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Ticino
«Il problema del Ticino non è il Governo, sono i piromani in Parlamento»
Redazione
3 ore fa
Renzo Galfetti torna sugli avvenimenti delle ultime settimane e sulla crisi istituzionale in seno al nostro Cantone. E rimane convinto: «Claudio Zali non avrebbe dovuto dimettersi».

«L'attuale Governo va bocciato». A sostenerlo, la scorsa settimana in un'intervista ai nostri microfoni, il già presidente del PLR nazionale Fulvio Pelli. L'avvocato penalista Renzo Galfetti la pensa invece diversamente: «Il problema non è il Consiglio di Stato. Il problema sono i piromani che ci sono in Gran Consiglio. Deputati che attaccano continuamente l'esecutivo dimenticandosi che fanno parte proprio dei partiti di Governo». «La politica fatta attaccando gli avversari personalmente - prosegue Galfetti - non mi è mai piaciuta». Ribadendo che Claudio Zali avrebbe dovuto resistere alle richieste di dimissioni e che tutto il polverone sollevatosi altro non è che un attacco brutale alla Lega dei Ticinesi, «che merita solidarietà».

«In passato non era meglio, anzi...»

Renzo Galfetti - va detto - è anche l'avvocato di Norman Gobbi, quindi non una voce totalmente neutrale. E rispedisce chi sostiene che «la Lega adesso fa il contrario di quello che Giuliano Bignasca diceva di fare». «Fulvio Pelli dicendo questo ha avuto una tentazione nostalgica, sottintendendo che una volta era meglio. Sbagliato. Una volta era esattamente come è adesso, se non peggio. La Lega è stata un partito di governo che ha contribuito al benessere e all'evoluzione del Canton Ticino».

La mail all'EOC e la riunione alla Farera

L'avvocato penalista momò fa anche un altro parallelismo storico, tornando però sulle vicende che coinvolgono Zali. In particolare sulla mail inviata all'EOC o la riunione avvenuta alla Farera. Nel primo caso, «il raccomandare qualcuno, il favorire qualcuno, l'assumere qualcuno che ti è vicino, fa parte della natura delle cose. È sempre stato così. Poi chiaramente la mail che ho letto è una mail maldestra». Per quanto riguarda il caso della Farera, «se io fossi stato consigliere di Stato e avessi saputo che un ragazzino di 14 anni era nella galera degli adulti, avrei reagito allo stesso modo».

«Il Parlamento si occupi dei veri problemi»

E avrebbe reagito allo stesso modo di come ha fatto la scorsa settimana il Parlamento, che ha respinto la richiesta di discussione generale sul caso Zali. «Sarebbe stato un parlarsi addosso, una bagarre da osteria. Il dovere principale dei politici è quello di occuparsi dei problemi veri, e seri, che ci sono in Ticino».