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La mozione
Violenza domestica, "Un problema reale, implementare il modello VIDO+ anche a Bellinzona"
© Reguzzi
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Redazione
10 mesi fa
Una mozione della consigliera comunale Giovanna Pedroni chiede che anche la Città di Bellinzona introduca il modello VIDO+, già attivo a Lugano e Locarno, per prevenire la violenza domestica attraverso interventi coordinati e tempestivi.

"La violenza domestica è un fenomeno sociale strutturale, diffuso e profondamente radicato, che mina la sicurezza, la salute e la dignità delle persone. Si manifesta in forme fisiche, psicologiche, sessuali o economiche, ed è spesso esercitata in un contesto di relazioni familiari o affettive. Sebbene in molti casi avvenga tra le mura domestiche, le sue conseguenze si estendono ben oltre, colpendo l’intera comunità". Inizia così il testo della mozione redatta dalla consigliera comunale di Bellinzona Giovanna Pedroni (Il Centro), nella quale viene chiesto al Municipio di implementare il modello VIDO+ a Bellinzona, ispirandosi alle esperienze già avviate a Lugano e Locarno

Il modello VIDO+

In Ticino, Lugano, nel 2023, e Locarno, nel 2025, hanno deciso di adottare VIDO+, un modello operativo di prevenzione della violenza domestica basato su una rete d’intervento precoce, trasversale e coordinata tra diversi attori del territorio. Ogni anno, la Polizia di Locarno interviene infatti in circa 70 casi di disagio familiare, di cui solo il 20% costituisce reato penale. L’80% restante riguarda situazioni potenzialmente a rischio. Parallelamente, è stata avviata una campagna informativa per sensibilizzare la popolazione e promuovere i servizi disponibili. 

"Bellinzona non può rimanere indietro"

Per Bellinzona l’adozione di VIDO+ "rappresenterebbe un investimento mirato e intelligente". La violenza domestica genera sul lungo termine costi elevatissimi: cure mediche e psicologiche, procedimenti giudiziari, interventi di polizia, sostegni sociali e perdita di produttività lavorativa. "Si tratta di spese che, pur non sempre visibili nel bilancio comunale, finiscono per gravare sull’intera collettività". I costi iniziali del modello VIDO+ (formazione, coordinamento, team operativo) "risultano invece contenuti e ampiamente compensati nel medio e lungo periodo dalla riduzione degli interventi d’urgenza, dal minor carico sui servizi sociali e sanitari e da una gestione più razionale delle risorse già esistenti". Anche a Bellinzona, sebbene manchino statistiche dettagliate, "la violenza domestica è purtroppo presente". I servizi sociali, le autorità di polizia, le scuole e i centri di ascolto "affrontano ogni anno diversi casi, spesso in situazioni complesse e cronicizzate. Manca tuttavia un quadro di riferimento condiviso e preventivo. È dunque tempo che anche Bellinzona si doti di uno strumento operativo, efficace e già sperimentato altrove".