
“Siamo ancora nella fase degli accertamenti tecnici preliminari. Dobbiamo recuperare il relitto e verificare le condizioni dell’imbarcazione: dai sistemi di sicurezza alle condizioni strutturali, alle misure di precauzione adottate domenica". Lo ha spiegato a Ticinonews Carlo Nocerino, Procuratore capo della Procura di Busto Arsizio. È questo l'ente preposto a indagare sulla tragedia della barca affondata nel Lago Maggiore, in zona Sesto Calende (Varese). Nell'incidente nautico, ricordiamo, hanno perso la vita quattro persone: due italiani, attivi nell'intelligence, una russa e un israeliano. Quest'ultimo, hanno confermato le autorità israeliane, in passato era stato un agente segreto del Mossad.
"La responsabilità era del comandante"
Nocerino ha affermato che "il comandante del natante è iscritto alla lista degli indagati. Lui aveva la responsabilità dei passeggeri e le ipotesi di reato nei suoi confronti sono quelle di naufragio colposo e omicidio colposo".
"Una tromba d'aria è imprevedibile fino a un certo punto"
L'incidente, come scritto negli scorsi giorni, è avvenuto durante il maltempo che ha colpito la zona di Sesto Calende domenica sera. "Sul lago le condizioni meteorologiche cambiano repentinamente, quando si scatenano queste tempeste è pericoloso. Chi naviga ne conosce i rischi, infatti alle prime avvisaglie i velisti rientrano. Questo è un aspetto che va sottolineato perché una tromba d'aria può essere imprevedibile fino a un certo punto, ma si sa che si può verificare in determinate condizioni climatiche", ha aggiunto il Procuratore capo.
Fallito il primo tentativo di recupero della barca
Come detto, fondamentale sarà il recupero del relitto. "È stato fatto un primo tentativo, ma non è andato a buon fine. L'imbarcazione è quindi stata fatta riaffondare e ora si sta cercando un'altra tecnica per portarla a riva", ha concluso il procuratore.

