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Ticino
RIRI riduce l'orario di lavoro, licenziamenti evitati
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Redazione
3 anni fa
L'azienda momò attiva nella fornitura di accessori ai maggiori brand del lusso ha deciso per una riduzione delle ore lavorative per circa 250 dei suoi dipendenti attivi nella produzione. La percentuale di lavoro passa così dal 100% al 75%.

La storica azienda momò RIRI, fondata nel 1936 e acquistata 10 mesi fa dal gruppo svizzero tedesco Oerlikon, deve far fronte a oggettive difficoltà finanziarie. Una situazione delicata per la quale si è alla ricerca di una soluzione condivisa che vada a beneficio di tutti e che non sembra prevedere licenziamenti: stando a quanto riportato dal Corriere del Ticino, RIRI ha infatti optato per una riduzione del lavoro. L'azienda, lo ricordiamo, è riconosciuta mondialmente e fornisce ai principali marchi del lusso accessori di alta qualità, ma il settore è fortemente influenzato dalle crisi in corso e dall'inflazione, che porta a conseguenti rincari a livello non solo energetico, ma generalizzati. In accordo con UNIA e OCST, RIRI ha quindi deciso di ridurre l'orario lavorativo a circa 250 dipendenti attivi nella produzione. Un accordo è stato firmato tra le parti sindacali, la direzione dell'azienda e la Commissione del personale. 

Da 5 a 4 giorni lavorativi

Nel concreto, la convenzione prevede che a tutti i collaboratori impiegati nella produzione a tempo pieno venga applicata una riduzione pari al 25%, passando così da un 100% a un 75% (pari a 30 ore settimanali). Con questa correzione, i giorni lavorativi passano da 5 a 4, ma non si avranno alcune ripercussioni sui contributi previdenziali in quanto RIRI ne garantirà il pagamento integrale su una base lavorativa del 100%. L'accordo, si legge sempre sul CdT,  è entrato in vigore retroattivamente al 1° di ottobre e resterà in vigore sino al 31 gennaio 2024. Questo decadrà nel caso dovesse venir accettato dal Cantone il ricorso alle Indennità per lavoro ridotto.