, praticamente ovunque, anche nelle grandi città. "Questo è un grosso problema. Ultimo ma non meno importante, mi sto battendo molto per la mobilitazione dei prigionieri e dei detenuti, al fine, tra le altre cose, di non violare le norme sul numero di persone in una determinata area", ha detto, aggiungendo che si sta discutendo anche della possibilità di coinvolgere nella mobilitazione i condannati per omicidio.

2 mesi fa
Svizzera
Altre personalità annunciano la loro presenza alla conferenza di pace
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La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, hanno annunciato la loro partecipazione alla conferenza di pace sull'Ucraina. 

Si allarga la rosa dei partecipanti di alto livello alla conferenza di pace sull'Ucraina che si terrà al Bürgenstock (NW) il 15 e 16 giugno. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, hanno annunciato la loro presenza. Lo ha reso noto oggi su X Nicolas Bideau, responsabile della comunicazione del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). Già confermata la presenza del cancelliere tedesco Olaf Scholz e della premier italiana Giorgia Meloni. Fra i partecipanti anche i presidenti di Moldavia, Polonia, Finlandia e Lettonia e i premier di Spagna, e Irlanda.

  Già confermata la presenza del cancelliere tedesco Olaf Scholz e della premier italiana Giorgia Meloni. Fra i partecipanti anche i presidenti di Moldavia, Polonia, Finlandia e Lettonia e i premier di Spagna, e Irlanda.  

2 mesi fa
Guerra in Ucarina
Il presidente ceco Pavel conferma la sua presenza al summit in Svizzera
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Lo ha annunciato lo stesso Pavel nel corso di una discussione con il premier ucraino Volodymyr Zelensky.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e quello ceco Petr Pavel hanno discusso ieri della cooperazione in materia di difesa tra i loro Paesi e Pavel ha confermato la sua partecipazione al prossimo vertice di pace in Svizzera del 15 e 16 giugno. Lo riportano i media ucraini, aggiungendo che Zelensky ha espresso gratitudine per l'iniziativa di Oraga di fornire munizioni per l'artiglieria e acquistare proiettili per Kiev nella sua guerra con la Russia.

2 mesi fa
Bürgenstock
Conferenza di pace sull'Ucraina, diversi leader confermano la propria presenza
© burgenstockresort.com
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I presidenti di Polonia, Finlandia e Lettonia, così come il primo ministro spagnolo, hanno confermato la presenza alla Conferenza che si terrà dal 15 al 16 giugno nel Canton Nidvaldo.

I leader di diversi Paesi europei hanno già confermato che parteciperanno alla Conferenza sull'Ucraina che si terrà al Bürgenstock (NW) a metà giugno. Tra questi, i presidenti di Polonia, Finlandia e Lettonia, nonché il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez, quello belga Alexander De Croo e il cancelliere tedesco Olaf Scholz. "La Svizzera si rallegra della partecipazione di questi quattro capi di Stato e di governo al Vertice di pace", ha scritto Nicolas Bideau, responsabile della comunicazione del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), in quattro messaggi pubblicati oggi sul social network X.

Bideau e l'account ufficiale del DFAE ripubblicano sul social media X i messaggi in cui i leader annunciano la loro partecipazione alla Conferenza di pace. Il presidente finlandese Alexander Stubb ha detto di sperare che "il maggior numero possibile di (suoi) colleghi possa partecipare" alle discussioni. "Siamo uniti nella ricerca di una pace giusta", gli ha fatto eco il suo omologo polacco Andrzej Duda. Dal canto suo, Pedro Sanchez ha dichiarato di aver discusso con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky "della situazione critica in Ucraina e dei progressi dell'accordo di sicurezza tra i nostri Paesi. Siamo d'accordo sull'importanza della Conferenza di pace del Bürgenstock".

