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Educazione
Scuola senza livelli, tra esperienze sul campo e scontro politico
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Redazione
12 giorni fa
La riforma sul superamento dei livelli nelle scuole Medie non è stata digerita da tutti. Critiche da UDC e PLR, più cauti Lega e Centro. Ticinonews ha anche raccolto la testimonianza di una direttrice ha sperimentato la nuova riforma.

All'indomani della decisione del Governo ticinese sul superamento dei livelli, non sono mancate le reazioni, fra cui quella di Rosetta Poerio Cattaneo, direttrice Scuole Medie Massagno, che sulla sua pelle ha vissuto un anno di sperimentazione della nuova riforma. «È stata somministrata una prova comune in tutte le sedi convocate per tale prova, sia sperimentali sia non sperimentali. Nelle sedi non sperimentali c’erano ragazzi di corso base e di corso attitudinale che svolgevano tutti la stessa prova. Una ragazza ha detto: “Mi scusi, c’è un errore, io sono del corso base”. Questa frase ci ha fatto riflettere molto, perché i nostri allievi della sede sperimentale si sono messi a lavorare tutti. A volte sono quindi proprio i ragazzi a fare autosabotaggio, e questo ci ha colpito molto». Poerio Cattaneo ha poi spiegato che i loro studenti si sono applicati e hanno svolto la prova. «Ovviamente ognuno è arrivato dove poteva arrivare: chi aveva maggiori competenze è andato più avanti, chi ne aveva meno si è fermato prima. Questa è proprio l’essenza delle prove costruite in un certo modo, con un criterio di progressione». All’interno c’è infatti una gradualità che permette a tutti di fare qualcosa. «Il ragazzo con minori competenze si ferma quindi ai primi passaggi, quello con competenze medie va oltre, e quello con competenze maggiori svolge tutta la prova».

Bühler: «Non si può riproporre vino vecchio in botti nuove»

Ma sulla riforma si sono espressi anche i partiti tra chi invita alla cautela a chi critica fortemente il nuovo sistema. A poco più di 24 ore dall’annuncio del governo sono state immediate le prese di posizione del fronte progressista: «Un passo importante verso una scuola più equa e inclusiva, si proceda senza indugi», scrive il Partito Socialista. Sulla stessa linea anche i Verdi: «Poche parole, i risultati sono ottimi». A destra, invece, prevalgono dubbi e perplessità: sì a una riforma, ma non a questa. Per Alain Bühler, deputato UDC, «questo sistema dei livelli ha mostrato tutti i suoi limiti, su questo siamo assolutamente concordi. Vogliamo però una riforma che mantenga una differenziazione e valorizzi le caratteristiche individuali. Questa è una riforma ideologica, di stampo socialista, che non accettiamo e che i ticinesi hanno già respinto. Non si può riproporre vino vecchio in botti nuove».

Guerra: «Esprimersi ora è prematuro»

Il nuovo sistema – lo ricordiamo – prevede l’eliminazione graduale nell’arco di 6 anni dei corsi attitudinali e di base, per lasciare spazio a un modello fondato sulla codocenza. «Il sistema dei livelli è superato», afferma il deputato della Lega dei Ticinesi Michele Guerra. «Esprimersi ora sarebbe però inopportuno. I risultati sono appena arrivati e serve un’analisi approfondita. È però chiaro che il sistema attuale va migliorato: si decide il futuro degli studenti a dodici o tredici anni, basandosi soprattutto su tedesco e matematica».

Speziali: «I livelli non rappresentano più uno stimolo»

Ancora più cauto il deputato del Centro Maurizio Agustoni, che invita a esaminare il dossier prima di prendere posizione, pur criticando le tempistiche, giudicate troppo lunghe. Dubbi anche dal PLR, il cui presidente Alessandro Speziali sostiene che «i livelli oggi non rappresentano più uno stimolo come in passato. Tuttavia, vediamo una forte enfasi sull’equità, come se la scuola ticinese non lo fosse già. Ci saremmo aspettati più attenzione su orientamento, sviluppo delle competenze e percorsi più personalizzati». Cautela, critiche al vecchio e al nuovo sistema: questo il quadro delle prime reazioni. Il dibattito proseguirà in commissione e poi in Gran Consiglio.