
L’inverno e i suoi paesaggi invernali non sono ancora utopia in Ticino. Per vivere il vero inverno bisogna però andare lassù, a partire dai duemila metri circa. Sotto quella quota il verde accompagna il bianco nel colorare prati e boschi. Sci, snowboard e ciaspole sono quindi attività che gli appassionati possono svolgere anche nel nostro Cantone. Questo è il presente, ma in futuro? “È difficile fare previsioni a lungo termine”, ci spiega Mauro Dotta, docente di scuola elementare e atleta di Protect Our Winters (Pow), organizzazione no-profit che vuole rafforzare l’impegno della comunità delle attività “outdoor” a favore della protezione del clima. “Negli ultimi tre anni è stato un inverno diverso, simile a quello che ho vissuto in Australia 20 anni fa (la patria del surf, non dello sci). Lì per la prima volta ho visto raccogliere la neve per tappare i buchi sulle piste e ora hanno fatto la stessa cosa a Lüina (Airolo ndr)”.
“Siamo abituati a fare, ma il trucco sta nel ridurre”
Invertire la tendenza non sembra facile. “Partito con le migliori promesse a inizio dicembre, l’inverno in corso si è perso per strada e il trend delle temperature lo porterà a essere uno dei più caldi mai registrati”, si leggeva qualche giorno fa nel blog di MeteoSvizzera intitolato “Il suo nome era Inverno”. Ma quindi cosa possiamo fare per sognare ancora un po’ di tracciare qualche curva sulla coltre nevosa? “Il problema sta proprio nel fare”, risponde Dotta. “Siamo abituati a fare, ma il trucco sta nel ridurre”. E qui entrano in gioco le scelte personali. “Con mia moglie abbiamo deciso di cambiare il nostro modo di vivere: non prendiamo più l’aereo, non mangiamo carne, abbiamo una sola auto, lavoriamo entrambi a metà tempo. Non è una scelta facile, va ripensato tutto il modello, ma questo ci permette di avere più tempo libero e una vita più amica dell’ambiente”.
“Parlare ai giovani è difficile”
Le scelte fatte da Mauro Dotta e sua moglie richiedono consapevolezza e sacrifici, ma anche un cambio di paradigma che non è facile da attuare nella società moderna. “Viviamo dentro un flusso di abitudine al consumo da cui è difficile uscire. Tanti di noi possono acquistare il futile, sembra quasi che spendere soldi camminando per lo shopping equivalga a una passeggiata in montagna’’. Per invertire la rotta, continua Dotta, “bisogna capire come gestire in modo diverso le giornate per non arrivare a inseguire i weekend per recuperare il tempo perso e fare ciò che piace”.
L’importanza delle storie locali
Basta navigare sui social, aprire un portale online o accendere la televisione per sentire parlare di temperature record, scarsità di precipitazioni oppure leggere l’ultima allerta diramata. Notizie che rischiano di diventare un’arma a doppio taglio. “A forza di vedere e sentire le cose si diventa insensibili. Si espongono i problemi, ma raramente si mostra l’esempio da seguire con esempi positivi”. Insomma, “è sbagliata la narrazione”. Quindi, secondo Dotta, parlare ad esempio di temperature aumentate di 2°C non è chiaro, ma serve qualcosa di concreto come gli insegnò Giovanni Pellegri: “il corpo umano è sano a 37 gradi, ma se questa temperatura sale di due gradi, arrivando a 39, si parla di malattia. È parlando concretamente che si possono rendere più consapevoli le persone delle problematiche inerenti il riscaldamento climatico”.
La sfida di Pow e la tavola rotonda
Nell’ultimo post social Pow ha lanciato la sfida: usare il treno o condividere l’auto per andare in montagna in modo da ridurre le emissioni inquinanti delle stazioni sciistiche, perché “tra il 50 e il 70% di queste sono causate dagli ospiti che usano i veicoli privati per recarsi agli impianti di risalita”, viene spiegato nel post. Da qui l’idea di “affrontare questo problema con una piccola sfida di mobilità per tutta la comunità Pow”. Ma la stessa Ong, sarà ospite di una serata organizzata da Stile Alpino, insieme ad altri partner, in cui verrà proposta una tavola rotonda ticinese intitolata “cambiamenti climatici e il futuro della neve”, in programma martedì 27 febbraio al Lux di Massagno. Qui, oltre alla proiezione del film di Patagonia “The Meaningless Pursuit of Snow”, si parlerà di come saranno gli inverni sulle Alpi ticinesi, dell’importanza della neve per la transizione energetica e di come divertirsi sulla coltra nevosa “nostrana” in modo sostenibile. Ospiti della serata lo stesso Mauro Dotta, i membri di Pow Massimo Filippini e Mattia Soldati, il meteorologo Marco Gaia e la giornalista Valentina Moccetti.