Scholz e Meloni presenti

Nel pomeriggio, un portavoce di Scholz ha confermato che arriverà in Svizzera anche il cancelliere tedesco e che la Germania sostiene attivamente l'incontro. In una telefonata con Zelensky, i due leader "hanno concordato di lavorare per la partecipazione più ampia possibile" all'evento, ha aggiunto l'addetto stampa di Berlino, citato dall'agenzia italiana Adnkronos. Secondo un comunicato del governo di Kiev, pure De Croo ha assicurato a Zelensky che ci sarà. Stando allo stesso presidente ucraino inoltre, il premier olandese Mark Rutte ha a sua volta espresso la volontà di recarsi nel Canton Nidvaldo. Venerdì scorso a Roma, la premier italiana Giorgia Meloni aveva già confermato la sua partecipazione alla presidente della Confederazione Viola Amherd parlando di una "iniziativa molto importante". Bideau ha precisato che il DFAE comunicherà "sistematicamente" gli annunci pubblici della partecipazione degli Stati. L'elenco definitivo sarà pubblicato poco prima dell'inizio del vertice.

Invitate oltre 160 delegazioni

La Svizzera ha invitato oltre 160 delegazioni alla Conferenza per la pace in Ucraina che si terrà sul Bürgenstock dal 15 al 16 giugno. All'appuntamento sono attesi membri dei Paesi del G7, G20, dell'UE e dei BRICS, nonché di tre organizzazioni internazionali (ONU, OSCE e Consiglio d'Europa), come anche il Vaticano e il Patriarca ecumenico di Costantinopoli. Proprio la segretaria generale del Consiglio d'Europa, Marija Pejcinovic Buric, ha a sua volta ufficializzato su X la sua presenza. Assente, perché non invitata, la Russia. Mosca ha finora sempre snobbato questo evento. La scorsa settimana il capo della diplomazia elvetica, Ignazio Cassis, ha dichiarato che è tuttavia chiaro che una soluzione al conflitto in corso non può prescindere dal coinvolgimento di Mosca. Zelensky ha scritto su X che il vertice "fungerà da piattaforma per discutere le modalità per raggiungere una pace globale, giusta e duratura per l'Ucraina in conformità con la Carta delle Nazioni Unite e il diritto internazionale. Tutti gli Stati invitati al Vertice hanno dimostrato il loro impegno nei confronti di questi principi".

Contemporaneamente all'annuncio sul portale del DFAE, il presidente ucraino Volodymir Zelensky ha scritto su "X" che il vertice "fungerà da piattaforma per discutere le modalità per raggiungere una pace globale, giusta e duratura per l'Ucraina in conformità con la Carta delle Nazioni Unite e il diritto internazionale. Tutti gli Stati invitati al Vertice hanno dimostrato il loro impegno nei confronti di questi principi".

Incognita Cina

Non ha invece ancora sciolto il nodo sulla sua partecipazione al Bürgenstock la Cina. In visita questa settimana a Parigi, il presidente Xi Jinping ha dichiarato che Pechino sostiene la convocazione di una conferenza internazionale di pace sulla crisi ucraina al momento opportuno che "dovrebbe essere riconosciuta sia dalla Russia sia dall'Ucraina, con la partecipazione paritaria di tutte le parti e un'equa discussione di tutti i piani di pace".

2 mesi fa
Estero
Un missile ipersonico russo si abbatte sulla regione di Leopoli
Lo rende noto su Telegram il capo dell'Amministrazione militare locale, Maksym Kozytsky.

Le forze russe hanno attaccato nella notte la regione di Leopoli (ovest) con missili da crociera e un missile ipersonico: lo ha reso noto su Telegram il capo dell'Amministrazione militare locale, Maksym Kozytsky, riporta Rbc-Ucraina. Verso le 5:00 (le 4:00 in Svizzera), sono stati colpiti con missili da crociera un impianto di produzione di energia nel distretto di Chervonograd e un'infrastruttura energetica critica nel distretto di Stry. Alle 06:27 locali è scattato un allarme aereo dopo il decollo di un MiG-31K che ha attaccato la regione con un missile ipersonico Kinzhal, senza però colpire le infrastrutture critiche o residenziali. Più in generale le forze russe hanno lanciato un massiccio attacco sull'Ucraina con 55 missili, di cui uno per l'appunto ipersonico, e 21 droni kamikaze: lo ha reso noto su Telegram l'Aeronautica militare di Kiev, sottolineando di avere abbattuto 59 bersagli su 76: 39 missili e 20 velivoli senza equipaggio.

