
Il dramma consumatosi giovedì presso l'Istituto scolastico ai Ronchini di Aurigeno era evitabile? Questa è la domanda che in molti si pongono. Sui social le minacce erano e sono tutt'ora visibili a tutti. Oltre a quelle virtuali, erano note anche quelle fisiche subite dalla vittima. Il custode aveva infatti già allertato le autorità per alcune intimidazioni ricevute da parte dello sparatore. Da lì era stata aperta un'inchiesta di cui non conosciamo l'esito. Ma visti i precedenti le autorità sarebbero potute intervenire con anticipo evitando l'omicidio? "Il problema non riguarda tanto le risorse della polizia", ha spiegato a La Domenica Nicola Corti, avvocato ed ex procuratore pubblico, "ma il fato che in assenza di atti preparatori concreti, gli autori di minacce non possono essere fermati. Possono solo essere monitorati". A determinare il passaggio dalle parole ai fatti è solo il fattore umano. "Alcune segnalazioni possono essere rivelatrici di un disagio, ma determinare se chi minaccia è prossimo a passare all’atto è estremamente difficile", spiega l'avvocato Elio Brunetti, specificando infine che "a volte le risorse, la sensibilità e l'intuito semplicemente non bastano".
L'iniziativa per aiutare i tre orfani
Ricordiamo che per aiutare i tre figli della vittima, rimasti orfani sia di padre sia di madre, è stata creata un'Associazione che vuole "aiutare in modo concreto i tre ragazzi". L’iniziativa, che in poco tempo ha fatto il giro del web ed è stato condivisa da molte persone sui vari social network, vuole " sostenere finanziariamente i bisogni presenti e futuri di questi tre fratelli".
Le coordinate:
CH45 8080 8007 3131 1845 1
Associazione Amici della Famiglia, Al Pé dla Caraa 16, 6673 Maggia

