
"Per quanto non siano ancora del tutto chiare né le intenzioni di chi ha occupato né quelle del Municipio, un paio di cose ci sembrano evidenti". Inizia così la lettera aperta scritta dai Verdi del Luganese all'indirizzo del Municipio di Lugano a seguito dell'occupazione da parte degli autogestiti del SOA Il Molino dello stabile ex scuole elementari di Viganello. Quanto sta accadendo in via Bottogno "riapre ancora una volta - dopo che l’aveva fatto qualche mese fa, in modo diverso e su un altro piano, l’esperienza della Straordinaria – la questione degli spazi di aggregazione e di espressione culturale indipendente", scrivono gli ecologisti che colgono l'occasione, "indipendentemente da quel che emergerà dalla negoziazione", per "portare l'attenzione sul futuro delle vecchie scuole elementari, le cui potenzialità sono state in qualche modo illuminate dall’occupazione. Quell’edificio è vasto e ha le caratteristiche per soddisfare le esigenze di chi lo ha occupato e quelle di altre realtà attive sul territorio nell'ambito socioculturale".
L'invito al Municipio
Come già spiegato nel comunicato degli autogestiti, anche i Verdi del Luganese spiegano che in futuro lo stabile tornerà a ospitare una sede scolastica, ma "nel frattempo e indipendentemente da quelle che saranno le scelte degli attuali occupanti, potrebbe essere sede per un altro tipo di crescita culturale, sociale e politica". Per questo l'invito fatto al Municipio è quello di "riflettere seriamente su questa possibilità, che si presenta oggi come una stimolante opportunità". Esecutivo cittadino che è anche invitato "a prendere in considerazione la sistematica messa a disposizione di spazi temporaneamente inutilizzati a gruppi promotori di attività culturali o sociali, come avviene per esempio nella città di Zurigo".
L'esempio di Berna
Quanto sta accadendo da venerdì notte a Viganello "ricorda la nascita del PROGRZentrum für Kulturproduktion, nel cuore di Berna, a due passi dalla stazione centrale e Piazza Federale", si legge nella lettera aperta. "Le vecchie scuole della capitale federale sono oggi una casa-atelier, un luogo di incontro, di creazione, fruizione, scambio, discussione indipendenti. Nel 2004 fu chiaro che il vecchio ginnasio, costruito nel 1785, avrebbe ceduto il posto al nuovo Kunstmuseum di Berna. Invece di lasciare lo stabile vuoto per anni, si decise di lasciarlo in mano a varie realtà di cultura indipendenti. Nacque così il PROGR. Dopo due anni il progetto del Kunstmuseum non era ancora partito, il progetto poteva continuare. Quando fu chiaro che il museo non avrebbe visto la luce per motivi finanziari la città propose di vendere lo stabile. Ma oramai il progetto culturale era divenuto così importante per la popolazione di Berna che Il 17 maggio 2009, i cittadini di Berna accolsero con il 66% di "sì" il proseguimento dell’esperienza".