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
"Le sanzioni contro la Russia portano a risultati opposti"
Lo ha affermato il presidente russo Vladimir Putin, come riporta Tass.

"Le sanzioni contro la Russia hanno portato a risultati opposti". Lo ha affermato il presidente russo Vladimir Putin, come riporta Tass. "I nemici della Russia hanno cercato di rovinare la Russia dall'interno, ma hanno fallito", ha aggiunto. Il ministero degli Esteri russo ha convocato anche l'ambasciatore francese Pierre Levy. Lo riporta la Tass.

Cina e Ue chiedono il cessate il fuoco

Dal canto loro, Cina, Francia e Ue "desiderano tutti un cessate il fuoco rapido e il ritorno della pace in Europa, e sostengono una soluzione politica della crisi" ucraina. Le parti, ha affermato il presidente Xi Jinping, incontrando all'Eliseo il presidente Emmanuel Macron e la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, "devono opporsi insieme all'estensione e all'escalation dei combattimenti, creare le condizioni per i colloqui di pace, salvaguardare la sicurezza energetica e alimentare internazionale e mantenere stabili le catene industriali e di approvvigionamento", in base a un resoconto diffuso in serata dalla diplomazia di Pechino

Esercito russo

Secondo il governatore ucraino di Zaporizhzhia, l'esercito russo ha iniziato ad arruolare nell'esercito i residenti della parte occupata della regione: la mobilitazione riguarda più di 150 mila uomini tra i 18 e i 30 anni. Lo riferisce Unian. Secondo Ivan Fedorov, il progetto russo nei territori occupati è già iniziato e sono già state create le infrastrutture necessarie: uffici per l'arruolamento, centri di reclutamento e tavoli di leva, dove vengono conservati i registri militari. Dal canto suo, Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha presentato al Parlamento un progetto di legge per prorogare la legge marziale e la mobilitazione generale dal 14 maggio per altri 90 giorni, fino all'11 agosto 2024. Lo riferisce Rbc-Ukraina. La Verkhovna Rada (il Parlamento ucraino) ha approvato i decreti presidenziali sulla legge marziale e la mobilitazione il primo giorno dell'invasione della Russia, il 24 febbraio 2022, per 30 giorni. Successivamente, i termini sono stati costantemente prorogati, prima di un mese e da maggio 2022 di tre mesi.

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
Mosca: "Conquistato il villaggio di Ocheretyne nel Donetsk"
Lo ha reso noto il ministero della difesa russo.

Le forze russe hanno conquistato il villaggio di Ocheretyne, nella regione di Donetsk, nell'Ucraina orientale: lo ha reso noto il ministero della difesa di Mosca. Lo riporta la Tass. "Le unità del Battlegroup Center hanno liberato completamente l'insediamento di Ocheretino nella Repubblica Popolare di Donetsk durante le operazioni, hanno migliorato la loro posizione tattica e hanno inflitto perdite alle formazioni della 24esima e 115esima brigata meccanizzata dell'esercito ucraino vicino agli insediamenti di Arkhangelskoye e Novgorodskoye nella Repubblica Popolare di Donetsk", si legge in un comunicato del ministero.

