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Tra strade, piazze e spazi: Come funziona la nostra toponomastica?
Redazione
8 ore fa
Torna in auge a Lugano la richiesta di dedicare una via a Giugliano Bignasca. Lo fa la Lega della Città con un'interrogazione. Tra architetti, politici e pittori, il nostro Cantone è permeato di nomi rilevanti sulle insegne di vie e piazze. Ma come funziona la nostra toponomastica?

Viale Stefano Franscini, Corso Pestalozzi, Largo Zorzi, Parco Ciani con la sua villa, Ferruccio e Paride Pelli, l’autosilo Balestra. Il nostro Cantone è permeato di luoghi e strade dedicate a personaggi influenti nel tessuto sociale ticinese. E via Giugliano Bignasca? Ieri, la Lega di Lugano ha sollecitato il Municipio della Città. Ebbene, la richiesta era stata depositata in un’interrogazione già nel 2023.

I requisiti

Secondo i firmatari, il Nano ha ricoperto un ruolo rilevante nella politica cittadina e cantonale per oltre un decennio. Quali sono, però, i requisiti per avere uno spazio dedicato? Lo abbiamo chiesto a Stefano Vassere, presidente della Commissione Cantonale di Nomenclatura. «Deve avere dei requisiti, prima di tutto di pertinenza col territorio: deve essere una persona legata alla realtà almeno locale, se non addirittura a quella della via o della piazza che le vengono intestate». Vassere ha poi precisato che, ad esempio, la persona a cui è stato dedicato uno spazio può aver vissuto in quel luogo, avervi operato, oppure esserci un edificio pubblico che richiama la sua funzione pubblica. «E poi c’è l’idea che debba essere morto: è un principio generale, da un certo periodo, in modo che la comunità possa maturare la benemerenza nel modo più completo possibile e non agire sulla base dell’impulso immediato».

Parità di genere

L’incontro con il presidente è avvenuto in via Adriana Ramelli, letterata luganese che ha collaborato con la Biblioteca cantonale di Lugano. Focus, dunque, sulla parità di genere. «Anche la parità di genere assume un’importanza sempre maggiore nella sensibilità dell’autorità politica», sottolinea. «La stessa ordinanza del Comune di Lugano prescrive, in un capoverso, che debba essere rispettata la parità di genere anche nell’attribuzione dei nomi delle vie».

Contemporaneità

Se parliamo di contemporaneità, il nome di Giuseppe Buffi, deceduto nel 2000, è incastonato in una piazza a Bellinzona e in una via di Lugano. Già Consigliere di Stato, è considerato il padre dell’Università della Svizzera Italiana. Ci sono dunque delle regolamentazioni sulla tempistica? «Il periodo previsto nell’ordinanza, per esempio del Comune di Lugano, è stabilito in dieci anni, nelle raccomandazioni dell’autorità federale in cinque anni, e una legge italiana – ormai centenaria perché risale all’inizio del secolo scorso – prescrive dieci anni dalla morte della personalità».

Un caso particolare

A Lugano poi, Francesco Chiesa, scrittore e insegnante ticinese, ha avuto una via dedicata. Ma con una particolarità non da poco. «Francesco Chiesa ha dominato la cultura dell’intero cantone per quasi un secolo. Si è visto intestare una via a Locarno e un parco a Castagnola; in quest’ultimo caso ha addirittura partecipato attivamente alla celebrazione di questa intestazione», conclude Vassere.