
Continuità di apprendimento, codocenza per matematica e tedesco, un’unità didattica (almeno) a gruppi ridotti per le due materie e giudizi indipendenti dai gruppi frequentati. Sono queste le quattro caratteristiche principali su cui si basa la proposta formulata dal collegio cantonale dei direttori di scuola media per il superamento dei livelli A e B alle medie. Proposta presentata oggi dal Dipartimento educazione cultura e sport (DECS) alla Commissione formazione e cultura del Gran Consiglio. Un modello che, si legge nel comunicato stampa del DECS, si applica sia alla terza sia alla quarta media e permette di perseguire gli obiettivi di apprendimento del Piano di studio della scuola dell’obbligo ticinese. Vediamo nel dettaglio i quattro punti.
Continuità di apprendimento
L’applicazione del modello sia in terza sia in quarta media -si legge- permette agli allievi "di maturare una migliore consapevolezza delle proprie attitudini e di svolgere il passaggio al settore postobbligatorio con più convinzione nelle proprie scelte".
Codocenza per matematica e tedesco
In queste due materie ci sarà un potenziamento dell’insegnamento all’interno delle classi. I due docenti, viene spiegato dal DECS, hanno così l’opportunità di mettere in atto un’efficace ed efficiente didattica differenziata, permettendo agli allievi di apprendere le materie con più attenzione alle loro caratteristiche personali. La codocenza, puntualizza il Dipartimento, permette anche un’estrema flessibilità didattica all’interno della classe a vantaggio del raggiungimento degli obiettivi del Piano di studio.
Unità didattiche a gruppi ridotti
Il modello prevede delle lezioni a gruppi ridotti. I due docenti hanno facoltà di decidere questi momenti in base al percorso didattico svolto fino ad allora, permettendo di lavorare con piccoli gruppi di allievi per consolidare o approfondire i traguardi di competenze. L'idea è di permettere “almeno un’unità didattica”, ma potrebbero aumentare in base alle necessità e al periodo. I docenti quindi possono decidere se svolgerne una o più. Inoltre alla classe potrebbero venir offerte delle unità didattiche con laboratori a scelta per gruppi di interesse "per permettere agli allievi di maturare o consolidare le proprie attitudini e scegliere il proprio percorso formativo postobbligatorio con più consapevolezza".
Giudizi indipendenti
Non più giudizio A e B, ma un’unica valutazione di fine semestre e finale. Questo per contribuire a favorire l’equità di giudizio e l’accettazione da parte degli allievi e delle loro famiglie della valutazione assegnata, viene spiegato nello scritto. Attraverso un giudizio unico gli allievi, all’uscita dalle medie, non saranno più etichettati in base ai corsi frequentati e questo -secondo la proposta- a favore della transizione postobbligatoria.
I prossimi passi
Durante l’anno scolastico 2022/2023 il modello, precisa infine il DECS, sarà ancora affinato e potrà essere introdotto per tappe successive sia relativamente alle ore di codocenza sia per il numero di sedi coinvolte. Il numero di ore di codocenza sarà aumentato a dipendenza del numero di nuovi docenti, mentre l’implementazione del nuovo modello nelle 36 scuole medie cantonali avverrà in due o tre fasi.
65 docenti in più
Per applicare questo modello serviranno 65 docenti in più. Sarà sostenibile economicamente? A regime completo si parla di circa 8 milioni, ha spiegato Manuele Bertoli, direttore del DECS, a Ticinonews. Per il consigliere di Stato si tratta soprattutto di volontà: "Non è una cifra impossibile. Stiamo parlando di qualcosa di centrale: la formazione dei ragazzi nella scuola dell'obbligo. È una priorità politica che secondo me deve essere riconosciuta. Se il parlamento o il popolo decidesse altrimenti e vorrà investire in altre priorità è il gioco della democrazia".