La cronaca dal fronte

Nelle ultime 24 ore, prosegue la nota, le forze russe hanno respinto otto contrattacchi dei gruppi d'assalto del 78esimo reggimento d'assalto aereo separato dell'esercito ucraino, del 47esimo reggimento meccanizzato, della 142esima e 143esima brigata di fanteria e della 68esima brigata jaeger vicino agli insediamenti di Novokalinovo, Ocheretyne, Solovyovo, Berdychi, Semyonovka e Netailovo nella Repubblica Popolare di Donetsk, prosegue la nota. Le truppe russe sono avanzate su posizioni vantaggiose nella regione di Donetsk, dove l'esercito ucraino ha perso ieri circa 290 soldati e otto equipaggiamenti.

2 mesi fa
Estero
"La Russia prepara sabotaggi in Europa"
È quanto riferiscono i media, citando funzionari dei servizi segreti.

Le agenzie di intelligence europee hanno avvertito i loro governi che la Russia sta preparando "violenti atti di sabotaggio in tutto il continente", senza preoccuparsi di possibili vittime civili: lo scrive il Financial Times (Ft) sulla sua edizione online citando funzionari dei servizi segreti. Secondo le fonti, "la Russia ha già iniziato a preparare più attivamente in segreto attentati dinamitardi e attacchi incendiari per danneggiare le infrastrutture sul territorio europeo, direttamente e indirettamente, senza preoccuparsi apparentemente di causare vittime civili", scrive il giornale. Sebbene gli agenti del Cremlino abbiano una lunga storia di tali operazioni, e negli ultimi anni abbiano lanciato attacchi sporadici in Europa, "aumentano le prove di uno sforzo più aggressivo e concertato", secondo le valutazioni di tre paesi europei condivise con il Financial Times.

"La Russia sembra ora a suo agio nell'eseguire queste operazioni"

Il giornale cita il capo dell'intelligence interna tedesca, Thomas Haldenwang, il quale il mese scorso - in una conferenza sulla sicurezza - aveva affermato che il rischio di atti di sabotaggio controllati dallo Stato è "aumentato in modo significativo". La Russia ora sembra a suo agio nell'eseguire operazioni sul suolo europeo con "un alto potenziale di danno", aveva aggiunto. Haldenwang era intervenuto pochi giorni dopo l'arresto di due cittadini russo-tedeschi a Bayreuth, in Baviera, con l'accusa di aver complottato per attaccare siti militari e logistici in Germania per conto della Russia. A fine aprile, ricorda poi l'Ft, due uomini sono stati accusati nel Regno Unito di aver dato fuoco a un magazzino contenente aiuti per l'Ucraina. La procura inglese li accusa di aver agito per conto del governo russo. Nel frattempo, prosegue il giornale, i servizi di sicurezza svedesi indagano su una serie di recenti deragliamenti ferroviari e sospettano che possa trattarsi di atti di sabotaggio appoggiati da uno Stato. La Russia, inoltre, ha tentato di distruggere i sistemi di segnalamento delle ferrovie ceche, aveva detto il mese scorso all'Ft il ministro dei trasporti del paese. Secondo il servizio di sicurezza interna estone, gli uomini dell'intelligence russa hanno attaccato a febbraio le auto del ministro degli Interni e quelle di alcuni giornalisti. Anche il ministero della Difesa francese ha messo in guardia quest'anno su possibili azioni di sabotaggio da parte della Russia contro siti militari.

"È giunto il momento di aumentare la consapevolezza e l'attenzione"

"La conclusione ovvia è che c'è stato un reale incremento dell'attività russa", ha affermato Keir Giles, consulente senior del think tank Chatham House. Un alto funzionario governativo europeo ha dichiarato che attraverso i servizi di sicurezza della Nato sono state condivise informazioni di "chiara e convincente malizia russa", coordinata e su larga scala: è giunto il momento di "aumentare la consapevolezza e l'attenzione" sulla minaccia della violenza russa sul suolo europeo, ha aggiunto. Giovedì scorso la Nato ha rilasciato una dichiarazione affermando che i Paesi alleati sono "profondamente preoccupati" per le recenti "attività maligne" della Russia, di natura ibrida, sull'onda dei casi recenti che hanno portato all'indagine e all'incriminazione di più individui in Estonia, Germania, Lettonia, Lituania, Polonia, Regno Unito e Repubblica Ceca.

