
Cinquanta centesimi per cinque minuti di cura per un massimo di quindici franchi al giorno, con entrata in vigore dal primo aprile 2026. È la formula del nuovo modello tariffale a cui sarà sottoposto chi beneficia delle cure a domicilio. Prima di questa data, le fatture delle cure medico-terapeutiche e quelle di base erano coperte dall'assicurazione malattia, oltre che dallo Stato. Per il Cantone, la misura si inserisce tra i provvedimenti volti ad assicurare la qualità e la sostenibilità delle cure. «Sono state introdotte delle misure più restrittive nell'ambito dell'autorizzazione d'esercizio a livello qualitativo», spiega a Ticinonews Gabriele Fattorini, direttore della Divisione dell'Azione Sociale e delle Famiglie. «È stata inserita una moratoria nell'ambito degli operatori che possono agire in questo settore, e oggi si va a chiamare a una certa responsabilità anche il paziente che attiva queste prestazioni».
Cantone e Comuni sotto pressione
A mettere particolarmente sotto pressione il settore, spiega il Cantone, è la crescita dell'offerta registrata negli ultimi anni. Le ore di cura a domicilio erogate sono infatti raddoppiate rispetto a quattro anni fa. Gli operatori di cura a domicilio privati sono cresciuti del 90%, più 65% anche per i servizi rispetto a quattro anni fa. «È certamente una strategia adottata dal Canton Ticino quella di mantenere il più a lungo possibile i cittadini e le persone al proprio domicilio prima del collocamento in una struttura di cura», prosegue Fattorini. D'altra parte «è vero che questa crescita così forte dei volumi ha messo sotto pressione in modo importante non solo gli assicuratori malattia, ma anche il Cantone e i Comuni».
Come muoversi
L'ente pubblico, suddiviso in Cantone e Comuni, è uno dei due che provvedeva già da prima al finanziamento delle cure a domicilio assieme agli assicuratori malattia. Con la nuova misura vengono ad aggiungersi anche gli utenti, i quali dovrebbero contribuire ai ricavi per circa undici milioni di franchi. Il Cantone, è bene specificare, fa sapere che i beneficiari delle prestazioni complementari AVS-AI non saranno toccati dalle nuove tariffe. Ma qual è la procedura da seguire nei casi più delicati? «È importante che le persone in difficoltà finanziaria si rivolgano a un servizio sociale, che può essere quello comunale o degli enti preposti a fare consulenza, i quali possono valutare sia il diritto di avere degli aiuti - penso in particolare alla prestazione complementare - sia accompagnare queste persone nell'attivazione delle prestazioni», conclude Fattorini.

