
Passo in avanti per la discussa riforma fiscale. La Commissione della Gestione ha firmato oggi un rapporto di maggioranza composta da Lega, UDC e PLR. Vi è anche un rapporto di minoranza firmato da Verdi e socialisti. Il Centro ha invece per ora una posizione interlocutoria. "Oggi abbiamo analizzato una volta di più il contenuto di questi rapporti, soprattutto alla luce della lettera ricevuta dai Comuni, i quali hanno voluto condividere le loro legittime preoccupazioni", spiega il presidente della Gestione Michele Guerra (Lega dei Ticinesi), raggiunto da Ticinonews. Dall'analisi dei dati è però emerso che "la proposta della maggioranza commissionale, tutela maggiormente i Comuni rispetto a quella iniziale del Consiglio di Stato, fino al 2028 incluso", in quanto "li penalizza in modo inferiore rispetto a quanto proponeva il Governo da qui a fine 2028". Pertanto la Commissione, posta di fronte all’ipotesi di voler bloccare i lavori per poter sentire i Comuni, "ha voluto a maggioranza andare avanti. Il tema giungerà quindi in aula nella sessione di Gran Consiglio di dicembre”.
Comuni contrari
Ricordiamo che ieri era stata resa nota la dura presa di posizione dei Municipi di Bellinzona, Chiasso, Locarno, Lugano e Mendrisio, ma anche dell’Associazione dei Comuni ticinesi. A suscitare preoccupazione era soprattutto il taglio lineare dell'aliquota dell'imposta sul reddito dell'1,66%. "Tale soluzione avrebbe ripercussioni dirette ed immediate sulle finanze dei comuni ticinesi, indipendentemente dal loro substrato fiscale, e per importi tutt'altro che marginali", scrivevano i Comuni, deplorando inoltre il fatto di non essere stati coinvolti. "Dobbiamo comunicarvi la nostra assoluta contrarietà a questo modo di procedere che, senza alcun tipo di discussione, consultazione ed eventualmente negoziazione si abbatte sui conti comunali".
Le proposte
In sostanza, il rapporto di maggioranza propone tre cose: anzitutto, di evitare l'incremento delle imposte a carico dei cittadini a fronte dell’aumento automatico del moltiplicatore di tre punti percentuali. E questi tre punti "verrebbero compensati per il tramite di una riduzione dell’1,6% sull’aliquota del reddito comunale, come pure su quella del Cantone", precisa Guerra. Si propone poi di aumentare le spese professionali portandole a 3'500 franchi e di ridurre dal 15 al 12% l’aliquota sui redditi alti. Si tratta quindi "di una proposta di compromesso che non va solo a toccare i redditi alti, ma garantisce a tutti i cittadini una riduzione dell’aliquota sul reddito per evitare un aumento delle imposte, e che va anche a fornire un incremento del rimborso spese professionali", conclude Guerra.
La minoranza
Il rapporto di minoranza è stato sottoscritto dalla sinistra, con Samantha Bourgoin (Verdi) e Ivo Durisch (PS) quali relatori. "Nel nostro rapporto siamo andati a stralciare la riduzione dell'aliquota massima per le persone fisiche", commenta Durisch, da noi contattato. "Per noi era la misura più inguardabile, ingiusta e inutile". Nella proposta della minoranza sono mantenuti interventi sulle deduzioni per spese professionali, il prelievo sull'imposta di donazione e successione e il prelievo per il capitale pensionistico. Solo quest'ultimo, tuttavia, rimane identico al messaggio governativo. "Le altre misure sono adeguate alle condizioni finanziarie del Cantone: proponiamo deduzioni per spese lavorative a 3'000 franchi. Siamo inoltre un po' meno generosi per i prelievi su donazioni e successioni non fra parenti".
Imposta di circolazione
Come previsto, infine, la Commissione ha firmato due rapporti sulle imposte di circolazione. La maggioranza ha sostenuto il rapporto di Boris Bignasca (Lega), proponendo "di adeguare la formula", dichiara Michele Guerra. La minoranza ha invece sostenuto il rapporto di Marco Passalia (Centro), che "chiede di tenere la formula votata dal popolo, con un aggiornamento dato da decreto legislativo". Il tema sarà affrontato dal Gran Consiglio in dicembre.