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
Zelensky: "Dio è nostro alleato, la vita vincerà sulla morte"
© X - Volodymyr Zelenskyy screenshot video
© X - Volodymyr Zelenskyy screenshot video
È quanto affermato dal presidente ucraino nel giorno in cui l'Ucraina celebra la Pasqua ortodossa.

"Dio è vicino all'Ucraina e con un simile alleato la vita vincerà sulla morte": lo scrive su Telegram il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel giorno in cui il paese celebra la Pasqua ortodossa.

"La Bibbia ci insegna ad amare il prossimo", si legge nel messaggio. "E oggi ci ha mostrato il vero significato di questa parola. Quando siamo diventati tutti vicini di casa. E il nostro vecchio vicino, che cercava sempre di essere nostro fratello, è lontano da noi per sempre. Ha infranto tutti i comandamenti, ha preteso la nostra casa ed è venuto a ucciderci", prosegue Zelensky. "Il mondo lo vede. Dio lo sa. E noi crediamo che Dio abbia un gallone con la bandiera ucraina sulla spalla. Quindi, con un tale alleato, la vita sconfiggerà sicuramente la morte. Buona Pasqua a tutti voi, cari ucraini! Cristo è risorto! È veramente risorto!".

3 mesi fa
Guerra in Ucraina
Kiev: "Zelensky tra i ricercati? A Mosca sono disperati"
È quanto affermato dal ministero degli Esteri ucraino.

Il ministero degli Esteri ucraino ha affermato che "l'annuncio della Russia che ha inserito il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nella lista dei ricercati è la prova della disperazione della macchina statale e della propaganda russa, che non ha altre scuse degne di nota da inventare per attirare l'attenzione". Il ministero ucraino aggiunge che "contrariamente alle inutili dichiarazioni russe, il mandato d'arresto della Corte penale internazionale per l'arresto del dittatore russo Vladimir Putin con l'accusa di crimini di guerra è invece del tutto reale ed è soggetto a esecuzione in 123 Paesi del mondo".

3 mesi fa
Estero
Zelensky nella lista dei ricercati di Mosca
Nei suoi confronti è stato aperto un procedimento penale.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è stato inserito nella lista dei ricercati del ministero dell'Interno russo. Lo riferisce la Tass, aggiungendo che nei suoi confronti è stato aperto un procedimento penale. Secondo quanto appare nel database del ministero dell'Interno, Zelensky è ricercato ai sensi di un articolo del Codice penale russo, che però non viene specificato. Il ministero dell'Interno russo ha emesso un ordine di arresto anche per l'ex presidente ucraino Petro Poroshenko, riferisce l'agenzia Ria Novosti.

3 mesi fa
Estero
Conferenza sulla ripresa dell'Ucraina, "attesi a Berlino 1500 partecipanti"
© Shutterstock
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È quanto affermato da Svenja Schulze, ministro federale per la cooperazione e lo sviluppo economico. L'Ukraine Recovery Conference si terrà dall'11 al 12 giugno nella capitale tedesca.

Il governo tedesco si aspetta circa 1500 partecipanti alla Conferenza per la ripresa dell'Ucraina (Ukraine Recovery Conference, URC) che si terrà a Berlino l'11-12 giugno: lo ha detto la ministra federale per la cooperazione e lo sviluppo economico, Svenja Schulze, in un'intervista a Ukrinform. "Ci aspettiamo circa 1500 partecipanti", ha affermato Schulze, che ha definito "speciale" la conferenza perché, oltre a esponenti del governo e delle imprese, gli organizzatori hanno invitato rappresentanti della società civile e degli enti governativi locali. Schulze ha sottolineato l'importanza di coinvolgere la società e il governo locale negli sforzi di ripresa, perché sono i cittadini, le città e gli enti di autogoverno municipale che stanno già prendendo in mano la situazione è nelle loro mani e sanno esattamente cosa manca sul terreno. La ministra ha inoltre ricordato che sono già stati firmati più di 200 partenariati tra città e comunità ucraine e tedesche.

