
Sabato una bara - vera e decorata, specificano gli organizzatori - transiterà da Piazza riforma, a Lugano, per fermarsi davanti al Palazzo di giustizia in via Pretorio. La manifestazione, organizzata dall’associazione “T’aspetto fuori” - già ideatrice della “gara di fischi” a Karin Valenzano Rossi durante il discorso del primo d’agosto - vuole essere una reazione al recente decreto d’abbandono della denuncia contro ignoti lanciata dopo la demolizione dell’ex Macello. “Non è una protesta per il Macello, io non sono un molinaro”, ci spiega Michel Venturelli, uno dei creatori di “T’aspetto fuori” e della manifestazione: “Vediamo cose strane da una vita e questa è la goccia che ha fatto traboccare il vaso. L’obiettivo è mettere alla gogna la politica, ovviamente speriamo venga tanta gente ma anche se fossimo in due andrà bene comunque. In quel senso non ci aspettiamo nulla”.
Critiche ad autorità e magistratura
L’obiettivo della manifestazione, si legge nel comunicato dell’associazione, è di “evidenziare gli abusi e le manchevolezze ingiustificabili di governanti e eletti in generale”. Uno dei punti caldi della proteste, aggiunge Venturelli, riguarda proprio la nomina di Andrea Pagani, che ha deciso per l’abbandono: “Era stato ritenuto il meno preparato dagli esperti... io se ho una gamba malata e ho cinque persone che possono metterla a posto non scelgo quello meno qualificato. È stata la politica a decidere”. L’inizio è previsto per le 17 davanti al Municipio mentre la partenza del “corteo funebre” verso il Pretorio avverrà verso le 17:30. Lì verrà depositata la bara con i fiori “ed osserveremo un minuto di composto silenzio in memoria della vegliarda, che contro ogni previsione non si è dimostrata eterna, soprattutto qui in Ticino”.
Dialogo con la polizia e “gli unici vandali sono i 5 municipali”
“Ho parlato con la polizia ieri, ci siamo visti e sono stati cordialissimi”, ci ha spiegato Venturelli, che ci tiene a sottolineare che l’obiettivo è generare il minor disagio possibile per gli utenti della strada: “Non c’è bisogno di disturbare il signor Rossi che prende l’autobus o la sciura che porta la figlia a danza, infatti abbiamo concordato un tragitto che utilizzi solo i marciapiede e che blocchi il traffico il meno possibile”. E l’autorizzazione? “Non l’abbiamo chiesta perché non è necessario per questo tipo di manifestazione e loro l’hanno riconosciuto. È un ritrovo tra amici, non ci saranno discorsi o bandiere”. Non c’è la paura di vandalismi? “La polizia teme anche questo, io ho detto che le faremo in modo che i 5 municipali che sono coinvolti con la distruzione del Macello non vengano, perché gli unici vandali che conosco sono loro. A parte questo, se dovessimo vedere qualcuno con un secchio di vernice, gli chiederemo di metterlo da parte come abbiamo sempre fatto. Nel caso non volesse farlo, ognuno è responsabile di quello che fa”.
Speranze e motivazioni
Ma sperate che la manifestazione abbia qualche seguito? “Al di là della questione goliardica”, spiega Venturelli, “il problema per noi è di mettersi a posto la coscienza. Noi continuiamo a vedere che negli anni continuano a succedere cose strane, che questi continuano a fare casino, e sentiamo il bisogno di dirlo. Se poi qualche giornalista vuol far qualcosa, fare le domande giuste e magari far svegliare un po’ il Parlamento tanto di guadagnato. Invece se la gente vuole continuare a votare queste persone vuol dire che va bene a tutti, non c’è bisogno di farne un dramma. Noi ci limitiamo a dirlo”. Già da tempo “T’aspetto fuori” si muove in questo senso: già nel 2017, sulla scia del caso Argo1, si erano presentati a manifestare sotto l’ufficio di Paolo Beltraminelli, allora Consigliere di Stato. Da qui il nome.
Selfie con la bara
In Piazza riforma, ci tiene a sottolineare Venturelli, prima del corteo sarà possibile partecipare a un concorso di selfie con la bara: “In realtà non è un vero concorso”, spiega ancora Venturelli, “perché non si vince niente, ma sarà possibile farsi il selfie”. A sottolineare il carattere goliardico della manfiestazione è stato inoltre allegato un vademecum, semiserio, sulle norme di comportamento da seguire durante la manifestazione, che includiamo, oltre al percorso della manfiestazione e all’invito, più serio, a ricordarsi che siamo in situazione pandemica.

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