
Una scuola più equa rispetto alla media svizzera e con il più alto tasso di diplomati universitari del paese. Sono alcuni dei dati della quinta edizione di un’analisi a 360 gradi del mondo scolastico ticinese presentata questa mattina a Bellinzona. Dai docenti arrivano tuttavia segnali in controtendenza.
Un'analisi ogni quattro anni
Il volume "Scuola a tutto campo" raccoglie ogni quattro anni una base di dati affidabili per informare l’opinione pubblica, il mondo della scuola e la politica, e per promuovere una riflessione sul sistema educativo che possa guidarne il continuo miglioramento. La quinta edizione si articola in 7 campi tematici, ciascuno dei quali presenta una serie di indicatori basati su dati quantitativi primari e secondari. Ogni indicatore "permette di approfondire aspetti specifici che caratterizzano il sistema educativo e le sue finalità, fra cui le competenze acquisite dalle persone in formazione, la loro progressione all’interno del sistema, il divario educativo, la selettività, l’inclusione, il benessere, l’innovazione, le pratiche didattiche, le basi legali e le risorse umane e finanziarie", si legge nella nota diramata dal Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport.
Gli aspetti positivi
Dall'analisi, come detto, emerge uno stato di salute complessivamente positivo della scuola ticinese. Il divario educativo tra gli allievi alla fine della scuola dell'obbligo, ovvero la differenza tra gli allievi con risultati migliori e quelli meno buoni, "si conferma contenuto, soprattutto se comparato con quello di altri cantoni, senza che questo pregiudichi il raggiungimento dei traguardi di competenza definiti nell’ambito del Concordato HarmoS", sottolinea il DECS. Un aspetto evidenziato anche dai risultati dell’indagine PISA che situano il Ticino nelle prime posizioni delle classifiche intercantonali negli ambiti indagati. Il Ticino vanta inoltre il più alto tasso di diplomati alle università e politecnici di tutto il paese. Altri indicatori positivi sono l’apertura degli insegnanti all’innovazione didattica e alla formazione continua, l’attrattiva della professione-docente e un sistema di aiuti allo studio equo ed efficace.
Le criticità
Lo studio ha evidenziato tuttavia anche elementi di preoccupazione. Pur in un contesto di relativa equità, gli allievi di origine straniera e quelli provenienti dai ceti meno abbienti ottengono risultati scolastici significativamente inferiori alla media cantonale, in particolare durante la Scuola media. Da approfondire è anche il peggioramento dello stato di salute auto-percepito dalle allieve e dagli allievi all’avanzare dell’età. Un buon numero di docenti lamenta infine un sovraccarico di lavoro. "Sono dati che vanno presi sul serio”, commenta a questo proposito Manuele Bertoli, direttore del DECS, a Ticinonews. “L'intervento che abbiamo promosso per le scuole dell'obbligo - i docenti d'appoggio nelle scuole comunali, la riduzione degli allievi per classe alle medie e l'introduzione di laboratori, e ora la codocenza - dovrebbero migliorare le condizioni di apprendimento degli allievi e quindi le condizioni di insegnamento, con i docenti che possono dedicarsi di più agli allievi".
Spesa pubblica e borse di studio
Per quanto riguarda la spesa pubblica, in Ticino si attesta a circa 1,3 miliardi, ciò che corrisponde a un quarto della spesa complessiva (24%) e al 4% del PIL cantonale. Un dato sicuramente importante, ma inferiore rispetto alla media nazionale (26%), è stato evidenziato in conferenza stampa. Il Ticino è inoltre tra i Cantoni con i più elevati importi delle borse di studio per studente di tutta la Svizzera e con il più alto tasso di beneficiari per università e politecnici.