"Non sarà una conferenza di promesse"

La URC, ha sottolineato Schulze, non mira ad essere una "conferenza di promesse", ma dovrebbe influenzare varie dimensioni della ricostruzione: dall'economia al sostegno psicosociale degli ucraini.

3 mesi fa
Estero
"Le perdite russe aumenteranno con la ripresa dell'offensiva ucraina"
Lo afferma il ministero della difesa britannico.

La media giornaliera di 899 soldati russi morti e feriti in Ucraina il mese scorso è stata in linea con quella registrata dall'inizio del 2024, ma è probabile che questo livello aumenterà di nuovo nei prossimi due mesi in seguito alla ripresa dell'offensiva nell'est del paese: lo scrive il ministero della difesa britannico nel suo aggiornamento di intelligence. Il previsto aumento, si legge nel rapporto pubblicato su X, dovrebbe giungere dopo un leggero calo del ritmo delle operazioni negli ultimi due mesi seguito alla caduta di Avdiivka, nella regione di Donetsk.

Quasi mezzo milione di vittime russe

Secondo il ministero della difesa inglese dall'inizio della guerra le perdite russe hanno superato quota 465'000. "È probabile che, nonostante l'estremo costo in termini di vite umane, la Russia abbia adattato appieno le sue forze armate alla guerra di logoramento che si basa sulla massa piuttosto che sulla qualità. Questa dipendenza dalla massa quasi certamente continuerà per tutta la durata della guerra in Ucraina e avrà effetti duraturi su futuro esercito della Russia".

3 mesi fa
Estero
La Nato: "Preoccupa l'aumento di azioni ibride da parte di Mosca"
Lo comunica il quartier generale dell'Alleanza Atlantica.

Gli alleati della Nato sono "profondamente preoccupati" per le recenti "attività maligne" della Russia, di natura ibrida, sull'onda dei casi recenti che hanno portato all'indagine e all'incriminazione di più individui in Estonia, Germania, Lettonia, Lituania, Polonia, Regno Unito e Repubblica Ceca. Lo comunica il quartier generale dell'Alleanza Atlantica. "Questi incidenti fanno parte di una campagna sempre più intensa di attività che la Russia continua a svolgere in tutta l'area euro-atlantica, anche sul territorio dell'Alleanza e attraverso intermediari", sostiene la Nato. Tra gli esempi si citano "disinformazione, sabotaggio, atti di violenza, interferenze informatiche ed elettroniche, campagne di disinformazione e altre operazioni ibride". "Gli alleati della Nato esprimono profonda preoccupazione per le azioni ibride della Russia, che costituiscono una minaccia per la sicurezza degli alleati. Sosteniamo e siamo solidali con gli alleati colpiti. Agiremo individualmente e collettivamente per affrontare queste azioni e continueremo a coordinarci strettamente", si legge in un comunicato.

"Condanniamo il comportamento della Russia"

"Continueremo a rafforzare la nostra resilienza e ad applicare e potenziare gli strumenti a nostra disposizione per contrastare e contestare le azioni ibride russe e garantiremo che l'Alleanza e gli Alleati siano preparati a dissuadere e a difendersi da azioni o attacchi ibridi. Condanniamo il comportamento della Russia e la invitiamo a rispettare i suoi obblighi internazionali, così come gli alleati fanno con i loro: le azioni della Russia non dissuaderanno gli Alleati dal continuare a sostenere l'Ucraina".

3 mesi fa
Conflitti
Il Cremlino: "Una conferenza sulla pace? Risultati impossibili senza la Russia"
Lo afferma il portavoce del Cremlino.

