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Ticino
“Un sostegno mirato e contingente contro il sovraindebitamento da prestiti di studio?”
Redazione
5 anni fa
Un’interpellanza al Municipio di Lugano per chiedere che gli studenti che hanno un prestito di studio vengano aiutati anche a livello comunale

Il prestito di studi finisce sul banco del Municipio di Lugano. In un’interpellanza, infatti, il primo firmatario Edoardo Cappelletti (Pc, Gruppo Ps) chiede all’esecutivo di introdurre di prevedere un sostegno mirato e contingente contro il sovraindebitamento dei prestiti di studio. La Legge sugli aiuti allo studio (LASt) si pone l’obiettivo di favorire l’accesso alla formazione scolastica e professionale postobbligatoria, contemplando a determinate condizioni misure di sostegno come le borse di studio e i prestiti di studio. In particolare, il prestito di studio può essere concesso solo per studi di grado terziario ed è subordinato all’impegno di restituzione da parte del richiedente. In caso di ritardo del debitore, alla somma viene applicato un tasso d’interesse del 2.5%.

Se già di per sé il prestito di studio tende a presentare dei problemi legati alla sua restituzione, emerge che a causa della pandemia le difficoltà a saldare il debito stiano divenendo sempre più pressanti. Come riconosciuto anche dal Consigliere di Stato Manuele Bertoli in un nostro Decoder ‘‘Se il prestito studentesco diventa un incubo’’, è infatti ‘‘verosimile che l’impossibilità per molti di lavorare durante i periodi di chiusura e le maggiori difficoltà che si prospettano per trovare impieghi con paghe dignitose al termine degli studi possano avere un impatto anche sulla possibilità di alcuni giovani che hanno beneficiato di prestiti di studio di restituire questa somma nei tempi inizialmente concordati’’. In questo senso, in relazione alla sostenibilità del debito contratto, il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) rimarca a sua volta che ‘‘gli impieghi part time che gli studenti usano per tirare avanti durante il periodo degli studi sono stati i primi a saltare, di conseguenza temiamo che a molti studenti questi aiuti non bastino più e che debbano richiederne di nuovi, anche a causa della riduzione dei salari nei nuclei famigliari’’.

“Sulla base dei dati forniti dal DECS, i prestiti di studio in fase di restituzione a inizio febbraio 2021 ammontavano indicativamente a fr. 8.5 milioni. Delle 825 persone beneficiarie del sostegno, risulta inoltre che circa il 6% hanno annunciato di non riuscire a pagare, il 7% sono in attesa di una proposta di rimborso, ancora il 7% non stanno al momento pagando, mentre poco più dell’1% sono stati soggetti a una procedura esecutiva. Ne desumiamo che, soprattutto a seguito delle ripercussioni del COVID-19, il rimborso del prestito di studio rappresenta per diversi nuclei familiari e studenti un onere ancora troppo gravoso e difficilmente sormontabile. Ciò comporta il serio rischio di alimentare con il tempo un più ampio circolo vizioso dell’indebitamento, che affonda oltretutto le radici in una prestazione destinata a garantire un diritto fondamentale come quello allo studio”, spiega Cappelletti nell’interpellanza. “Appare insomma emblematico, a questo proposito, il recente caso balzato agli onori della cronaca di una ragazza trovatasi con una bolletta di fr. 25’000 da pagare per il suo prestito di studio arretrato. Evidenziamo infine che, la scorsa settimana, l’Unione Svizzera degli e delle universitari-e (USU) ha inoltrato una lettera aperta al Consiglio federale, con la quale si chiedeva di istituire un fondo d’urgenza nazionale proprio per gli studenti messi più in difficoltà dalla pandemia”, aggiunge.

Dal quadro descritto, si palesa come durante la pandemia l’attuale sistema di aiuti allo studio stia presentando delle lacune, generanti delle situazioni di particolare difficoltà economica anzitutto per i redditi più bassi che non possono disporre di una borsa di studio. “Atteso che il Cantone non ha inteso sospendere la richiesta di rimborso dei prestiti di studio, appare quindi doveroso sondare la gravità del fenomeno e considerare i margini residuali a disposizione del Comune per intervenire, in maniera tempestiva e mirata, a sostegno dei beneficiari più precari che arrischiano di entrare in una profonda spirale debitoria”, spiega.

Il Comune “potrebbe comunque considerare delle forme di sostegno per arginare almeno nel breve periodo l’eccessivo indebitamento gravante su determinati beneficiari di prestiti di studio” potrebbero essere “considerati degli aiuti contingenti molto concreti”. Nel rispetto della parità di trattamento e a seconda delle condizioni finanziarie del richiedente, la Città di Lugano potrebbe per esempio ammortizzare il debito contratto entro una dimensione sopportabile e/o coprire una parte del tasso d’interesse di ritardo dovuto, prosegue il firmatario.

Domande al Municipio

1. È possibile sapere quanti sono i beneficiari di un prestito di studio domiciliati a Lugano e quanti di essi hanno comprovato delle difficoltà nel saldare il debito nel 2021?
2. Viene riconosciuta la gravità del rischio di un sovraindebitamento legato alla restituzione dei prestiti di studio soprattutto per gli studenti più precari in questo periodo?
3. Si ritiene che, al fine di rispondere almeno provvisoriamente a questo problema, possa esservi spazio per un sostegno immediato e sussidiario da parte del Comune?
4. In che misura considera che i Regolamenti comunali in ambito sociale e sulle borse di studio, nonché le Fondazioni legate al Comune che offrono aiuti a studenti impegnati in una formazione scolastica, potrebbero permettere di rispondere alle situazioni di sovraindebitamento descritte?
5. Come si giudica la possibilità di coprire, almeno per un lasso di tempo limitato, una parte del debito e/o del tasso d’interesse a carico dei beneficiari di un prestito di studio più in difficoltà?

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