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Lugano
Smantellamento degli uffici postali: "Come intende reagire il Municipio?"
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Redazione
2 anni fa
LaPosta intende chiudere dodici uffici postali nella Svizzera italiana entro il 2028, suscitando opposizione da parte di vari Comuni. Il consigliere comunale di Lugano Edoardo Cappelletti chiede al Municipio di opporsi attivamente e dialogare per trovare soluzioni alternative.

Cadro, Maglio di Colla, Mezzovico, Bellinzona 2 - Semine, Bellinzona 5 - San Paolo, Faido, Lodrino, Mesocco, Novazzano, Arzo, Locarno 4 - Solduno e Verscio. Sarebbero questi, stando a quanto scriveva venerdì scorso La Regione, i dodici uffici postali che LaPosta intende chiudere nella Svizzera italiana entro il 2028. "Ora, mentre svariati Comuni colpiti hanno già pubblicamente manifestato la ferma volontà di opporsi alle chiusure paventate dalla Posta, il Municipio cittadino di Lugano non sembra avere ancora espresso una chiara posizione a questo proposito", scrive il consigliere comunale di Lugano La Sinistra Edoardo Cappelletti in un'interpellanza inoltrata al Municipio cittadino. Cappelletti ha voluto poi sottolineare come "prima di chiudere o di trasferire un punto d’accesso con servizio, la Posta deve consultare le autorità dei Comuni interessati e sforzarsi di trovare una soluzione di comune accordo (art. 14 cpv. 6 LPO). In assenza di una soluzione di comune accordo, le autorità comunali possono adire la PostCom entro 30 giorni dalla notificazione della decisione della Posta; la decisione definitiva della Posta se chiudere o trasferire l’ufficio o l’agenzia postale in questione avviene a seguito di una procedura di conciliazione e tenendo conto della raccomandazione della PostCoM".

Una soluzione condivisa

L’obiettivo di una soluzione condivisa secondo la LPO implica che la Posta sia disposta a esaminare le eventuali alternative proposte dalle autorità comunali, posto comunque che l’obbligo di verifica delle alternative proposte dalle autorità comunali (come l’agenzia postale o il servizio a domicilio) "presuppone che esse acconsentano al dialogo con la Posta e avanzino proposte realizzabili. La necessità di opporsi a questo piano di smantellamento è stata del resto evocata anche dal sindacato syndicom, che ha infatti invitato i Municipi interessati ad opporsi alle prospettate chiusure degli uffici postali". In questo senso, "nell’ottica di garantire un servizio pubblico capillare e di qualità anche nelle aree più discoste della Città, occorre quindi che anche il Municipio di Lugano si avvalga proattivamente di tutti gli strumenti di contestazione e di dialogo messi a disposizione dalla LPO.

L'interpellanza

Sulla scorta di quanto esposto, si chiede al Municipio:

  1. Nell’ambito del piano di smantellamento in questione, quali sono gli uffici postali e le agenzie per cui è già stata prospettata al Comune la chiusura, il trasferimento o la trasformazione?
  2. Il Municipio è sensibile ai particolari disagi che arrecherà la chiusura degli uffici postali di Cadro e di Maglio di Colla alla popolazione locale e ai rispettivi quartieri, qualora dovesse avverarsi?
  3. Il Municipio intende attivarsi in maniera decisa e proattiva al fine di sventare, o perlomeno di rivedere in senso migliorativo, le paventate chiusure dei punti d’accesso a rischio di chiusura?
  4. Qualora non fosse possibile raggiungere una soluzione condivisa appropriata, intende adire la PostCom e perorare gli interessi del Comune anche nella procedura di conciliazione?
  5. E’ possibile avere una panoramica generale delle chiusure degli uffici postali, rispettivamente della loro trasformazione, intervenute negli ultimi 25 anni sul territorio comunale?
  6. Quali iniziative intende intraprendere per garantire, nel caso di concerto con il Cantone (art. 33 cpv. 8 OPO), un servizio postale capillare e di qualità su tutto il comprensorio comunale?