"Non capiamo che tipo di pietra miliare sia questa conferenza di pace. Che genere di conferenza seria, con aspettative serie, di che tipo di risultati si possa parlare senza una partecipazione russa. È assolutamente impossibile". Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, parla così della conferenza di pace sull'Ucraina prevista a metà giugno in Svizzera. "È un genere di iniziativa che non è stata concepita per ottenere risultati", ha aggiunto in dichiarazioni rilanciate dall'agenzia russa Tass. La Svizzera ha invitato oltre 160 delegazioni alla conferenza, ma tra queste non c'è la Russia.

3 mesi fa
Guerra in Ucraina
Usa: "Mosca ha usato un'arma chimica contro le forze ucraine"
© Shutterstock
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A denunciarlo il Dipartimento di Stato americano, secondo cui la Russia avrebbe fatto ricorso alla cloropicrina.

La Russia ha usato "un'arma chimica" contro le forze ucraine: lo ha reso noto il Dipartimento di Stato americano, secondo cui la Russia ha utilizzato la cloropicrina contro le forze ucraine, in violazione della Convenzione sulle armi chimiche (Cwc).

La Russia, ha aggiunto il Dipartimento in un comunicato, utilizza sostanze chimiche antisommossa come "metodo di guerra in Ucraina, di nuovo in violazione della Convenzione", aggiunge il testo.

3 mesi fa
LIVE GUERRA IN UCRAINA
Il presidente del parlamento ucraino sarà in visita in Svizzera
©CDT/TatianaScolari
©CDT/TatianaScolari
Ruslan Stefanchuk dovrebbe recarsi a Palazzo Federale tra l'11 e il 13 giugno. Il programma esatto e lo scopo del suo viaggio non sono ancora stati resi noti.

Il presidente del parlamento ucraino, Ruslan Stefanchuk, visiterà la Svizzera durante la sessione estiva. Il programma esatto e lo scopo della visita non sono ancora stati definiti, hanno indicato oggi a Keystone-ATS i servizi del parlamento. I giornali del gruppo Tamedia avevano scritto che Stefanchuk aveva in programma una visita a Palazzo federale tra l'11 e il 13 giugno.

Il programma standard di una visita dei presidenti dei parlamenti stranieri

Di norma, i presidenti dei parlamenti stranieri nell'ambito della loro visita ufficiale durante una sessione vengono accolti formalmente nelle tribune delle Camere, hanno aggiunto i servizi del parlamento. Intrattengono colloqui bilaterali con il presidente del Consiglio degli Stati e del Consiglio nazionale come anche con altri rappresentanti degli organi del parlamento.

3 mesi fa
Conflitto
Ucraina: 30 renitenti alla leva morti, volevano passare confine
Lo ha riferito il capo del servizio di guardia di frontiera statale Andriy Demchenko.

Più di 30 uomini sono morti nel tentativo di attraversare il montuoso confine occidentale dell'Ucraina per sfuggire alla mobilitazione. Lo ha riferito il capo del servizio di guardia di frontiera statale Andriy Demchenko all'agenzia di stampa statale ucraina Ukrinform. Secondo la legge marziale gli uomini ucraini di età compresa tra i 18 e i 60 anni, con alcune eccezioni, non possono lasciare il paese poiché potrebbero essere chiamati al servizio militare. L'agenzia ucraina non precisa come gli oltre trenta uomini siano morti. Molti ucraini finiscono per attraversare illegalmente il confine con l'aiuto dei trafficanti, che chiedono ingenti somme solo per lasciarli attraversare un fiume o una montagna da soli, ha detto Demchenko.
Dall'inizio dell'invasione su vasta scala, il servizio statale della guardia di frontiera ha scoperto circa 450 reti criminali che contrabbandano persone attraverso il confine. La maggior parte di questi tentativi avviene al confine dell'Ucraina con la Moldova e la Romania, mentre alla frontiera con la Polonia si registra il maggior numero di tentativi di lasciare l'Ucraina attraverso posti di blocco con documenti falsi, ha detto Demchenko.

