
Colpo di scena al processo in corso a Lugano contro tre giovani, due fratelli e un amico, accusati di violenza carnale. I tre, tutti tra i 20 e i 21 anni, che il 26 settembre 2021 in un appartamento di Lugano hanno intrattenuto un rapporto sessuale non consenziente con una ventenne della regione. La Corte, la cui sentenza era prevista oggi, ha infatti deciso di introdurre l’ipotesi di reato di atti sessuali con persona incapace di discernimento o inetta a resistere, un crimine meno grave rispetto a quello di violenza carnale.
Sentenza rimandata
Questa decisione della corte presieduta dal giudice Mauro Ermani ha imposto ad accusa e difesa di esprimersi nuovamente per integrare le requisitorie. La pubblica accusa, sostenuta dalla procuratrice pubblica Petra Canonica Alexakis, ha comunque continuato a chiedere una condanna per violenza carnale. Lo stesso ha fatto Maria Galliani, che ha rappresentato la vittima in questa nuova e imprevista fase del dibattimento. Le richieste di pena sono rimaste immutate, tra i 6 anni e mezzo e i 9.
Difese per il proscioglimento
Gli avvocati dei tre imputati continuano a invocare l’assoluzione dei loro assistiti sia dall’ipotesi di violenza carnale sia da quella di atti sessuali con persona incapace di discernimento o inetta a resistere. Secondo le tesi difensive, infatti, la giovane non si è opposta ai rapporti sessuali avuti quella notte, bensì si è opposta solo ad alcune pratiche. La ragazza, hanno sottolineato i legali, era in grado di discernere e di rifiutare gli atti sessuali che non voleva.
I fatti
Il 26 settembre 2021 due degli imputati hanno conosciuto la giovane per le vie di Lugano dopo una serata in discoteca e l’hanno convinta a seguirli nell’appartamento dove c’era già il terzo. Lei, interessata a uno del gruppo, si è fatta convincere, ma arrivati nell’abitazione la situazione è degenerata. Tutti e tre gli imputati hanno avuto rapporti sessuali con la donna e in alcuni momenti hanno ripreso ciò che stava accadendo.
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