
Segretario cantonale di Unia dal 2005 al 2011. Tredici anni in Gran Consiglio (2003-2016) e presidente del PS da marzo 2012 a fine maggio 2015. Dopo Fulvio Pelli, Renzo Galfetti e Giovanni Jelmini, prosegue con Saverio Lurati la nostra serie di interviste a politici di lunga data e osservatori. E prosegue iniziando dalla situazione finanziaria deficitaria del nostro Cantone: «Con gli sgravi fiscali che sono stati fatti e con le spese che sono aumentate, non poteva andare diversamente», secondo Lurati. «Chiedere a questo Governo, a fine legislatura e in enorme difficoltà, di fare dei preventivi di prospettiva mi pare impossibile, a meno che si abbiano dei geni alla testa del nostro Cantone, cosa che purtroppo non è».
Marina Carobbio ha fatto quel che ha potuto, anche se...
Un Governo «non di centro-destra, ma di destra», guidato attualmente dalla socialista Marina Carobbio, ma in cui una sola persona «difficilmente riesce a raddrizzare la barca». «Marina Carobbio ha fatto quel che ha potuto - prosegue Lurati - anche se non sono d'accordo sulla sua mancata opposizione all'arrocco (o arrocchino), qualcosa che in un Governo serio non può succedere». Sul caso Zali, invece, secondo il già presidente del PS «qualcuno avrebbe dovuto accorgersi da tempo che la situazione era degenerata». Da qui la stoccata alla Lega, che «ne ha fatte di tutti i colori, non solo in questa legislatura, ma fin dai tempi di Giuliano Bignasca».
L'alleanza a Sinistra e la candidatura di Greta Gysin
Infine, uno sguardo alle prossime cantonali, in particolare all'alleanza progressista per il Consiglio di Stato. «A me è sempre piaciuto correre da solo, quindi sono state fatte delle scelte che onestamente non condivido. Ciò non significa che non sono più socialista. Voterò comunque socialista, ma senza tanto entusiasmo». I motivi sono da ricercare nella contrapposizione che si vede ogni giorno, in particolare con l'MPS. Mentre sulla candidatura di Greta Gysin è lapidario: «Non credo rappresenti una minaccia alla rielezione di Marina Carobbio. Sta facendo un lavoro egregio a Berna e credo che il suo posto sia lì».

