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Sentenza della corte suprema: «non cambia molto per le aziende ticinesi»
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Ticinonews ha incontrato Luca Albertoni per parlare della sentenza della Corte Suprema che sconfessa i dazi di Trump. Se da una parte le aziende si sono adeguate ad una situazione in continuo mutamento, l'incertezza continua a pesare sull'export.

La sentenza della Corte Suprema che ha sconfessato la politica dei dazi di Donald Trump continua a far discutere. Se da una parte le reazioni della stampa d'oltreoceano - ma non solo - non sono mancate, la questione sembra avere più risvolti politici che economici. È infatti recente la notizia dell'adozione di dazi globali decisi dal presidente Usa, inizialmente al 10% e poco fa innalzati al 15%. Ticinonews ha raccolto la reazione del direttore della Camera di commercio cantone Ticino Luca Albertoni. 

L'incertezza economica rimane

Albertoni mette l'accento sugli aspetti politici della questione: «È un cambiamento importante da un certo punto di vista perché conferma il rispetto dello stato di diritto». Allo stesso tempo, la sentenza avrebbe risvolti economici di secondo piano: «D'altra parte, nel concreto non cambia molto per le nostre aziende. Siamo lontani da una certezza assoluta». L'incertezza continua a pesare sulle aziende esportatrici: «Queste nuove regole saranno in vigore per 150 giorni, poi cosa succede dopo? Nessuno lo sa», spiega Albertoni. «Anche questi elementi vanno a turbare i normali flussi economici, l'attività delle aziende»; l'export verso gli Usa, in generale, continua a far fatica, sottolinea il direttore della Camera di commercio. 

Alternative difficili, continuità nei negoziati

Nel frattempo, il Dipartimento Federale dell'Economia prende tempo, senza sbilanciarsi sulla portata a breve termine della sentenza. È presto anche per sapere se e come evolveranno i negoziati con Washington. Per Albertoni è bene proseguire nel solco della continuità: «A mio avviso è importante proseguire il negoziato con Washington, perché è una situazione delicata e si tratta di un partner estremamente importante. Vedo male come si possa adesso giocare da pokerista e ricominciare tutto da zero». D'altra parte, per le aziende è difficile trovare dei partner alternativi: «È molto difficile rinunciare ad un mercato come quello americano estremamente interessante per la capacità d'acquisto e la sua vastità. Inoltre cercare altri partner richiede molti sforzi ed una quantità di tempo. Le alternative non sono facilmente rintracciabili entro brevissimo termine».