
La sicurezza di pedoni e ciclisti lungo le stradine del Piano di Magadino è tornata al centro dell’attenzione dell’Associazione traffico e ambiente. ATA, lo ricordiamo, aveva scritto al Municipio di Locarno lamentando che una nuova attività di deposito e lavorazione d’inerti sul sedime 4492 “genera traffico di mezzi pesanti, sovente a velocità sostenuta”. A seguito della risposta dell’Esecutivo sul tema, l’associazione si dice ora “perplessa”. Da un lato, “ci fa piacere che la Città affermi di essere al corrente della situazione”. Al tempo stesso, però, “ci chiediamo come sia possibile tollerare ancora tale incresciosa condizione e non si possa provvedere a interrompere questa nuova attività illecita sul sedime”. Se, come scritto dal Municipio, "l’attività non è autorizzata e la Città combatte l’uso improprio della zona agricola, perché questa specifica situazione è ancora irrisolta da oltre 37 anni?”
Una questione già nota
Nei fatti – scrive ATA – si tratta di un “deplorevole immobilismo, che purtroppo ha originato un gravissimo incidente e crea tuttora delle situazioni pericolose, poiché fintanto che i mezzi pesanti continueranno a sfrecciare su queste stradine non si potrà parlare di sicurezza”. L’associazione ha dunque deciso di scrivere alla Fondazione SvizzeraMobile per chiedere di togliere una parte di Via alle Gerre e di Via Stradonino dalla rete dei percorsi ciclabili promossi dalla Fondazione. Inoltre, "segnaliamo che già nel 1988, il Dipartimento dell’ambiente aveva scritto una lettera al Municipio di Locarno a proposito di discariche e invitava quest’ultimo a voler intervenire in sei casi abusivi per sospendere il deposito di rifiuti o materiali non autorizzati e per provvedere al risanamento definitivo". In particolare, "veniva citata la situazione al mappale 4492, il cui proprietario ha ricevuto l’autorizzazione nel 1981 alla bonifica del sedime, a scopo agricolo, impiegando inerti". Invece, "si scaricano qui rifiuti di qualsiasi natura".
"Situazione degradata"
A stupire l'associazione è inoltre "la segnaletica casalinga che indirizza su Via Campagna, verso un’attività chiaramente estranea al contesto agricolo". In conclusione, "a 37 anni di distanza siamo ancora ai piedi della scala. Anzi, la situazione sul quel mappale è completamente degradata".

