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Ticino
Tassa sul sacco, Okkio risponde alla Lega
Tassa sul sacco, Okkio risponde alla Lega
Tassa sul sacco, Okkio risponde alla Lega
Redazione
10 anni fa
L'osservatorio fa alcune puntualizzazioni sulle argomentazioni dei referendisti: "L'autonomia comunale è sempre stata rispettata"

L'osservatorio della gestione ecosostenibile dei rifiuti (OKKIO) risponde alla Lega dopo il lancio del referendum sulla tassa sul sacco, approvata dal Parlamento lo scorso 9 novembre, facendo alcune puntualizzazioni sui loro argomenti.  

Okkio ricorda che l’obiettivo primario della legge federale è quello di salvaguardare l’ambiente grazie alla minor produzione possibile di rifiuti. Per raggiungerlo si premiano i cittadini, garantendo il diritto di pagare solo per i rifiuti da loro stessi prodotti. Questo significa che ogni cittadino ha il diritto di pagare solo per i rifiuti da lui stesso prodotti. 

"In pratica i Comuni che non applicano una tassa causale sui rifiuti negano un sacrosanto diritto ai loro concittadini" commenta Okkio. "Si tratta dello stesso diritto applicato per il finanziamento dei costi dell’acqua potabile, dell’energia elettrica, del gas ecc. Perché questo non dovrebbe andare bene anche per i rifiuti?"

Con il referendum, verrà solo chiesto ai cittadini se vogliono annullare la decisione del Parlamento di stabilire un prezzo per il sacco uguale in tutto il Cantone. Ma anche annullando tale decisione, spiega Okkio, "il principio di dover introdurre in tutti i Comuni “la tassa sul sacco” rimane in vigore!"

"L’autonomia comunale, tanto decantata da certi politici, è sempre stata rispettata e non si riesce a capire perché ancora oggi dopo 20 anni ben 71 Comuni non hanno una tassa causale" prosegue Okkio. "Per loro non ha senso attendere ancora visto che le regole sono chiare, possono procedere in completa autonomia".

Secondo Okkio i promotori del referendum, dalle pagine del Mattino della Domenica dello scorso 13 novembre, usano "una serie di affermazioni, una più sbagliata dell'altra" per convincere i cittadini che la loro iniziativa è giusta e serve a tutelare il loro borsellino. 

L'associazione invita quindi a confrontare il vademecum sulla tassa sul sacco pubblicato lo scorso agosto con tutte le informazioni riguardanti la legge (vedi articolo suggerito). A scanso di equivoci risponde pure ad alcune domande poste dal domenicale, riguardanti anche la città di Lugano. 

Domanda nr 1: In caso di introduzione della tassa sul sacco anche a Lugano, chi pagherà per i rifiuti prodotti dalle svariate migliaia di frontalieri che ogni giorno entrano a lavorare in città e gettano la loro monnezza nei cestini pubblici? Visto che in materia di raccolta e smaltimento del pattume “bisogna” (?) essere rigorosamente “causali”, in che modo i frontalieri verranno chiamati “causalmente” alla cassa per la spazzatura generata?

La risponsta di Okkio: "I costi di raccolta e smaltimento dei rifiuti dei cestini pubblici, per legge devono essere coperti con le imposte, e le imposte le pagano i Luganesi, con o senza tassa sul sacco. La Lega fa finta di non sapere che i frontalieri, se sono a Lugano, è perché lavorano nelle aziende locali, anche in quelle dove impera il dumping salariale. Quelle aziende che in genere pagano anche poche imposte. È col sistema attuale che il conto lo paga il solito sfigato contribuente. Mentre con l'introduzione corretta della tassa sul sacco (vedi esempio di Losone), questi imprenditori sarebbero chiamati alla cassa in modo perfettamente causale".

Domanda nr 2: I grandi magazzini (quelli che non pagano tasse in Ticino, assumono frontalieri a go-go, generano traffico parassitario, rovinano il territorio con i loro capannoni e fanno morire i piccoli negozi dei centri urbani) sbolognano ai consumatori tonnellate di imballaggi inutili. Imballaggi che chi va a fare la spesa è costretto a comprare, e a portarsi a casa assieme al prodotto (non avendo altra scelta). Non è però l’acquirente che produce questo pattume, bensì il grande magazzino. Perché allora, in regime di “causalità”, il conto per lo smaltimento lo deve pagare il solito sfigato contribuente tramite sacco “tassato” e non la grande distribuzione?

La riposta di Okkio: "È proprio con l'introduzione corretta della tassa causale che si possono chiamare alla cassa i grandi magazzini. Senza tassa causale attualmente è proprio il solito sfigato contribuente che continuerà a coprire quei costi mediante le sue imposte. In realtà il contribuente consapevole di Lugano è più sfigato oggi che con la prevista tassa sul sacco! Non dimentichiamo poi che è in fin dei conti il cliente a scegliere se comprare senza, o con più o meno imballaggi. Nei grandi magazzini gli imballaggi si possono anche lasciare sul posto. Se nessuno li comprasse anche la grande distribuzione si adeguerebbe a ridurre o evitare gli imballaggi inutili ed inquinanti".

"La tassa sul sacco" conclude Okkio, "stimola i cittadini a separare il più possibile i rifiuti, per non riempire troppo in fretta il sacco. La conseguenza diretta è la diminuzione dei rifiuti i cui costi di smaltimento sono di 180.-Fr. la tonnellata a vantaggio di quelli, come carta, vetro metalli ecc, che ci costano solo 15 - 20 Fr. la tonnellata. Una conseguenza economicamente davvero positiva per tutti!"

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