
"Sentiamo il dovere morale ed etico di sostenere attivamente i nostri agricoltori che in caso di eventi climatici gravi perdono grande parte della loro produzione annuale". Con questa motivazione l'Associazione Bio Ticino ieri mattina ha deciso di lanciare la raccolta fondi "per eventi climatici eccezionali". Il fondo, ha spiegato a Ticinonews la segretaria Valentina Acerbis Steiner, "viene costituito con un contributo annuo di 2mila franchi e a fine anno l'importo raccolto verrà suddiviso equamente tra i produttori biologici ticinesi vittime della meteo". L'ultimo esempio in ordine di tempo è la grandinata che ha colpito il Basso Ceresio martedì sera, distruggendo oltre il 50% del raccolto dell'Azienda Agricola Bianchi di Arogno. "In casi estremi come quelli verificatisi martedì le reti anti-grandine -anche se utilizzate- non servono a molto. Inoltre siamo in un momento storico in cui, anche a causa del cambiamento climatico, i fenomeni meteorologici sono sempre più estremi". Ci sono aziende agricole assicurate contro, ad esempio, la grandine, "ma i nostri produttori non sono coperti perché sarebbe troppo oneroso", ha detto Acerbis Steiner.
La volontà di ripartire
Quando un produttore vede il lavoro di un anno sparire in un soffio non è facile, "ma i nostri affiliati sono molto dinamici e amano il proprio lavoro. Mettono un'enorme passione in quello che fanno. C'è anche una forte solidarietà e la voglia di rimboccarsi le maniche per ripartire", ha continuato la segretaria. "È proprio questo che chiediamo ai ticinesi: essere solidali con questi agricoltori in modo che ricevano un sostegno minimo. Come Bio Ticino ci sembrava un debito morale ed etico, così abbiamo deciso di lanciare questa raccolta fondi".

