
Non solo la pandemia, quest’anno anche il meteo ha provato a rovinare il Primo d’agosto. I disagi e i danni della settimana e le previsioni nefaste fatte per il fine settimana hanno spinto molti a cancellare gli eventi previsti. Così per molti, anche quest’anno, le celebrazioni per il Natale della patria sono state più virtuali che fisiche. Qualche appuntamento però, pur se in misura minore è tornato. Ne è esempio la messa del 1° d’agosto, celebrata questa mattina dal vescovo di Lugano Valerio Lazzeri. Non sul San Gottardo ma a Besso. Altri, invece, hanno regalato al web le proprie parole.
Il presidente della Confederazione: “La fierezza è un sentimento intimo”
Guy Parmelin, che quest’anno è presidente del Consiglio federale, è salito sul massiccio di Les Diablerets per rivolgersi alla popolazione. “Ho scelto di parlarvi dal Cantone di Vaud per quella confortante sensazione che nasce dal poter celebrare la nostra Festa nazionale vicino alle proprie radici, vicino ai propri cari, sentendosi ‘come a casa”, ha detto. Dai quasi tremila metri dove si trovava, Parmelin ha spiegato di sentirsi vicino a tutti gli svizzeri anche grazie allo sguardo, poi ha ricordato la dura lotta alla pandemia. “Nonostante tutto questo periodo ci ha portati a dare prova delle nostre doti di adattamento”, ha detto. “La fierezza, in Svizzera, è un sentimento molto intimo, che si esprime con discrezione”. Il politico vodese poi ha ricordato la forza del nostro Paese che “non ha mai basato il proprio successo sull’approssimazione, sul caso, l’arroganza o la spavalderia. Al contrario, il nostro Paese è fondato sul lavoro, l’aiuto reciproco, il coraggio e l’ottimismo”. Una ricetta che funziona, ha aggiunto, “comprovata da 730 anni di storia”. Anche gli altri consiglieri federali si sono rivolti alla popolazione, calibrando le proprie allocuzioni sul luogo o sulla platea che si sono trovati davanti. Per esempio: Ignazio Cassis si è così rivolto agli svizzeri all’estero, mentre Viola Amherd ha puntato sulla forza delle donne svizzere, parlando sul praticello del Grütli, dove quest’anno si festeggia anche il cinquantesimo del suffragio femmile.
La festa con il fuso di Tokyo
Il presidente del Consiglio di Stato, Manuele Bertoli, ha invece festeggiato in anticipo affidandosi al fuso orario di Tokyo e sottolineando come la festa nazionale sia quest’anno “resa indimenticabile grazie alle straordinarie prestazioni olimpiche delle atlete e degli atleti svizzeri”, tra i quali spiccano anche le prestazioni dei ticinesi.
“La gauche caviar e i moralizzatori verdi delle città”
Il presidente UDC Marco Chiesa, invece, ha incentrato la sua allocuzione diffusa a livello nazionale sull’opposizione città-campagna. Il numero uno di quello che fu il partito degli agricoltori torna alle origini attaccando la “gauche caviar e gli ecomoralizzatori che vivono nelle loro bolle, con uno scarto dalla realtà che vive la maggior parte delle persone di questo Paese. Considerano la popolazione rurale con disprezzo e accondiscendenza”, ha detto, “approfittando tutti del prodotto delle campagne, per esempio grazie alla perequazione finanziaria”. L’UDC, ha aggiunto, non tollera più questo disprezzo: “Dichiariamo guerra a questa sinistra moralizzante e accondiscendente. Alle città che portano avanti delle politiche nocive per il nostro Paese e per la nostra prosperità deve essere tolto il denaro”. Questo, secondo il presidente democentrista, sarà fatto attraverso “diverse iniziative” lanciate dal partito per mettere fine a questa “politica di parassiti”.
Segnalare il marcio, ma ringraziare per il buono
Il Partito liberale radicale ticinese ha annullato il suo evento previsto a Prato Sornico. L’appuntamento è rinviato al 2022 a causa delle previsioni meteorologiche. Il presidente cantonale Alessandro Speziali, però, ha affidato al web le sue parole. Nella sua allocuzione Speziali spiega come secondo lui “la sostanza profonda del Paese (federalismo, libertà, responsabilità individuale e coesione) sia minacciata più dall’interno che da fuori”. Punta il dito contro quelle “forze sociali e politiche apparentemente lontane fra loro” che “mettono in discussione i nostri principi cardine secondo un’idea comune: che questa Svizzera non va bene, e che dovremmo vergognarcene”. Speziali invita a segnalare le “eredità scomode” senza dimenticare però la gratitudine “per quanto di buono abbiamo ricevuto”. Il presidente del PLRT conclude quindi con queste parole: “Fino a prova del contrario, la Svizzera non ha motivo di vergognarsi di ciò che è diventata”.
Liberi e svizzeri
La Lega dei ticinesi ha scelto Giornico per il suo tradizionale appuntamento del Primo d’Agosto. Un momento, si legge per ricordare come “libertà ed indipendenza non possono essere date per acquisite: vanno difese di continuo”. Il consigliere di Stato Norman Gobbi, prima di recarsi a Giornico ha affidato ai social i suoi auguri per Mamma Elvezia: “Buon 730esimo compleanno”, ha scritto, condividendo una versione strumentale del salmo e concludendo con “restiamo liberi e svizzeri”.
Quel patto per i tempi difficili
A Massagno, invece, il consigliere di Stato Raffaele De Rosa ha parlato dal vivo incontrando la popolazione e ha ricordato come nel Patto federale del 1291 fosse già sottolineato l’impegno “a prestarsi reciproco aiuto” in “tempi difficili”. De Rosa ha spiegato come proprio nei momenti più duri, riferendosi all’ultimo anno e mezzo, si scopre “di che pasta siamo fatti”. Il direttore del Dipartimento della sanità e della socialità ha poi sottolineato quanto il federalismo si sia fatto sentire di recente grazie alla collaborazione tra Confederazione, Cantone e Comuni.
Chi fischia a Lugano?
Tra gli appuntamenti istituzionali e le diverse visioni di come vediamo il nostro Paese, in Ticino un altro evento sta suscitando reazioni e polemiche: l’evento goliardico e di protesta organizzato per questa sera a Lugano. In concomitanza con l’allocuzione di Karin Valenzano Rossi, che parlerà in Piazza della Riforma, alle 21 il collettivo “T’aspetto fuori” ha organizzato una gara di fischi. L’evento “Cifola l’Aida” si prefigge di contestare la scelta della città di affidare il discorso ufficiale alla municipale liberale radicale. Il gruppo “T’aspetto fuori” era nato in occasione del caso Argo 1. Animato tra gli altri da Michel Venturelli, proponeva manifestazioni estemporanee per fare pressione sul governo e chiedere risposte sullo scandalo legato alla gestione dei migranti. Dopo qualche anno di silenzio, il collettivo è tornato a farsi sentire, questa volta la contestazione è legata alla demolizione dell’ex Macello a Lugano, questione per la quale proprio la municipale Valenzano Rossi è stata sentita dalla magistratura. La liberale radicale guida infatti il Dicastero sicurezza.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

