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Ticino
Test a tappeto, alcune aziende sono pronte
Foto Shutterstock
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Marco Jäggli
5 anni fa
Parte degli ambienti economici sembrano scettici di fronte alla prospettiva di implementare i test di massa sul loro personale. La Sintetica di Mendrisio, che applica già un protocollo sanitario rigidissimo, si dice però disposta a contattare il Cantone

Dalla presentazione del piano cantonale sui test a tappeto le aziende stanno cominciando a muoversi. È il caso, per esempio, della Sintetica di Mendrisio, che con circa 200 dipendenti produce nel Mendrisiotto medicinali indispensabili per la gestione dei malati gravi nei reparti di cure intense dei malati gravi colpiti dal Covid. Nonostante da diverse aziende l’idea dei test di massa sia stata accolta con scetticismo, come testimoniato anche da Luca Albertoni, il direttore generale Milo Venturi, intervistato da Teleticino, è uno dei primi a mettersi a disposizione: “I test di massa potranno aiutare a proteggerci ulteriormente identificando molto velocemente gli eventuali positivi al Covid, cercando di far si che la positività non passi all’interno dell’azienda”.

“Desiderio di test anche tra i dipendenti”
Un entusiasmo che sarebbe condiviso anche all’interno dell’azienda: “Parlando con molti nostri dipendenti il desiderio del test è abbastanza diffuso dato che molti usano anche i test fai da te. Per cui c’è una buona disposizione ad essere testati: sono quindi cautamente ottimista rispetto a come le persone stanno prendendo questa possibilità”. Il lavoro è cambiato a causa delle pandemia e le armi da mettere in campo sono tante. Secondo Venturi, i test aiuteranno ulteriormente, ma non sarà semplice: “È un lavoro sicuramente impegnativo, noi cominceremo ad organizzarci per capire anche il supporto che viene dato in merito ai costi del test medesimo, a partire dal mese di aprile. Non ho ancora parlato con il Cantone ma siamo molto aperti e penso che lo faremo anche per capire che tipo di supporto cantonale possiamo ottenere, anche a livello di logistica”.

Un rigidissimo protocollo sanitario
Sintetica, come detto, è in prima linea contro il Covid-19 e nonostante il numero elevato di lavoratori tutto fino a questo momento è andato bene. Secondo Venturi questa esperienza cambierà le strategie produttive anche per il futuro, dato che l’attività produttiva non si è mai fermata e anzi si è dovuto lavorare maggiormente. Come? “Smart working per la maggior parte dei dipendenti, mentre chi si occupa della produzione del farmaco e si occupa di farlo arrivare agli ospedali invece continua a lavorare in azienda in condizioni molto protette: tutti i giorni viene misurata la temperature, con lavaggio delle mani continuo e utilizzo dell’ascensore solo se strettamente necessario, con solo una persona e disinfezione degli uffici continua e ripetuta da parte di personale formato. Abbiamo anche praticato una continua areazione degli ambienti, anche se visitati da una sola persona. Tutte misure cautelari che continuano ad essere vincenti e grazie alle quali non abbiamo praticamente avuto casi di Covid-19, a parte un caso importante che fortunatamente si è risolto bene”.

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