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FRONTALIERI
“Usare le imposte per abbassare le imposte”
© CdT/Gabriele Putzu
© CdT/Gabriele Putzu
Andrea Ramani
4 anni fa
L’assessore lombardo Massimo Sertori ha lanciato l'idea per tentare di frenare l’emorragia verso il Ticino dei lavoratori italiani: sgravare il carico fiscale sulle imprese della fascia di confine con parte dei proventi derivanti dal nuovo accordo sui frontalieri. Una ratifica però non sembra così vicina.

Una settimana fa su alcuni portali lombardi erano apparse delle dichiarazioni ottimistiche dell’assessore Massimo Sertori su una ratifica dell’accordo sui frontalieri definita dallo stesso Sertori: “una questione di tempo, di poco tempo”. Affermazioni che, se prese nel più speranzoso dei sensi, potevano lasciare intendere che il Parlamento italiano avrebbe dato il suo via libera al testo entro la fine dell’anno, di modo che l’accordo potesse entrare in vigore con l’inizio dell’anno, come da programma.

Difficilmente sarà così. Su quella dichiarazione ottimistica abbiamo chiesto ragguagli al diretto interessato: “Non si pongono limiti al futuro, ma è difficile che si arriverà ad una ratifica entro la fine dell’anno. Credo che in questa legislatura sarà portato avanti insieme ad alcune declinazioni interne”.

Le declinazioni a cui si riferisce Sertori riguardano un’idea che si sta sviluppando fra Milano e Roma, ovvero diminuire il carico fiscale sulle imprese attraverso il ricorso ai tributi aggiuntivi che si creeranno con il nuovo accordo sui frontalieri. L’accordo, ricordiamo, prevede una tassazione ordinaria in Italia per i cosiddetti “nuovi frontalieri”, al cui calcolo andrà dedotto il prelievo sul reddito riscosso dalla Svizzera.

Abbassando l’imposizione delle imprese sulla fascia di confine s’intende cercare di frenare l’emorragia di lavoratori verso il Canton Ticino.

Evitare un'ulteriore fuga di lavoratori

“Questo maggior gettito non deve restare a Roma – spiega Sertori – ma deve andare in quei territori di confine da cui i frontalieri partono. Oggi abbiamo dei ristoranti che potrebbe fare 100 coperti che ne fanno 50 per mancanza di personale. C’è poi la sanità e molti altri settori confrontati con un problema che si avverte in tutta Italia, ma che è maggiore nelle regioni di frontiera. Vogliamo che questo maggior gettito concorra a ridurre il cuneo fiscale. Oggi un lavoratore che prende 1000 euro al mese costa 2200 euro con gli oneri contributivi al datore di lavoro. Se si riducono questi oneri anche attraverso il maggior gettito, gli impiegati possono prendere qualche soldo in più in busta paga e costano meno al datore di lavoro. Questo crea una situazione di mercato meno sperequata”.

Un'idea da cui partire

Un’idea che per il momento è tale, seppur sia stata condivisa dall’assessore lombardo con il neo-ministro dell’economia italiano Giancarlo Giorgetti. Se l’idea sfocerà in qualcosa di concreto lo dirà il tempo: si tratta di una scelta eminentemente politica che andrà portata avanti una volta ratificato l’accordo sui frontalieri. Sul tema è previsto un incontro proprio questo pomeriggio fra il Governo ticinese e quello Lombardo.  La delegazione italiana composta dal presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana e dagli assessori Massimo Sertori e Claudia Terzi sarà ricevuta dal presidente del Consiglio di Stato Claudio Zali.

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