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Attività fisica
Ticino sempre meno sportivo, Lava: «Dal 2022 non siamo riusciti a invertire la tendenza»
©Gabriele Putzu
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Redazione
5 ore fa
Lo studio «Sport Svizzera 2026» segnala un calo dell’attività sportiva a sud delle Alpi. Il Cantone guarda agli over 20: «Dovremo incentivare maggiormente questa fascia d’età»

Escursionismo, ciclismo, nuoto, sci e jogging: la popolazione svizzera continua a essere molto attiva, ma la crescita registrata negli ultimi anni si è fermata. A fotografare la situazione è lo studio «Sport Svizzera 2026» dell’Ufficio federale dello sport, pubblicato ogni sei anni e realizzato coinvolgendo quasi 15'000 persone. Il 52% degli svizzeri pratica sport più volte alla settimana, una quota stabile rispetto al 2020. Per la prima volta, dunque, nel sessennio successivo l’attività sportiva non registra un aumento. «Non è possibile stabilire se il boom sportivo degli ultimi anni abbia raggiunto il suo apice o se si tratti semplicemente di una pausa», si legge nello studio. Tra i motivi dell’inattività figura anche la mancanza di risorse finanziarie.

Cambiano inoltre le abitudini. Crescono gli allenamenti in palestra e lo yoga, mentre perdono terreno alcune discipline tradizionali: dal 2020, ad esempio, la percentuale di chi pratica lo sci è diminuita di circa il 12%. Per la prima volta il numero degli iscritti a una palestra supera quello degli affiliati a una società sportiva, pari al 19%. Secondo la direttrice dell’Ufficio federale dello sport Sandra Felix, questa evoluzione riflette una società sempre più individualista.

Il Ticino in controtendenza

A distinguersi nel confronto regionale è soprattutto il Ticino, unico Cantone in cui l’attività sportiva è diminuita in modo marcato. Tra le possibili spiegazioni, lo studio indica le conseguenze della pandemia di coronavirus e le restrizioni più severe alle attività sportive vissute a sud delle Alpi rispetto al resto della Svizzera. «Una spiegazione può essere data dal Covid, sì. Il Ticino l’ha vissuto in modo diverso rispetto al resto della Svizzera», spiega Alessandro Lava, capo dell’Ufficio dello sport del DECS. Un andamento che non è nuovo: «Lo studio Light fatto nel 2022 indicava già questa tendenza. Dal 2022 a oggi non siamo riusciti a invertirla». Lava invita però a leggere il risultato ticinese anche nel contesto internazionale. «Da questo studio escono dei dati interessanti. Il Ticino si muove poco, o comunque meno rispetto al resto della Svizzera. Ma a livello europeo la Svizzera si muove bene e anche il Ticino, nel confronto europeo, non è messo male. Questo è un lato positivo».

Meno società sportive, più palestre

A cambiare è anche il modo di praticare sport. «Ci sono sempre meno persone associate alle società sportive e, in controtendenza, aumentano quelle iscritte a centri fitness, wellness e palestre», osserva il capo dell’Ufficio dello sport. Un altro dato riguarda le differenze sociali. «Si nota un aumento della disuguaglianza sociale dovuta chiaramente al reddito e alla formazione. Chi ha un reddito e una formazione maggiori pratica più sport rispetto a chi ha un reddito e una formazione inferiori». Cambia inoltre il rapporto con la competizione. «Diminuisce l’interesse per la dimensione agonistica: c’è meno interesse verso l’attività sportiva agonistica rispetto a un’attività legata alla salute».

Il Cantone guarda agli over 20

I risultati dello studio saranno ora presi in considerazione anche dal Cantone. «Al momento ci focalizziamo sul programma Gioventù e Sport della Confederazione, che mettiamo in atto sul territorio ticinese», spiega. «Stiamo elaborando una strategia cantonale dello sport e chiaramente dovremo tenere conto di questo studio per i nostri piani futuri». L’attenzione dovrà rivolgersi in particolare a chi non rientra più nel programma Gioventù e Sport. «Dovremo intervenire maggiormente sull’attività delle persone non giovanissime, quindi di chi ha superato i vent’anni ed esce dal programma Gioventù e Sport». Su come farlo, per il momento, non ci sono ancora decisioni. «Bisognerà capire come intervenire. Non ci siamo ancora chinati sul problema, visto che lo studio è uscito oggi». Una possibilità indicata sempre da Lava riguarda però le manifestazioni aperte alla popolazione: «Sicuramente dovremo incentivare maggiormente gli eventi popolari per attrarre la popolazione. Penso per esempio a Sportissima, che viene proposta ormai da qualche anno e che dovremo continuare a proporre. Sosteniamo inoltre attività come slowUp. Dovremo sicuramente incentivare maggiormente questa fascia d’età». Presentando lo studio, il consigliere federale Martin Pfister ha evitato di parlare di «crisi» di fronte alla stagnazione dei dati, ribadendo tuttavia la necessità di continuare a investire nella promozione dello sport.