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Ticino
Violenze: “Ai giovani servono spazi e dialogo”
Marco Jäggli
5 anni fa
Americo Fernandes, che nel suo Boxe club di Locarno ha aiutato molti giovani, rifiuta la lettura secondo cui sarebbe necessario il pugno di ferro dopo i recenti episodi di violenza: “I ragazzi non devono avere paura della Polizia, o avere paura di parlare”

Continuano a balzare agli onori della cronaca le risse e i pestaggi tra giovani, colpa anche forse del periodo pandemico. Ultimo di questi casi quello di Locarno, dove un ragazzo è stato ricoverato in ospedale dopo essere stato picchiato da una decina di coetanei”. Eventi che stanno facendo aumentare gli appelli a maggiore fermezza e severità da parte delle autorità. Non tutti però la pensano così, a partire da Americo Fernandes, direttore del Boxe club Locarno, che rifiuta questa lettura in quanto da anni impegnato nel sociale: “Non sono assolutamente d’accordo nell’usare il pugno duro con questi ragazzi. Ma anche loro non devono rispondere alla violenza con la violenza”.

“Servono prevenzione e dialogo”
L’ex pugile originario di Capo verde, che ha aiutato molti giovani a uscire dalla strada, è convinto infatti che la scelta migliore sia la prevenzione e il dialogo: “È quello che ci vuole, anche la città sta lavorando in questa direzione. Sono stato sabato scorso alla Rotonda e ho visto la Polizia, anche in borghese, parlare con i giovani pacificamente. È questo che i ragazzi hanno bisogno”, sostiene, “non devono avere paura della Polizia o avere paura di parlare. Io dico a loro di chiedere le cose di cui hanno veramente bisogno”.

“I giovani hanno bisogno di spazio”
Secondo Americo, una soluzione per cominciare a risolvere il problema partirebbe da trovare luoghi d’aggregazione: “Bisogna trovare una sistemazione alla sera per questi ragazzi. Hanno voglia di musica e di divertimento, non vuol dire che non possono vivere senza di quello ma non possono andare in discoteca e non hanno altri posti. Quando parlo con loro alla Rotonda mi dicono che sono costretti a stare all’aperto, ma che vogliono anche uno spazio chiuso dove si possono divertire e ballare”.

Un dialogo nascente
Intanto a Locarno sembra stia nascendo una collaborazione tra chi si occupa di giovani e le autorità: “Ho avuto un incontro settimana fa con Giovanna Schmid, del Centro giovani di Locarno”, spiega Americo, “e adesso abbiamo un appuntamento con il Dicastero per venerdì prossimo e vediamo se posso trasmettere questo messaggio anche a loro”.

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