3 mesi fa
Guerra in Ucraina
Zelensky: "Importante che l'invio di armi sia più rapido"
Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in conferenza stampa con il segretario generale della Nato Jens Stoltenebrg.

"È importante che la consegna degli aiuti militari sia più rapida. Noi attendiamo sviluppi positivi da parte dei nostri partner. Sappiamo cosa possono offrire i nostri partner. Ma più veloce sarà l'invio di aiuti militari più potremo stabilizzare" l'Ucraina. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in conferenza stampa con il segretario generale della Nato Jens Stoltenebrg. "Stiamo lavorando nella Nato perché gli alleati inviino più sistemi di difesa aerea. Oggi l'Australia ha annunciato che fornirà quattro sistemi di difesa aerea per il corto raggio. Noi ci stiamo concentrando sui (missili terra-aria statunitensi) Patriot e sulle munizioni", ha spiegato da parte sua Stoltenberg che con Zelensky ha parlato anche della proposta di un fondo da 100 miliardi per l'Ucraina di cui nell'Alleanza atlantica si è cominciato a discutere.

"Ogni giorno è importante"

"È importante che gli aiuti siano rapidi, ogni giorno è importante", ha aggiunto Stoltenberg ricordando le importanti decisioni prese nei giorni scorsi dagli Usa e dalla Gran Bretagna nel sostegno a Kiev. Negli ultimi tempi "gli alleati non hanno mantenuto ciò che avevano promesso. Bisogna essere onesti, e gli ucraini ne stanno pagando il prezzo", ha detto affermando che gli alleati, tra l'aumentare i propri armamenti e l'invio di armi all'Ucraina, dovrebbero scegliere quest'ultima opzione. "Bisogna rendersi conto che questa guerra non è una cosa teorica. Il ritardo nella consegna di armi all'Ucraina è questione di vita o morte". "Se non consegniamo quanto dobbiamo ci saranno conseguenze per l'Ucraina ma anche per noi. Il rischio più grande è che il presidente (russo Vladimir) Putin prevalga. Sostenere l'Ucraina è un fatto che riguarda la nostra sicurezza", ha sottolineato Stoltenberg. "Sto lavorando duramente per garantire che l'Ucraina diventi membro della Nato. Abbiamo bisogno che tutti gli alleati siano d'accordo. Non mi aspetto che raggiungeremo tale accordo entro il vertice di luglio", ha affermato. Il vertice della Nato si terrà a Washington dal 9 all'11 luglio.

3 mesi fa
Guerra in Ucraina
450'000 russi morti o feriti da inizio guerra
È la stima del viceministro della difesa britannico Leo Docherty.

Circa 450'000 soldati russi "morti o feriti" dall'inizio dell'invasione dell'Ucraina: è la stima del viceministro della difesa britannico Leo Docherty. "Stimiamo che siano stati distrutti 10'000 blindati, 3000 carri armati e 346 droni", ha detto citato dallo UK Defence Journal, un sito web indipendente che copre in particolare le novità dell'industria della difesa nel Regno Unito ma pubblica anche commenti e analisi su argomenti militari.

3 mesi fa
Guerra in Ucraina
Zelensky: "L'attacco russo contro la struttura energetica è cruciale per l'UE"
©UKRAINIAN PRESIDENTIAL PRESS SERVICE HANDOUT
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Per il presidente ucraino "gli impianti di gas colpiti sono fondamentali per garantire una consegna sicura all'Unione Europea". Lo ha detto in un video

Il presdidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato che l'attacco russo di questa mattina a strutture energetiche ucraine ha preso di mira impianti di gas importanti per la fornitura all'Unione europea. "L'obiettivo principale era il settore energetico, vari impianti del settore, sia gli impianti di trasporto dell'elettricità che del gas", ha detto nel suo discorso