
Solo dicembre, nel trimestre invernale ticinese, ha fatto registrate risultati in crescita rispetto al 2023. È il dato provvisorio emerso dall'analisi del settore alberghiero effettuata dall'Ufficio federale di statistica (Ust). "Da questo dato", ha spiegato a Ticinonews Federico Haas, presidente di Hotellerie Suisse Sottoceneri, commentando i dati, "si intuiscono le vere potenzialità del Cantone. È in atto una destagionalizzazione che sarà lenta, ma la tendenza è positiva. Ci sono nuovi investimenti, gli alberghi si fanno trovare aperti e questo è un buon segnale che mostra il margine di crescita che abbiamo nel trimestre invernale".
L'identikit del turista che va in Ticino
"A dominare la scena è il turismo indigeno, quindi confederato. Tra loro c'è il romando, così come le famiglie oppure papà e nonni in gita con, rispettivamente, figli e nipoti. È un Ticino intimo e familiare".
Il ruolo della polemica sulla stampa svizzerotedesca
Alcuni quotidiani svizzero tedeschi poco prima di Pasqua invitavano i lettori "a non viaggiare verso sud a causa della situazione meteorologica". Haas, su questo tema, si chiede "cosa abbia fatto il Ticino alla stampa d'oltre Gottardo per meritarsi uscite di questo genere, che sono di bassa lega". Per l'esperto "è il turista che deve decidere cosa fare guardando le previsioni del tempo".
Il ruolo del turismo congressuale
Il presidente di Hotellerie Suisse Sottoceneri ha anche spiegato come "gli albergatori guardino con ansia i progressi del nuovo Polo congressuale di Lugano perché proprio i congressi rappresentano un tema importante per la destagionalizzazione". Da qui la speranza di "avere infrastrutture all'avanguardia da abbinare a una politica dei prezzi oculata con l'obiettivo di portare tipo di attività anche in riva al Ceresio".

