
La storica azienda momò RIRI, fondata nel 1936 e acquistata 10 mesi fa dal gruppo svizzero tedesco Oerlikon, deve far fronte a oggettive difficoltà finanziarie. Una situazione delicata per la quale si è alla ricerca di una soluzione condivisa che vada a beneficio di tutti e che non sembra prevedere licenziamenti: stando a quanto riportato dal Corriere del Ticino, RIRI ha infatti optato per una riduzione del lavoro. L'azienda, lo ricordiamo, è riconosciuta mondialmente e fornisce ai principali marchi del lusso accessori di alta qualità, ma il settore è fortemente influenzato dalle crisi in corso e dall'inflazione, che porta a conseguenti rincari a livello non solo energetico, ma generalizzati. In accordo con UNIA e OCST, RIRI ha quindi deciso di ridurre l'orario lavorativo a circa 250 dipendenti attivi nella produzione. Un accordo è stato firmato tra le parti sindacali, la direzione dell'azienda e la Commissione del personale.
Da 5 a 4 giorni lavorativi
Nel concreto, la convenzione prevede che a tutti i collaboratori impiegati nella produzione a tempo pieno venga applicata una riduzione pari al 25%, passando così da un 100% a un 75% (pari a 30 ore settimanali). Con questa correzione, i giorni lavorativi passano da 5 a 4, ma non si avranno alcune ripercussioni sui contributi previdenziali in quanto RIRI ne garantirà il pagamento integrale su una base lavorativa del 100%. L'accordo, si legge sempre sul CdT, è entrato in vigore retroattivamente al 1° di ottobre e resterà in vigore sino al 31 gennaio 2024. Questo decadrà nel caso dovesse venir accettato dal Cantone il ricorso alle Indennità per lavoro ridotto.

