
C'era una volta l'inverno. Forse il classico inizio delle fiabe è il più adatto in questo caso. Il titolo, prendendolo in prestito dal blog di MeteoSvizzera potrebbe proprio essere "Il suo nome era inverno". In Ticino si scia, è vero, così come nel resto della Svizzera, ma le temperature registrate in questi mesi hanno fatto risuonare l'ennesimo campanellino d'allarme. "Partito con le migliore promesse ad inizio dicembre", scrivono i meteorologi, "l'inverno in corso si è perso per strada, passando inesorabilmente a tinte rosse. Il trend di temperature oltre la norma si è confermato ancora una volta, portando a quello che sarà uno degli inverni fra i più caldi mai registrati".
13 gradi sopra la norma 1991-2020
Le temperature registrate nel corso dei mesi di dicembre e gennaio, come si può vedere dalle immagini sottostanti, "confermano in tutta la Svizzera un'anomalia positiva". Dalla cartina, infatti, si nota come la Svizzera sia a tinte rosse, e non blu come dovrebbe essere un inverno. Inoltre a febbraio, "a sud delle Alpi l'anomalia di temperatura ha raggiunto valori oltre i 13 gradi sopra la norma 1991-2020" e le previsioni dei prossimi giorni non sembrano riportare l'inverno nel calendario. Insomma, conclude il blog di MeteoSvizzera, "il non inverno prosegue".
Le previsioni per i prossimi giorni
Oggi sarà in prevalenza soleggiato, con temperature massime a basse quote attorno ai 15 gradi. Molto mite anche in montagna. Domani in parte soleggiato, con temperature massime in pianura sempre attorno ai 15 gradi, così come venerdì e sabato.
Da chi non vede effetti negativi, a chi è preoccupato
MeteoSvizzera ha postato il proprio blog anche sui canali social e qui, nella sezione commenti, le reazioni variano. Prendendo d'esempio quanto scritto dagli utenti su Facebook le reazioni delle persone ha quanto scritto dai meteorologi variano, e di tanto. C'è chi si dice "indifferente" a chi spera "che in futuro sia ancora più caldo". Alcuni guardano invece al lato economico, scrivendo che con queste temperature "si è risparmiato sul riscaldamento". Non mancano però le persone che si dicono preoccupate per questo trend, e alcune lo fanno ricordano il passato. Come chi cita quando si pattinava sul laghetto di Muzzano e si sciava al Monte Tamaro, chi si chiede "come certe persona possano ancora negare il cambiamento climatico" e chi ricorda come "per la natura, l'uomo e l'agricoltura è meglio che le stagioni siano regolari".

