
La questione delle misure di risparmio è tornata oggi al centro del dibattito. Riunitosi stamattina in conferenza stampa, il comitato “Stop ai tagli” ha invitato la popolazione alla manifestazione di sabato 20 gennaio a Bellinzona a difesa del servizio pubblico. E sulla questione dei tagli, i sindacati sono tornati a discutere oggi con il Consiglio di Stato. L’ultimo incontro in questo senso si era tenuto a metà dicembre.
Compensazione del carovita al centro del dibattito
I sindacati, lo ricordiamo, sollecitano per i dipendenti pubblici il riconoscimento del carovita, pari all’1,4% secondo l’indice di novembre 2023, e l’abolizione di qualsiasi misura di risparmio sul personale. Da parte sua, il Governo non ha inserito alcun adeguamento al rincaro nel Preventivo 2024; al contrario, nell’ambito della manovra di rientro, ha formulato proposte come il contributo di solidarietà, ovvero la trattenuta del 2% per la parte di stipendio che eccede i 60mila franchi. Provvedimento sul quale dovrà pronunciarsi il Parlamento. “È stato un incontro certamente importante, perché siamo in un momento molto difficile, in attesa soprattutto del varo del preventivo”, spiega a Ticinonews il segretario del VPOD Raoul Ghisletta. “È chiaro che la nostra rivendicazione di avere la compensazione del carovita è stata mantenuta e oggi si è discusso principalmente di questa questione”.
Gli aspetti affrontati
Da parte del Consiglio di Stato, è emersa la possibilità di un’indennità ‘una tantum’ dell’ordine di circa 400 franchi. Un’ipotesi “che dovremo sottoporre alle nostre assemblee nelle prossime settimane”, prosegue Ghisletta. Un altro aspetto, quello del taglio del 2% per i salari superiori ai 60'000, “in questo momento si trova nelle competenze del Parlamento, all’interno del pacchetto del preventivo”. La questione sopracitata di una compensazione, perlomeno parziale, del carovita “verrà invece affrontata dal Consiglio di Stato con la Commissione della Gestione”.
I settori che preoccupano
Le preoccupazioni dei sindacati concernono in particolare il personale ausiliario che non è già in funzione. “Potrebbero esserci settori come mense, pulizie o altri ambiti, nei quali non sarà più possibile assumere nessuno come personale ausiliario e potremmo quindi trovarci con servizi scoperti”, avverte Ghisletta. Vi è poi la questione dei contratti di prestazione, i quali rappresentano una quota importantissima della spesa pubblica e vanno a finanziare i rientri sociosanitari. Tali contratti “sono fermi e se questa condizione dovesse protrarsi fino a marzo, ci troveremmo davvero in una situazione problematica”.
I prossimi appuntamenti in agenda
L’assemblea intersindacale per discutere delle proposte formulate oggi dal Cantone si terrà il 29 gennaio. Il prossimo incontro tra sindacati e Governo è invece in programma per febbraio.

