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Sanità
Ora c'è anche da aprire il portafoglio per le cure a domicilio
©CdT/Chiara Zocchetti
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Red. Online
16 ore fa
Introdotta la partecipazione dell’utente ai costi delle cure a domicilio in Ticino: per il Governo la misura «rafforza la stabilità finanziaria del settore», limitando le «ripercussioni dei costi sui premi di cassa malati»

A seguito alla modifica legislativa adottata dal Gran Consiglio nell’ambito del Preventivo 2026 il Consiglio di Stato ha approvato le modifiche al Regolamento d’applicazione della Legge sull’assistenza e cura a domicilio (LACD). Con questa decisione viene introdotta, a partire dal 1° aprile 2026, la partecipazione dell’utente ai costi delle cure a domicilio, come già avviene nella maggioranza dei Cantoni.

Negli ultimi anni il settore delle cure a domicilio, spiega il Governo ticinese, ha conosciuto un’evoluzione significativa, con una forte crescita dell’offerta privata accanto ai servizi di interesse pubblico e un aumento complessivo delle prestazioni e dei costi. Le modifiche, che danno seguito alle decisioni del Gran Consiglio nell’ambito del Preventivo 2026, mirano a garantire la sostenibilità del sistema nel lungo periodo e a preservarne l’equilibrio finanziario futuro.

L’introduzione della partecipazione ai costi da parte delle persone che beneficiano delle cure a domicilio consente infatti una ripartizione più equilibrata dei costi tra tutti gli attori coinvolti, conformemente a quanto previsto dall’art. 25a capoverso 5 della Legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal), che attribuisce ai Cantoni la competenza di disciplinare il finanziamento residuo delle cure di lunga durata. Il contributo diretto dell’utente incoraggia inoltre una maggiore attenzione alle prestazioni ricevute e alla loro effettiva necessità, promuovendo una maggiore consapevolezza rispetto alle cure erogate e al loro utilizzo.

A partire dal 1° aprile 2026 tutti i fornitori di prestazioni di cure a domicilio che operano nel quadro della LACD (Servizi di assistenza e cura a domicilio di interesse pubblico, servizi privati e infermieri/e indipendenti) preleveranno un contributo all’utente calcolato in base alla durata delle cure ricevute. Il contributo è fissato a 50 centesimi ogni 5 minuti di cura, fino a un massimo di 15 franchi al giorno. Le persone beneficiarie di prestazioni complementari (PC) dell’AVS/AI potranno chiedere il rimborso della spesa secondo le disposizioni vigenti. Anche chi non ne beneficia può verificare il proprio diritto a ricevere un eventuale rimborso.

Con questa misura il Consiglio di Stato intende «rafforzare la stabilità finanziaria del settore e mantenere nel tempo un sistema di cure a domicilio accessibile e sostenibile, limitando le ripercussioni dei costi sulle finanze pubbliche e sui premi di cassa malati».