
La detenzione per motivi di sicurezza di Ousman Sonko è stata prorogata fino al 15 agosto 2024. La decisione è stata presa dal Tribunale penale federale (TPF) dopo l'annuncio, a metà maggio, della condanna a 20 anni di reclusione dell'ex ministro dell'Interno del Gambia. Quest'ultimo ha presentato ricorso e chiede di essere rilasciato in attesa del verdetto definitivo.
In carcere da oltre 7 anni
La Corte penale del TPF, che ha condannato il gambiano per ripetuti crimini contro l'umanità, ritiene che vi sia un rischio di fuga. L'ex ministro è in carcere da sette anni e mezzo. Oltre alla pena detentiva, i giudici hanno ordinato la sua espulsione dalla Svizzera per 12 anni. Il tribunale di Bellinzona, che in prima istanza aveva pronunciato una condanna a 20 anni di carcere, ha ritenuto che non vi fosse il rischio che la detenzione finora scontata superasse la pena definitiva. La proroga di tre mesi della reclusione per motivi di sicurezza garantisce che Ousman Sonko non cercherà di sfuggire alla giustizia. I fatti rimproverati all'ex ministro dell'Interno si sono verificati tra il 2000 e il 2016. Nel settembre 2016, l'allora presidente del Gambia Yahya Jammeh aveva destituito Ousman Sonko. Poco dopo, Sonko era fuggito dal Paese e aveva chiesto asilo in Svizzera. Fino al suo arresto nel gennaio 2017, ha vissuto indisturbato nel centro per richiedenti di Kappelen-Lyss (BE).

